Unipegaso

I precari della giunta regionale dell’Umbria da troppo tempo sopportano nel silenzio

Vogliamo una politica che affronti una volta per tutte il problema

I precari della giunta regionale dell'Umbria da troppo tempo sopportano nel silenzio

I precari della giunta regionale dell’Umbria da troppo tempo sopportano nel silenzio

da I precari della Giunta regionale della Regione Umbria
PERUGIA – «Siamo un gruppo di circa 40 precari che da più di dieci anni lavora, attraverso le più disparate tipologie contrattuali, presso gli uffici della Giunta regionale dell’Umbria. Da troppi anni sopportiamo nel silenzio una situazione di precarietà che è ormai divenuta insostenibile. Questo è quanto scrivono in una lettera inviata ai giornali dai precari della giunta regionale. Siamo quasi tutti padri e madri di famiglia che vivono nella totale incertezza circa il proprio futuro lavorativo. Siamo entrati con contratti precari, superando selezioni, quando eravamo ancora giovani. Siamo invecchiati da precari e questa situazione per noi non è più sostenibile. Ogni scadenza contrattuale diventa sempre più pesante, i nostri progetti (comprare una casa, garantire un futuro ai propri figli, fare un viaggio) sempre più lontani. La nostra situazione – continuano – è frutto di una politica sbagliata che si perpetua da anni. Nonostante questa situazione la Regione continua a bandire concorsi a tempo determinato per arruolare altri precari che non verranno MAI Stabilizzati, senza prima dare risposte con crete al precariato. Tra l’altro – concludono – con la recente riforma del ministro Madia alcuni di noi rischiano di non rientrare nelle procedure di stabilizzazione (facoltative per l’ente) per la tipologia di contratto che abbiamo dovuto accettare per continuare a lavorare.

I precari della Giunta regionale della Regione Umbria hanno inviato una lettera che pubblichiamo integralmente

In questi giorni è stata approvata la Riforma Madia pensata, tra le altre cose, per eliminare la precarietà nella pubblica amministrazione, ma che di fatto non risolve il problema del precariato in Italia e ancor meno in Umbria. Più di un decennio fa, quando la maggior parte di noi ha iniziato a collaborare con l’amministrazione regionale, eravamo ancora giovani, ma oggi non lo siamo più. Abbiamo avuto in questi anni – nonostante la passione e la costanza messa nel lavoro che ogni giorno svolgiamo nell’ente che la Presidente Catiuscia Marini rappresenta – porte sbattute in faccia, false promesse, ma MAI risposte concrete. Indipendentemente dalla Riforma Madia che apre solo una piccola finestra sul precariato, abbiamo chiesto in questi anni – quale poteva essere la volontà dell’Amministrazione regionale per far fronte ad una pesante situazione di precarietà .

Abbiamo chiesto risposte. NULLA.

La Presidente Marini ci conosce. Conosce la nostra professionalità, gli anni che abbiamo passato ad analizzare dati, scrivere programmi, progetti, relazioni, a contribuire attivamente alla costruzione di quell’immenso lavoro su cui si basano le scelte e le politiche regionali. Un lavoro bellissimo che nasconde una anomalia: il carattere meramente “temporaneo”, ovvero la reale possibilità che alla scadenza contrattuale, non faccia seguito un rinnovo, per la maggior parte dei casi anche a discapito degli uffici e della continuità del lavoro dell’ente. Non vi è modo di impedire che questo accada. Ecco come un lavoro bellissimo può diventare motivo di profonda FRUSTRAZIONE. Tanto più se nel frattempo abbiamo smesso di essere “giovani” e non è più facile rivendere la nostra esperienza come avremmo potuto fare dieci anni prima.

Sono anni che vorremmo parlare con la Presidente Marini di precariato. Abbiamo sollecitato numerosi incontri per decidere insieme il nostro futuro. NULLA.

E’ questa l’anomalia del nostro lavoro: essere responsabili nelle nostre materie e dover fare i conti con il fantasma di un contratto che rischia di non essere prorogato, con la preoccupazione di reperire le risorse per rinnovarlo. Il rischio è diventato realtà: a partire dal 2016 non sono stati rinnovati i contratti di collaborazione per alcuni di noi e il prossimo dicembre verranno cancellati tutti i nostri contratti di Co.Co.Co. se non verranno attuate le proroghe ai contratti previste dalla Riforma Madia. Cosa ancora più preoccupante è che alcuni di noi, oltre al fatto di ritrovarsi senza lavoro, non avranno la possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali, come ad esempio l’assegno mensile di disoccupazione.
Abbiamo sviluppato in questi anni un atteggiamento schizofrenico: da una parte concentrati e produrre risultati, dall’altra invece, a volgere lo sguardo altrove, mandare curriculum, sostenere colloqui, fare concorsi su concorsi, nella consapevolezza oramai che il lavoro che ci assorbe tutti i giorni potrebbe NON ESSERE più il lavoro della nostra vita.
Abbiamo chiesto coerenza ad un’amministrazione che dovrebbe rispettare tutte le libertà meno una, quella di sfruttare il lavoro di altri esseri umani.
Vogliamo finalmente vedere un’Amministrazione che si impegni a rispettare il lavoro di tutti ed in primo luogo dei propri lavoratori; un’Amministrazione in cui crediamo, in cui lavoriamo con passione e con l’orgoglio di appartenevi.

Vogliamo una politica che affronti una volta per tutte il problema.
Alla nostra Presidente Catiuscia Marini e agli Assessori della Giunta regionale, chiediamo una chiara e netta presa di posizione nei confronti del personale precario della Giunta regionale. Viviamo ormai da troppo tempo nella speranza che si trovino soluzioni concrete e coscienziose ad una situazione divenuta per noi ormai insostenibile. Dalla Presidente Catiuscia Marini in primis ci aspettiamo che capisca e condivida le ragioni del nostro malcontento, nonché il supporto necessario affinché questa Amministrazione si convinca dell’urgenza di un provvedimento volto a sanare una situazione oramai divenuta inaccettabile. Ci aspettiamo che la Presidente attui un piano programmatico di stabilizzazione per il personale precario che preveda l’assunzione nei ruoli regionali di tutti noi ed una gestione delle risorse pubbliche più oculata e trasparente.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*