Inaugurate le “Stanze di Lucina”, una nuova cultura della gravidanza

Sono state inaugurate questa mattina 24 settembre Le Stanze di Lucina, che rappresentano una “svolta” nella sanità umbra e in particolare una “scelta consapevole” per le mamme che vogliono approcciare una nuova cultura della gravidanza, grazie ad un ritorno al parto naturale e in massima sicurezza: sono ‘Le Stanze di Lucina’, due stanze ,ubicate all’interno della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia allestite per il percorso assistenziale di parti fisiologici che saranno gestite esclusivamente dall’ostetrica, una figura professionale, come è stato ribadito a più riprese durante la presentazione, che torna ad avere un ruolo centrale nel parto. Ovviamente potranno accedere al parto naturale le donne che ne faranno richiesta e le ostetriche hanno già ricevuto dieci adesioni.

“Ad una visione superficiale può apparire un ritorno all’antico, mentre invece è un salto in avanti di elevata qualità, che distingue ancora una volta l’Ospedale di Perugia ”, ha detto la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini nel suo intervento alla presentazione ufficiale della nuova struttura insieme al direttore dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi, al sindaco di Perugia Andrea Romizi e al delegato per i rapporti istituzionali dell’Università degli Studi di Perugia Francesco Baldelli.

I centri nascita italiani con percorso fisiologico sono così saliti a nove, con quello presentato dall’Azienda Ospedaliera di Perugia, tre nel centro Italia (Firenze Careggi e Ostia) e appunto Le Stanze di Lucina, nome scelto per dare ancora più forza al progetto facendo riferimento alla dea della mitologia romana che “portava la luce”.

“Si chiude un percorso – ha detto durante l’inaugurazione il direttore dell’Azienda ospedaliera Walter Orlandi – che è quello dell’umanizzazione del parto, iniziato da anni con altre tappe importanti che prevedono sempre la vicinanza del bimbo alla madre, come dome il parto in acqua e il parto senza dolore”. Orlandi ha voluto ribadire che “la sanità si può fare con risorse contenute, creando un ambiente familiare, accogliente, ma con alte professionalità .

“Daremo d’ora in avanti alle donne l’opportunità di partorire con tutte le opzioni possibili di un punto nascita”, ha aggiunto il direttore sanitario del S. Maria della Misericordia Manuela Pioppo, che ha ricordato il riconoscimento dei 3 bollini rosa attribuiti oramai da 7 anni ad una struttura che è all’avanguardia nella diagnostica e nella cura delle patologie femminili.

‘Le stanze di Lucina sono la prosecuzione di una esperienza che parte da lontano e di una capacità di programmazione e governo del servizio sanitario che nella nostra regione ha dimostrato di poter coniugare qualità del servizio e compatibilità finanziaria- ha ricordato la Presidente della Regione dell’Umbria Catiuscia Marini : stiamo realizzando esperienze che anticipano le metodologie a livello nazionale, come è già avvenuto con il parto analgesico, che da noi è stato avviato sperimentalmente e poi inserito dal Ministero della sanità nei livelli essenziali di assistenza”.

Il sindaco di Perugia Andrea Romizi si è soffermato sulle caratteristiche delle due stanze dove” si percepisce la possibilità per i genitori di vivere insieme il viaggio impegnativo che è la gravidanza, con le ostetriche a fare da angeli custodi”.

Gli apprezzamenti più evidenti sono andati al progetto e a chi lo ha reso possibile, le ostetriche e le professioni sanitarie “che sempre più abbiamo intenzione di valorizzare”, ha precisato il Direttore Generale Walter Orlandi.

Con il percorso del parto fisiologico le ostetriche offrono sostegno emotivo, favorendo libertà di movimento e l’uso di tecniche di analgesia naturale quali il massaggio e l’assunzione di posizioni antalgiche per affrontare il dolore e la fatica del parto. Le relazioni di Simona Freddio e Ivana Baldassari hanno trattato appunto l’umanizzazione del parto, in stanze che si avvalgono di spazi con arredi nuovi, dai colori brillanti con una coreografia creata per proporre un ambiente il più vicino possibile a quello familiare. Viene inoltre incoraggiata la presenza del padre sia durante la nascita che per l’intera durata del ricovero, con stanze predisposte ad ospitarlo, facilitando così il consolidarsi del nuovo nucleo familiare. A completa tutela della sicurezza della madre e del neonato, un eventuale insorgenza di fattori di rischio determina l’uscita dal percorso e il trasferimento all’adiacente Sala parto.

E’ stato spiegato nella nuova aula conferenze del s.maria della Misericordia che per accedere al percorso assistenziale è necessaria comunque una selezione a partire dalla 37/ma settimana, con una visita che viene effettuata dall’ostetrica presso l’ambulatorio. Dall’ospedale fanno poi sapere che stanno arrivando le prime richieste: l’opportunità del parto naturale ha già raccolto ampi consensi nei consultori e tra le future mamme.

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