Associazione de I Borghi più belli d’Italia scrive al presidente Renzi

Il Futuro, di cui si parla spesso, è anche e soprattutto questo. E’ un lavoro lungo, ma da avviare subito. Oggi!

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Foto di Augusto Coccia

Associazione de I Borghi più belli d’Italia scrive al presidente Renzi. Pubblichiamo una lettera scritta da Fiorello Primi, Presidente de I Borghi più belli d’Italia, e indirizzata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito alla situazione in cui si trovati i comuni colpiti dalla scia di terremoti iniziata il 24 agosto scorso.

Egregio Sig.  Presidente del Consiglio,
Amatrice, Norcia, Preci, Visso hanno visto i loro centri storici distrutti dalla scia di terremoti iniziata il 24 agosto scorso. In altri Borghi  umbro-marchigiano-laziali  edifici storici e religiosi di inestimabile valore ed edifici scolastici, sono stati gravemente danneggiati insieme a numerose abitazioni.

Questi sono alcuni dei 263 Borghi facenti parte dell’associazione de I Borghi più belli d’Italia.

Luoghi straordinariamente rappresentativi di quel concetto d’Italia che fa innamorare il mondo perché  mette insieme l’armonia delle antiche e monumentali forme urbanistiche, l’estetica del paesaggio più tipico, la qualità agroalimentare che diviene enogastronomica, la cultura delle tradizioni tramandate oralmente, lo stile di vita amico dell’anima, condita con il sale delle accoglienti comunità che li vivono.

Le immagini della popolazione “letteralmente in ginocchio” in piazza San Benedetto di Norcia, davanti allo sfascio della cattedrale e della concattedrale, in una delle piazze circolari più belle del mondo, hanno ferito il cuore.  E’ come se la memoria del Santo d’Europa, quello che salvò la cultura greco-romana del continente dalle barbarie, venisse demolita un’altra volta dopo il bombardamento di Montecassino del 1943..

Le istituzioni italiane hanno di fronte al mondo la responsabilità di essere riconosciute come qualificate custodi del vasto patrimonio culturale che rende l’Italia leader Unesco e meta culturale e religiosa universale.

Per tale ragione, occorre dare finalmente seguito al concetto che “la cultura può essere la base per un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico”, elaborando strategie, coordinamenti e sinergie per ricercare e immettere nel sistema dei beni culturali e paesaggistici le risorse necessarie per il suo “compatibile sfruttamento”, ovvero un modello nazionale di messa in sicurezza, di salvaguardia e di valorizzazione del territorio e delle sue immense risorse culturali.

Prima ancora del quanto, conta il come. Riteniamo che occorra urgentemente un cambio di modello di riferimento, una nuova mentalità e nuovi strumenti che ci facciano uscire dalla consunta logica dell’emergenza e approdare definitivamente in quella, preventiva, di riduzione del rischio.

Proponiamo una legge che introduca, sulla falsariga di quanto definito sui luoghi di lavoro per i lavoratori, parametri e culture di salvaguardia dal rischio sismico per le popolazioni.

Va superata la logica del rattoppo, del processo di causa-effetto “danno-ricostruzione”. Occorrono nuovi modelli progettuali, occorre dare finalmente il via alla riqualificazione ambientale e edilizia dell’Italia mettendo in campo risorse finanziare e tecniche al massimo livello possibile .

Come ha detto recentemente l’Architetto e Senatore a Vita Renzo Piano , “ il mondo ci guarda come eredi scriteriati e ha ragione perché la fenomenale bellezza dell’Italia storica non appartiene solo a noi, è un patrimonio dell’umanità. Siamo eredi indegni perché non lo proteggiamo a dovere. Serve una svolta culturale, abbiamo il dovere di rendere meno fragile la bellezza dell’Italia ingentilita e antropizzata dai nostri antenati. Un bene comune la cui responsabilità è collettiva.”

Chiediamo, Signor Presidente, che si dia inizio a un serio lavoro di ricognizione, verifica e soluzioni, per rendere i nostri Borghi, oltre che Più Belli, anche PIU’ SICURI per dare un senso concreto a uno slogan che abbiamo coniato: INVESTIRE SUL PASSATO PER COSTRUIRE IL FUTURO.

Il Futuro, di cui si parla spesso, è anche e soprattutto questo. E’ un lavoro lungo, ma da avviare subito. Oggi!

 

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