La Ferrovia centrale umbra rischia di chiudere, M5s, qualcuno indaghi [VIDEO]

I lavori tanto decantati nel tratto fra Perugia Ponte San Giovanni e S. Anna non sono mai partiti, nessuno vi sta lavorando

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La Ferrovia centrale umbra rischia di chiudere, M5s, qualcuno indaghi PERUGIA – “La Ferrovia centrale umbra rischia di chiudere entro pochi giorni perché mancano le risorse per la manutenzione o non sono state correttamente impiegate, come si evincerebbe anche dalle parole dello stesso amministratore di Umbria mobilità, Lucio Caporizzi, il quale in audizione ha dichiarato che ‘le somme erogate per la manutenzione non trovano per intero corrispondenza di rendicontazione dei lavori’. Abbiamo fatto interrogazioni e richieste di accesso agli atti, ma nessuno risponde. Siamo costretti a gettare il sasso nello stagno affinché qualcuno apra un’indagine e la porti avanti fino alle conseguenze necessarie, per scoprire come sono state impiegate le risorse. La magistratura non arrivi a casse ormai svuotate, perché non servirebbe più. Il bilancio di Umbria mobilità non è stato approvato perché la situazione è talmente grave che il revisore unico dei conti non ha dato il benestare e l’assemblea dei soci non si riunisce”: lo hanno evidenziato, nella conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni, i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari. “Le conseguenze di tale situazione – ha detto Liberati – sono sotto gli occhi di tutti: treni che viaggiano a 20 o a 40 chilometri orari, interi tratti ferroviari chiusi per il dissesto e l’impossibilità di effettuare i lavori di messa in sicurezza.

I lavori tanto decantati nel tratto fra Perugia Ponte San Giovanni e S. Anna non sono mai partiti, nessuno vi sta lavorando. Non era prevista la chiusura per ben 800 giorni, che in questo Paese spesso finiscono per diventare 8mila, mentre si doveva chiudere due volte in estate in coincidenza con la chiusura delle scuole, ma sembra evidente che ci siano grossi problemi di sicurezza ferroviaria. La presidente Marini dovrebbe dire con chiarezza quale è il problema della sicurezza ferroviaria, quali sono i termini dell’accordo con le Ferrovie dello Stato e chiedere conto di decine e decine di milioni che sono stati spesi, ma è come se non fosse accaduto nulla e nessuno dice niente”. “Nessuno ha risposto alle nostre interrogazioni – ha ribadito Maria Grazia Carbonari – e nessuno a Umbria mobilità ha potuto fornirci i dati che abbiamo chiesto. La situazione dei conti è aggiornata al 2014, non si sa nulla del 2015 e infatti il revisore unico non ha dato il benestare al bilancio.

Nell’audizione che abbiamo chiesto in commissione, ci hanno detto che la situazione contabile è migliorata, sulla base del fatto che il tribunale ha riconosciuto il diritto di incassare i debiti dalle società, fra cui Roma Tpl, che devono molti milioni di euro a Umbria mobilità. Ma si sa che tali società hanno enormi difficoltà nel procedere ai pagamenti, quindi la situazione è migliorata solo a chiacchiere. Tanto per capire, su 9 milioni di debito Roma Tpl ha pagato 150mila euro. E nessuno viene chiamato a rispondere per le scelte scellerate che hanno causato un dissesto grave, che sta mettendo in crisi l’intero trasporto pubblico locale. Eppure i fondi della Regione, 5 milioni di euro per la manutenzione, li hanno presi, solo che sono stati evidentemente riservati ad altro. Torneremo di nuovo a Umbria mobilità e vogliamo vedere sia gli accordi di programma che la contabilità separata, che consente di vedere come vengono impiegati i soldi, anche se secondo me non l’hanno mai fatta, visto che non fanno nemmeno quella ordinaria”.

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