Blitz della Finanza e Polizia a Palazzo Spada, indagati politici e amministratori, ecco i nomi VIDEO

Nel mirino anche alcuni vertici di note cooperative

Blitz della Finanza a Palazzo Spada, ecco i nomi degli indagati

TERNI – L’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari, l’assessore al bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi, il dirigente del Comune di Terni, Renato Pierdonati, il funzionario del Comune di Terni, Federico Nannurelli ed un altro funzionario comunale, Alessandro Marinucci, Nicola Cimadoro, responsabile del settore emergenze all’estero della Caritas diocesana, Paolo Neri, della direzione gestione e manutenzione patrimonio del Comune di Terni, il presidente della cooperativa Alis, Stefano Notari, il presidente della cooperativa Actl, Sandro Corsi ed ancora, il responsabile appalti e progettazione sociale presso cooperativa sociale Actl, Carlo Andreucci, il responsabile della cooperativa UltraServizi, Antonio Sabatini, Luca Ascani e Gianluca Tomassi della cooperativa sociale Gea e La Torre, Goffredo Maria Copparoni, commercialista. Sembrerebbero questi alcuni dei nomi importanti che trapelano nell’inchiesta relativa agli “appalti sospetti” a Terni.

Il mega blitz della Squadra Mobile della Polizia, diretta dal dottor Alfredo Luzi, e degli uomini della Guardia di Finanza di Terni, è scattato giovedì mattina, all’interno della sede comunale di Palazzo Spada.


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Sono in tutto 16 gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Terni nei confronti di assessori, dirigenti e funzionari del Comune di Terni. Numeri però che potrebbero tendenzialmente crescere nelle prossime ore.
Le accuse per i 16 sarebbero pesantissime. Si va dall’associazione a delinquere, fino alla turbativa d’asta. Alla base dell’operazione ci sarebbe il sistema degli appalti pubblici, quindi i rapporti che intercorrono tra il mondo della politica e quello economico.

Ogni angolo del Comune è stato setacciato. Le pattuglie si sono dirette anche in alcuni uffici dell’assessorato. Server, documenti, computer portatili, fascicoli, apparecchiature del comune. Tutto è stato prelevato. L’inchiesta è coordinata direttamente dalla Procura della Repubblica di Terni, con il procuratore Alberto Liguori.

“Massima fiducia nella magistratura, non abbiamo alcunché da nascondere e abbiamo fornito la massima collaborazione” ha commentato il sindaco, Leopoldo Di Girolamo. “Siamo alla fase di acquisizione documentale – ha aggiunto – e attendiamo di sapere meglio quali sono le contestazioni che ci vengono mosse”. “Rimaniamo a governare la città” ha poi sottolineato il sindaco parlando di possibili riflessi politici dell’indagine. “Continuiamo nel lavoro già impostato – ha proseguito – per la predisposizione del piano di riequilibrio, ma anche per lo sviluppo delle iniziative per la città, dall’area di crisi complessa ad agenda urbana. Continueremo a lavorare con la stessa intensità ed impegno che abbiamo avuto finora”.

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