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Busta pesante e nuovi problemi, il Parlamento fa la sua parte

PD, M5S, FI, SI-SEL, Civici e Innovatori propongono correttivi al decreto sulla Coesione Territoriale in discussione a Montecitorio

Nestlè Perugina, Sereni, lavorare tutti, scongiurare ridimensionamento

Busta pesante e nuovi problemi, il Parlamento fa la sua parte ROMA – Un piccolo pacchetto di emendamenti è stato presentato al Decreto sulla Coesione Territoriale in discussione a Montecitorio per correggere le norme vigenti in alcuni punti e per portare all’attenzione delle istituzioni nuove problematiche che emergono nella dura situazione di persone, famiglie, imprese delle aree maggiormente colpite dal terremoto nelle regioni del Centro-Italia.

Porta la firma dei parlamentari di tutti i gruppi politici (Partito Democratico, M5S, FI, SI-SEL, Civici e Innovatori) eletti in quelle aree, a cominciare dai due vice presidenti di Montecitorio, Marina Sereni e Simone Baldelli, insieme ai deputati Gallinella, Ricciatti, Galgano, Giulietti, Melilli, Luciano Agostini, Amato, Ascani, Carrescia, Ciprini, D’Incecco, Fabrizio Di Stefano, Ferranti, Laffranco, Lodolini, Manzi, Marchetti, Mazzoli, Morani, Polidori, Polverini, Verini.

“Alla fine dello scorso anno – ricordano – oltre ad aver destinato, con una risoluzione unanime, alle popolazioni colpite dal terremoto i 47 milioni di risparmi realizzati dalla Camera dei deputati abbiamo approvato,  sempre all’unanimità, il primo provvedimento per le aree del terremoto con alcune misure urgenti e le norme per impostare la ricostruzione. Purtroppo sono emerse delle incongruenze nella formulazione di alcune misure, come quella relativa alla busta pesante per i dipendenti di aziende private o enti pubblici il cui domicilio fiscale sia fuori dal cratere. Per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti con i quali si risolve la questione della “busta pesante”, superando le disparità che la norma vigente ha creato, si riconfermano per il 2017 le misure di sostegno ai lavoratori dipendenti e ai lavoratori autonomi già previste nel 2016 (cassa integrazione in deroga e “una tantum” per gli autonomi), e si riconosce, nei limiti consentiti dai regolamenti europei, il cosiddetto “danno indiretto” alle attività economiche in particolare nei settori del turismo e dei servizi che hanno subito un duro colpo pur essendo in aree non immediatamente toccate dal sisma”.

“L’esame del provvedimento è ancora agli inizi ed è possibile che il Governo nel frattempo decida di intervenire con un nuovo Decreto sulla materia del terremoto alla luce dei tragici avvenimenti delle ultime settimane – continuano – In questo caso le problematiche che noi abbiamo inteso rappresentare con i nostri emendamenti potrebbero e dovrebbero trovare una più consona collocazione in questo provvedimento del Governo, che avrebbe anche il pregio di essere immediatamente esecutivo”.

“E’ però importante che i parlamentari delle regioni del Centro-Italia abbiano assunto un’iniziativa comune e unitaria che – concludono – raccogliendo le esigenze dei cittadini coinvolti, darà un contributo positivo anche all’azione dell’Esecutivo”.

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