Ennesimo arresto di spacciatori nel parco Chico Mendez

Parchi pubblici pericolosi. Spazi verdi: una continua lotta tra cittadini e criminalità!

Ennesimo arresto di spacciatori nel parco Chico Mendez. Da Giampiero Tamburi (Perugia: Social City) . È l’ennesima storia sempre uguale e pericolosa che si ripete nei nostri spazi verdi. Ormai ci siamo tanto abituati che è diventata una lettura ordinaria ogni volta che scorriamo un quotidiano.

Il brutto e il pericoloso è proprio questo: lo considerarlo un male, diventato oramai patologico per la nostra città!
Inconsciamente ci consoliamo dicendo agli altri ed a noi stessi che Perugia non è diversa dalle altre città e…tiriamo avanti!

Ma se, da una parte questo è vero, dall’altra non ci rendiamo conto che qualcosa di diverso e più determinante per cercare di migliorare la situazione possiamo e dobbiamo fare, perché abbiamo una precisa responsabilità difronte ai nostri figli e a chi, giustamente chiede, che questi benedetti spazi pubblici, siano più sicuri e più fruibili a tutti.

L’imperativo è “riprendersi i nostri spazi” e questo lo abbiamo percepito benissimo ma il problema sta nel come realizzare questo obbiettivo.
Sono state messi in campo non uno ma numerosi programmi, dalle Associazioni che si mettono a spazzare nei verdi viali organizzando, nel medesimo tempo, manifestazioni e spettacoli, a bandi comunali per organizzare chioschi ricreativi nei maggiori parchi della città, ed altre strategie, tutto in funzione per allontanare la malavita dall’utilizzo improprio di questi spazi.

Ma tutto questo è servito? All’evidenza dei fatti no!

Finché chi è responsabile in Comune di questa sensibile e fondamentale delega, che riguarda, nella massima sua espressione, il benessere e la sicurezza della cittadinanza, non si renderà conto che ci vogliono ben altri interventi, più efficaci in assoluto per raggiungere questi obbiettivi, saremo sempre nella spiacevole necessità di convivere con questo stato di cose che renderanno Perugia sempre di più un luogo dove non si potrà mai dire di aver raggiunto un equilibrio degno di una città a misura d’uomo.

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