Carlo Collesi: “Cari politici siete tutti…”, e strappa la sua scheda elettorale

Carlo Collesi (foto da facebook)

“Cari politici questa è la scheda elettorale, ecco i vostri voti” e in un solo colpo, rivolgendosi, con parole pesanti a chi amministra la città e la regione la strappa, riducendola in mille pezzettini.

E’ il perugino Carlo Collesi. La sua storia la conoscono in molti, ma tutti la ignorano. Nessuno fa niente per lui e per la sua compagna, invalida al piede dalla nascita. In un suo video su Facebook, l’ennesimo, esasperato da questo assordante silenzio strappa la scheda elettorale. Su suo profilo in internet si vede di tutto. Ogni giorno, ogni attimo, richieste di aiuto, ma nessuno si vede ad allungare la mano nel portafoglio, forse, solo alcuni, magari gli amici più intimi.

“Aiutateciiiii o finirà nel peggio dei modi ve lo chiediamo con tutto il cuore” – scrive in un post. Abbiamo bisogno di aiuto per davvero se no si chiama istigazione al suicidio, articolo 580 del codice penale, da parte di voi politici della regione Umbria e dal comune di Perugia”.

“Sono molti giorni – continua – che siamo senza mangiare, senza soldi per pagare le bollette. Devo andare a rubare per campare? Sono senza lavoro aiutatemi a trovare un lavoro!!”

Carlo e la moglie Antonella hanno uno sfratto esecutivo, da febbraio prorogato di un mese, adesso il 12 devono lasciare la casa. E’ da mesi che va avanti questa storia. “Abbiamo uno sfratto esecutivo – scrive – e il 12 marzo ci butteranno fuori di casa e ci toccherà andare a stare sotto un ponte. Che fate come un mese fa che mi chiamate proprio in quel giorno per vedere se mi hanno buttato fuori, mi pare che mi state prendendo per il…

E poi continua: “Cari politici umbri e di Perugia la mia compagna è invalida dalla nascita e fa fatica a camminare e non le danno niente di pensione, perché la danno ai falsi invalidi e quelli veri se la prendono in…”

“Questa e l’Italia e l’Umbria dei mafiosi e invece di avvertire la questura e mandare la polizia a casa mia per vedere se siamo impiccati e morti e meglio che mi aiutate, ma siccome siete falsi e bugiardi, tutti uguali. La colpa – conclude – è di quei poveri cittadini che hanno il portafoglio pieno, sono loro che votano. I poveri e i disoccupati, come me, di certo non sono scemi a darvi il voto”.


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Il profilo Facebook di Carlo Collesi

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