Finisce in manette il boss della Verbanella

Oltre all’arrestato all’interno del bunker i militari hanno trovato anche cinque persone straniere

Finisce in manette il boss della Verbanella

Finisce in manette il boss della Verbanella

Aveva trasformato il parco in un mercato della droga. L’uomo, un nigeriano di 25anni, nullafacente, regolare, con precedenti specifici, è stato arrestato nelle ultime ore per traffico di sostanze stupefacenti, così che adesso residenti e genitori possono tirare un sospiro di sollievo, perché lo spaccio in quel parco era diventato un problema serio.

Lo straniero in poco tempo era riuscito a diventare il boss del parco della Verbanella, con tanto di “ufficio” ricavato all’interno di un piccolo appartamento adibito a bunker: un vero e proprio covo, protetto da una robusta cancellata oltre la quale un portone blindato in ferro consentiva l’accesso all’abitazione. Dall’inferriata della cancellata, poi, una piccola apertura con un pannello mobile in legno permetteva di scorgere eventuali minacce presenti all’esterno senza il rischio di uscire allo scoperto ed essere visti o fermati dalle forze dell’ordine.

L’uomo a volte impiegava anche suoi connazionali come vedette di pattuglia che giravano nell’area verde, pronte con cellulare alla mano a dare l’allarme in caso di arrivo di carabinieri e polizia.

Il giovane nigeriano sfruttava a suo favore l’estensione del parco al centro del quale c’era lui in attesa di clienti. Questo il modus operandi del trafficante: quando un cliente arrivava si avvicinava al boss, concordava con questi le dosi e il prezzo dello stupefacente, principalmente eroina; il nigeriano si allontanava, rientrava a casa per poi uscire poco dopo e finalizzare la cessione di droga con l’acquirente che, nel frattempo, era rimasto ad attenderlo con atteggiamento vigile e prudente nei giardinetti del parco. I suoi clienti, tuttavia, erano esclusivamente soggetti di origine magrebina o araba che acquistavano da lui lo stupefacente da rivendere ai consumatori. Da lì, dunque, il giovane nigeriano dirigeva il traffico di stupefacente servendosi di altri pusher allo stato ancora non identificati.

Chi il parco della Verbanella lo conosce bene, chi lo frequenta o ci abita vicino aveva notato il frequente via vai e i movimenti sospetti dei cittadini stranieri e del nigeriano segnalando il tutto ai carabinieri. Dal canto loro, invece, i militari hanno riscontrato oggettive difficoltà nell’operare in una zona così ampia senza destare sospetti.

I carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Perugia hanno dato avvio così a un’indagine condotta con il metodo tradizionale, con militari in borghese a passeggio come normali residenti, camminando nel parco o leggendo il giornale sulla panchina, sorvegliando in tal modo per intere giornate l’area verde.

E’ così che i militari appostati nei vari punti del parco, a controllare dove avveniva lo spaccio, sono riusciti a scoprire il modus operandi dell’uomo e, dopo qualche giorno di osservazione e pedinamento, sono riusciti a bloccare definitivamente il boss della Verbanella. Gli operanti, al termine di un prolungato servizio di osservazione, sono entrati a casa del nigeriano dove, nel corso delle operazioni di perquisizione hanno rinvenuto nella disponibilità dell’uomo nr. 7 involucri termosaldati contenenti complessivamente grammi 40 di eroina, n.1 bilancino di precisione, n.2 telefoni cellulari, vari ritagli di cellophane, n.5 bustine di medicinale “oki” per il taglio dello stupefacente e la somma contante di euro 95,00 quale provento attività illecita.

La droga sequestrata, così come analizzato dal Laboratorio Analisi del Comando Provinciale, avrebbe consentito di immettere sul mercato dello spaccio circa 350 dosi. A carico del pusher, dopo l’udienza di convalida dell’arresto, è stato emessa la misura cautelare in carcere per un anno.

Oltre all’arrestato all’interno del bunker i militari hanno trovato anche cinque persone straniere, nei confronti delle quali sono tuttora in corso accertamenti per la verifica della regolarità della loro presenza sul territorio dello Stato.

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