Bulimia e anoressia, una sciarpa per ritornare a vivere [FOTO E VIDEO]

Marini “l’Umbria della moda e del volontariato insieme per combattere i disturbi alimentari”

Bulimia e anoressia, una sciarpa per ritornare a vivere

Bulimia e anoressia, una sciarpa per ritornare a vivere

Nasce in Umbria un’impresa solidale all’insegna dell’eleganza per curare bulimia e anoressia. “La nostra Regione si dimostra ancora una volta ispiratrice e creatrice di iniziative che cercano di farsi carico di risposte a difficoltà qualche volta sottovalutate”.

La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, partecipando questa mattina, venerdì 20 maggio, a Palazzo Donini, alla sigla dell’accordo tra Claudio Cutuli, creatore di sciarpe bellissime, vendute in tutto il mondo, e la Onlus il Pellicano, che da 20 anni opera nel campo dei disordini alimentari, ha voluto elogiare “l’impresa che scaturisce tra queste due realtà. Per molto tempo – ha sottolineato Marini – la cultura medica e scientifica ha fatto segnare ritardi nel cogliere i bisogni di quelle persone affette da disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia. Basta pensare al fatto che ancora in Italia non esiste una Rete nazionale dedicata a questo settore. L’iniziativa che parte oggi, segnala anche che non basta un trattamento clinico o sanitario per fornire risposte adeguate, ma occorre anche un lavoro sociale e culturale. E questo lavoro si può realizzare attraverso laboratori, come quello del Pellicano, che sono nati per farsi carico di attività che restituiscono serenità e sicurezza a quelle persone che combattono queste malattie. Sappiamo tutti – ha aggiunto la presidente – che questi disturbi sono molto frequenti anche a causa di stereotipi in voga nel mondo della moda che portano soprattutto le ragazze a rincorrere modelli fisici spesso improponibili e dannosi per la salute. Ecco perché è ancora più importante il fatto che un grande creatore di moda come Cutuli si sia impegnato in questo percorso solidaristico, con la sua indubbia qualità che onora l’Umbria proponendo l’antica tradizione della tintoria che fa parte della storia della nostra Regione”.

“Dal progetto “Sciarpe per ritornare a vivere” – ha concluso la presidente Marini – è venuta fuori una vera e propria impresa, carica di valori sociali e culturali, che si propone di fare profitti da destinare ad attività di sostegno in questo campo così delicato. Il trait d’union fra due soggetti così diversi è rappresentato appunto dalle sciarpe che abbracciano la bellezza femminile e che, in questo caso, aiuteranno a difendere il corpo e l’anima di tante donne minacciate da malattie tanto misteriose quanto pericolose”.

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