Elezioni Amministrative, Sinistra PD, partito perde migliaia di voti

E' giunto il momento di cambiare passo nell'agenda politica del PD umbro e anche dell'amministrazione regionale

Elezioni Amministrative, Sinistra PD, partito perde migliaia di voti

“Il Pd sta perdendo migliaia di voti”. Questo è quanto ha detto la sinistra del partito in conferenza stampa questa mattina a Perugia in Piazza della Repubblica.

Tante ombre e poche luci in questa tornata amministrativa. L’ombra più inquietante è forse l’astensionismo, che in occasione dei ballottaggi ha assunto percentuali preoccupanti. Il voto nelle grandi città è da sempre un voto in cui pesano le valutazioni generali dell’opinione pubblica, perciò, è un voto che per certi versi esonda dal perimetro amministrativo, collocandosi, più che in altri contesti, su un terreno politico.

E politica, infatti, è la sofferenza che palesa il Pd, purtroppo ben lontano dai successi che lo proiettarono al 40%. Il “partito della nazione” tramonta prima di sorgere; oggi, semmai, il Pd ha l’urgente necessità di riconnettersi al popolo del centro-sinistra, che ha dato in queste amministrative un segnale di distanza e di disagio nei confronti della proposta democratica.

Alla luce dei risultati, sarebbe solo sintomo di irresponsabilità e arroganza non riconsiderare la legge elettorale: nel quadro del “tripolarismo imperfetto”- per dirla con Diamanti-, l’Italicum determinerebbe una grave distorsione della volontà popolare minando la rappresentatività delle maggioranze. Di sicuro, l’impasse del Pd non si risolve con più “rottamazione”.

Non è questione di nomi e di volti, ma di credibilità di un progetto politico. Forse avrebbe giovato all’esito del voto amministrativo una campagna elettorale più attenta e impegnata, invece, i vertici nazionali e regionali del Pd hanno innestato la marcia della campagna referendaria. Una scelta fuori tempo e fuori luogo. Ora più che mai occorre evitare che il referendum si trasformi in un giudizio sulla premiership.

Serve, in sintesi, cambiare approcci nel metodo e nel merito, sia riguardo alle politiche di governo che riguardo alla gestione del partito. In Umbria, lo storico risultato di Assisi è senza dubbio uno spiraglio di luce, che tuttavia non illumina le ombre di città in cui il Pd non è stato neppure in grado di giocarsi la partita, come Bevagna e Bettona o la bruciante sconfitta di Amelia, che sembra essere dimenticata. E, salvo il caso di Parrano, nessun candidato del Pd è stato eletto sindaco. Un dato che obbliga a riflettere sulla capacità di selezionare la classe dirigente. Assisi, strappata alle destre dopo un quarto di secolo, è un segnale positivo.

Un plauso va innanzitutto a Stefania Proietti, candidata che ha dimostrato un’eccellente capacità espansiva. Guai, però, a guardare l’Umbria soltanto dalla prospettiva assisana. I gruppi dirigenti del Pd umbro non possono limitarsi a un’analisi consolatoria, quando -in realtà- il partito perde sul terreno dei voti assoluti un gran numero di elettori in quasi tutti i comuni, compresi quelli dove il centro-sinistra vince o si conferma forza di governo. Lo stato di salute del Pd, in breve, è precario, e la gestione di questa tornata amministrativa non lo ha rafforzato.

La maturità del Pd e del suo gruppo dirigente si misurerà, allora, dal grado di consapevolezza che emergerà, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, da una discussione che non può peccare di superficialità. Abbandonarsi alla retorica, a un ottimismo manierista, a un modello tutto mediatico di confronto politico significa rinunciare a risolvere, sui singoli livelli locali come sul piano regionale e nazionale, il problema del rapporto tra partito ed elettori e tra partito e governo.

E’ giunto il momento di cambiare passo nell’agenda politica del PD umbro e anche dell’amministrazione regionale e dare risposte ai bisogni dei cittadini umbri. Da un lato, è fondamentale che si risolva la crisi aperta in Giunta regionale e dall’altro il PD deve mettere in campo una serie di proposte di lavoro che lo traghetti da qui al prossimo Congresso.

Non chiediamo le dimissioni di nessuno: il punto non è questo. Il punto è uscire da questo impasse in cui ci troviamo e lo possiamo fare solo con un PD unito. Poi, per quanto riguarda il gruppo dirigente del PD, ci confronteremo al Congresso, a tutti i livelli.

4 Commenti su Elezioni Amministrative, Sinistra PD, partito perde migliaia di voti

  1. … “Non è questione di nomi e di volti” ….
    E’ questione di nomi e di volti, le idee le “portano” le persone.
    Chi e’ “vecchio” porta idee “vecchie”.

    • Chi è giovane deve avere competenze, capacità, onestà passione. La politica non deve diventare una professione da fare per tutta la vita.

  2. La rottamazione avrebbe avuto un senso se si facevano fuori: indagati, condannati, corrotti invece li abbiamo cercati anche al di fuori del PD, la politica di Renzi ha fallito si torni alle elezioni che è troppo tempo che governano i non eletti. Mi dispiace ma oramai ha perso credibilità anche la sinistra del PD al governo hanno votato qualsiasi porcheria pur di non lasciare la poltrona ma gli elettori non sono fessi. Anche in Regione Umbria i teatrini che ci fate vedere hanno stufato per dirla in perugino “la bega è bella quannè corta”.

  3. Tutti pronti a salire sul carro dei vincitori….che la smettano i partiti a prendersi i meriti che non hanno.
    Ad Assisi Ha vinto la Proietti, non il PD , una persona che ha dimostrato di avere idee progetti ed energia per realizzarli … Ha ricevuto consensi sicuramente anche da persone del centrodestra che hanno votato la persona ed il suo programma… Che poi questa persona abbia avuto la benedizione del pd e’ un dettaglio… Deve essere un dettaglio!
    Fatela lavorare senza paletti ed imposizioni politiche please!
    La politica non deve essere un mestiere ma una missione, … Che non dovrebbe durare più di 5 anni al fine di evitare rapporti personali troppi stretti con lobby e mondo imprenditoriale!

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