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Fontivegge a Perugia è Il 666esimo girone dell’inferno dantesco!!

comunque la si guardi è una situazione che non è semplice da conciliare

Fontivegge a Perugia è Il 666° girone dell'inferno dantesco!!

Fontivegge a Perugia è Il 666esimo girone dell’inferno dantesco!!
da Giampiero Tamburi (Coordinatore Perugia: Social City)
(Umbria: Segretario Regionale Realtà Popolare)
PERUGIA – Come si suol dire: “piove sempre sul bagnato”, oppure; “il diavolo ci mette sempre lo zampino”, o ancora; “tutte le ciambelle non riescono col buco”.

Sta di fatto che nella annosa questione della criminalità nel quartiere di Fontivegge (che io definisco il motore che da’ energia a tutto ciò che di criminale accade in città) ci debba sempre essere una variabile incontrollabile che devia, per non dire annulla, i provvedimenti che con fatica, chi ha a cuore la questione, mette in atto per dare un respiro più ampio alle possibili soluzioni ed una maggiore speranza per la sicurezza andata in pezzi, ai cittadini che abitano, stazionano o passano in quei luoghi per le loro varie ragioni.

Tutti noi sappiamo come l’amministrazione comunale abbia, o stia mettendo in atto in qualche modo, provvedimenti che cercano di cambiare lo stato delle cose e come tutti questi tentativi non abbiano dato, all’evidenza dei fatti fino ad ora, i risultati sperati: come ad esempio la proposta dello sgravio delle tasse per le nuove attività; oppure i continui mercatini e le manifestazioni musicali in estate all’insegna del “riprendiamoci gli spazi”; o attività del genere.

C’è anche stata una proposta, con l’impegno nel volerla di più di 1400 firme, per ’istituire un posto fisso di pubblica sicurezza, attivo 24 ore su 24, in piazza del bacio, la quale ci sembrava e ci sembra tutt’ora, il modo migliore, con la presenza continua degli agenti, per dare un freno alle bande che insozzano la zona.

Vedrà la luce questo presidio? Anche se le autorità, nei vari consessi dove hanno la possibilità di esprimersi in merito si dichiarano favorevoli a tale situazione, in ultima analisi adducono delle insormontabili difficoltà che vanno da quelle organizzative a quelle della carenza di organico e che, in pratica sono le cause della non fattibilità.

Ultimamente, nell’ennesimo tentativo di demolizione della spirale di violenza e di imposizione della legalità, il Comune ha pensato bene di lavorare per costruire una barriera costituita da diverse associazioni, trovando gli spazi necessari, che vanno dai Club Perugia Calcio, all’associazione Giacomo Sintini ed altre che dovrebbero costituire una sorta di “presidio sociale” il quale, a sua volta, dovrebbe garantire di ridurre lo spazio necessario alle gangs criminali che operano nella zona.

È in tutti noi la speranza che ciò sia la soluzione giusta per dare un colpo di mazza risolutrice.

Ma, come si diceva all’inizio, “il diavolo ci mette sempre lo zampino”!

C’è chi viene e c’è chi va!

Come ci è dato sapere, tanto l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria quanto il sindacato ASU, in tempi brevi, ha intenzione di abbandonare la sede di via del Macello per approdare in altre periferie meno problematiche. Questo exodus l’hanno motivato con oggettive difficoltà logistiche (strano che fino ad ora non siano state fatte presenti) e con le scarse garanzie di sicurezza “fisica” per il personale dipendente nell’area in questione (e qui non gli si può dare torto).

Comunque la si guardi è una situazione che non è semplice conciliarla; certo è che, nel complesso, c’è chi rema a favore e chi rema contro, sia socialmente che politicamente,ma questo si sa; fa parte del gioco “delle parti”.

 

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