Consiglio comunale infuocato a Terni, le opposizioni lasciano aula VIDEO

Seduta nel caos, con la polizia municipale costretta ad intervenire per sedare gli animi

Consiglio comunale infuocato a Terni, le opposizioni lasciano aula

Consiglio comunale infuocato a Terni, le opposizioni lasciano aula. Seduta del consiglio comunale a dir poco infuocata quella di lunedì, con tutte le opposizioni che alzano uno striscione di protesta contro il Pd e lasciano l’aula. Costretta ad intervenire anche la Polizia Municipale per sedare gli animi di alcuni consiglieri e dei cittadini presenti nella seduta. Le opposizioni hanno presentato un atto d’indirizzo con il quale si chiede che vengano “cautelativamente e tempestivamente rimossi dall’incarico gli assessori D’Ubaldi e Bucari e sollevati dalle attuali mansioni i dirigenti a loro volta indagati” è stato presentato in apertura di seduta da Paolo Crescimbeni (Gm). L’atto è stato sottoscritto dai gruppi di Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d’Italia. Crescimbeni ne ha anche chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno, ma la richiesta è stata respinta a maggioranza. Motivo per cui tutti i partiti di opposizione si sono alzati ed hanno lasciato l’aula.

La parola è poi passata al sindaco. Nelle sue comunicazioni al consiglio comunale il primo cittadino, Leopoldo Di Girolamo ha ricostruito le notizie riguardanti le indagini che hanno coinvolto l’amministrazione comunale. “Fin dal primo momento – ha detto – siamo stati a piena disposizione della magistratura. Quello che è accaduto è comunque un fatto che ha toccato fortemente la città suscitando preoccupazione e sconcerto”.

Il sindaco ha aggiunto di ritenere doverosa l’indagine della magistratura perché “quando si ha notizia di reati, specie se si tratta di reati che potrebbero essere stati commessi e che per di più riguardano la cosa pubblica, i cittadini hanno pieno diritto di sapere come stanno le cose”. “Ben vengano le indagini e gli approfondimenti – ha sottolineato il sindaco – perché sono sicuro che faranno emergere la nostra correttezza e quella di tutti i collaboratori. Chiedo solo – ha aggiunto – che tutto proceda celermente. Da parte mia, in questa fase così complessa per l’amministrazione farò in modo che l’attività amministrativa prosegua con la necessaria efficacia”.


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Il sindaco Di Girolamo, nel corso delle sue comunicazioni al consiglio comunale, ha affrontato una per una le sette questioni al centro delle indagini che hanno portato la scorsa settimana all’operazione condotta dalle forze dell’ordine negli uffici comunali. In particolare il sindaco ha rivendicato la correttezza degli atti e dei procedimenti riguardanti l’appalto dei servizi alla Cascata delle Marmore, l’affidamento della gestione del verde pubblico, dei servizi cimiteriali e delle manutenzioni; il passaggio della gestione del call center per le segnalazioni dei cittadini da Usi a Terni Reti, la gestione delle mense scolastiche, l’adeguamento del sistema antincendio del Caos, la gestione del sistema della pubblica illuminazione.
Le opposizioni avevano abbandonato l’aula prima ancora dell’intervento del sindaco, dopo che la maggioranza aveva bocciato l’inserimento all’ordine del giorno dell’atto d’indirizzo proposto da Crescimbeni.

Per questo, prendendo la parola dopo l’intervento del sindaco, il presidente del gruppo consiliare del Pd Andrea Cavicchioli, ha fatto rilevare che – in assenza dell’opposizione – il dibattito che avrebbe dovuto far seguito alle comunicazioni del primo cittadino sarebbe stato inutile.
Il consiglio ha quindi affrontato i punti seguenti iscritti all’ordine del giorno, approvando l’atto d’indirizzo per la stipula di un patto di amicizia con le popolazioni dei territori si Salvgorod, contaminati dal disastro di Chernobyl.

Le opposizioni subito dopo l’intervento del sindaco hanno indetto una conferenza stampa nella sala della minoranza: “Una città in ginocchio. Abbiamo assistito all’apologia del predissesto. L’amministrazione ci diletta con dichiarazioni arroganti, non consentendo all’opposizione di discutere il proprio atto. I nostri amministratori vogliono rimanere inchiodati dove sono, alle loro poltrone. È senso del dovere quello che ci hanno dimostrato fino ad ora i nostri amministratori? Di certo non c’è stato nessun atto di scusa, nessuna spiegazione”.
Dalla culla alla tomba Terni è in mano a lobby gestite da cooperative. Si manifesta quindi una patologia bulimica degli appalti”.

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