Detenuto si cuce la bocca e poi tenta il suicidio, salvato

Sappe: «Carcere allo sbando completo»

Detenuto si cuce la bocca e poi tenta il suicidio, salvato

Ancora al centro delle cronache il carcere di TERNI. Un detenuto brasiliano si è infatti prima cucito la bocca per protesta perché non andava d’accordo con i compagni di cella ed ha poi tentato il suicidio, salvato in tempo dal Personale di Polizia Penitenziaria. Ne da notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Ogni giorno a Terni ce n’è una, sintomatica dimostrazione di un carcere allo sbando completo”, denuncia il Segretario Regionale SAPPE dell’Umbria Fabrizio BONINO. “Il detenuto, brasiliano di 23 anni anni, si è cucito la bocca e poi ha tentato il suicidio. Meno male che la Polizia Penitenziaria lo ha salvato, altrimenti oggi conteremmo l’ennesimo suicidio in cella. Possibile che nessuno si chieda come mai succedono così tanti gravi episodi critici in carcere?”.

Già da tempo il SAPPE mette sotto accusa “la direzione penitenziaria “buonista” di Terni, che tollera eccessivamente questi gravi fatti.   Non ci sono parole per descrivere l’umiliazione che ogni giorno i colleghi subiscono, non solo dai detenuti, ma da una gestione buonista che al massimo prevede come forma di punizione un giorno di esclusione dalle attività sportive, che può anche essere “abbonato per buona condotta”!!!  Siamo alla follia, si lavora in condizioni disumane senza nessun tipo di tutela e con detenuti che ci ridono in faccia perché sanno bene che non verranno mai puniti per qualunque fatto commettano!”

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, rinnova la richiesta di un immediato intervento del Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Sanrti Consolo: “Cosa si aspetta a mandare una ispezione al carcere di Terni? Il personale di Polizia Penitenziaria è stanco e si deve fermare questa gestione scellerata di un Istituto ormai ingovernabile!”

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