Assisi, intervista al neo sindaco Stefania Proietti: «I miei primi cento giorni»

Il primo sindaco donna di Assisi comincia a lavorare al mattino presto

Assisi, intervista al neo sindaco Stefania Proietti: «I miei primi cento giorni»

Assisi, intervista al neo sindaco Stefania Proietti: «I miei primi cento giorni».

Di Marcello Migliosi e Morena Zingales – ASSISI – «Assisi è un gioiello, noi siamo qui per custodirlo, per valorizzarlo e per farlo brillare sempre di più». Lo ha detto il sindaco di Assisi, Stefania Proietti. Parole che dimostrano quanto è grande l’amore e l’interesse per questa città.

Venti ore su 24, 7 giorni su 7, le 4 ore mancanti dedicate alla famiglia e al riposo notturno. Come da programma, questa è la giornata tipo del sindaco di Assisi. Sono passati 100 giorni dal suo insediamento e Stefania Proietti fa in punto della situazione. «Ogni giornata è entusiasmante, perché spendersi per la propria città è quanto di più bello ci possa essere», ha detto.

Il primo sindaco donna di Assisi comincia a lavorare al mattino presto. A casa si alza anche alle 4 e mezza per poter esaminare fascicoli importanti e difficili. Poi, attorno alle 8 – accompagnata in auto dal marito e dopo aver portato uno dei figli a scuola, si reca in Comune e lì comincia il vero e proprio “fuoco di fila”. Due giorni e mezzo li dedica anche agli uffici di Santa Maria degli Angeli. «Sì – conferma – soprattutto – ai temi dei lavori pubblici, dell’urbanistica e del sociale. Gli altri giorni, invece, sono nella sede di piazza del comune, dove ci sono gli affari generali e i temi di bilancio».

Sta quindi molto chiusa nel suo ufficio Sindaco? No, affatto, il sindaco di Assisi non è chiuso negli uffici, la straordinarietà di questa città fa sì che il primo cittadino si possa spostare e andare in giro richiamato dai vari eventi organizzati, agli incontri sul territorio con i cittadini. Sono momenti intensi e densi perché spesso emergono problematiche che si sono trascinate per anni.

Dopo 100 giorni può dirci qual è l’eredità che le è stata lasciata da chi l’ha preceduta? Tre criticità.

  1. Territorio abbandonato
  2. Pesante eredità
  3. Puc e Cst

La pesante eredità del passato che ci troviamo a prendere in carico è quella di un territorio abbandonato. L’abbandono del territorio è sotto gli occhi di tutti, lo era tre mesi fa e dove abbiamo potuto siamo già intervenuti, ma di fatto il territorio è in abbandono, i territori periferici, le frazioni, i nostri bellissimi castelli, i tanti percorsi. Su questi abbiamo fatto una stretta su chi gestisce i servizi, dai rifiuti alla pulizia, al taglio dell’erba, all’ausilio dei servizi operativi con il volontariato multiculturale, grazie alla convenzione con la Caritas che gestisce l’accoglienza dei rifugiati. Un abbandono del territorio che non si può risolvere in tre mesi. Interverremo con una programmazione di lunga gittata che vedrà l’acquisizione di fondi altri da quelli del bilancio comunale. Segnalo il PSR che finanzia il 100 per cento.

E i tempi di affidamento e progettazione Sindaco? Già affidati, sì abbiamo affidato la progettazione per essere pronti a fine anno a presentare chilometri e chilometri di progetti per strade vicinali, ad uso pubblico, interpoderali, anche comunali che hanno bisogno di essere riqualificate totalmente. Al 100 per cento quei fondi, che dall’Europa sono nella nostra regione Umbria, arriveranno nel comune di Assisi e ci permetteranno di prendere in carico queste strade a livello comunale.

Senta Sindaco, ci sono, tra i tanti, due argomenti “scottanti”, Puc e Cst, che mi sa dire? Qual è la situazione? Il PUC e il CST, pesanti eredità del passato sono come macigni, due sigle che dicono speculazione edilizia non controllata o comunque non super visionata dal Comune. Istituzione che ha preso fondi pubblici dietro l’operazione del piano urbano complesso. Il CST, il fallimento di quella che era l’eccellenza del centro studi sul turismo. Noi non ci giriamo dall’altra parte e andremo fino in fondo. Stessa cosa con il PUC, noi dobbiamo agire cercando di migliorare assolutamente quello che c’è. Assisi è un nome è un immagine che va tutelata.

Abbiamo parlato di cose brutte, ma, nel frattempo, qualche bersaglio l’avrete anche centrato no? Certo non sono solo criticità ad Assisi, ma anche cose fatte e in questi 100 giorni. Abbiamo trovato dei fondi, non solo per la riqualificazione dei tanti beni culturali della città, ma anche per il tema del sociale.

Sulla pulizia del territorio e la gestione dei rifiuti, abbiamo ottenuto il raddoppio dei servizi a costo zero da Ecocave, tra questi lo spazzamento sia del centro storico della città, sia dei castelli storici. Ma anche il raddoppio delle zone sensibili dei passaggi giornalieri dei mezzi che portano via i rifiuti. L’Amministrazione ha poi cominciato a lavorare su un nuovo regolamento edilizio, su un nuovo piano della rete urbana, insieme alla sovraintendenza. Sul sociale sta stimolando la partecipazione al bando SIA e migliorando il regolamento per le slot machine.

Un tema sociale particolarmente dibattuto e sentito è quello del gioco d’azzardo Sindaco?

Massima attenzione per i punti sensibili, non sono solo le scuole, ma sono anche i luoghi di culto, i giardini e i parchi pubblici, per noi distanziare le slot machine da questi punti è fondamentale, vorremmo vedere Assisi e tutto il comune senza gioco d’azzardo.

Ah e il tema scuole sindaco? Come è messo il territorio, mi pare che ci fossero problemi no? Monitoraggio delle scuole del territorio, monitoraggio che è stato fatto anche dopo il sisma. Primo tavolo di lavoro per l’istituto alberghiero, un’eccellenza del territorio. Monitoraggio, passo dopo passo del territorio dove torneremo con dei gesti segno entro il mese di ottobre.


Umbria Journal TVIl Tg a portata di click

Legalità Sindaco, anche la Terra di Francesco non è immune no? Anche su questo c’è il massimo impegno e il massimo scrupolo. Grande è la nostra attenzione alla legalità. Una delle azioni intraprese è stata quella della revoca della licenza al gestore dell’Hotel Subasio, situazione, purtroppo che non è la sola nel comune, segno che l’infiltrazione mafiosa è molto più penetrante di quello che pensiamo. Tenere Assisi pulita e pura rispetto al tema della legalità è per noi una priorità.

I suoi grandi cavalli di battaglia della campagna elettorale sono stati anche ambiente e internazionalizzazione, che fate? Abbiamo iniziato e intrapreso le procedure affinché Assisi possa diventare osservatore delle Nazioni Unite, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite sarebbe la prima città che entra come osservatore. Da questa città possono partire messaggi importanti alla lotta ai cambiamenti climatici. Il tema che interessa a noi è il legame tra il cambiamento climatico e povertà. Lavorare per battere insieme il problema ambientale e il problema della povertà. A tutto questo vorrei aggiungere la nostra attenzione per l’aeroporto e l’ospedale. Il rilancio del noscomio passa per i 6 posti letto del pronto soccorso e per i progetti come la pediatria e la chirurgia pediatrica. Vogliamo che l’aeroporto diventi un grande scalo e per questo e non solo abbiamo in mente tante azioni sul fronte del turismo. Intanto abbiamo deciso di tenere aperto, ad orario continuato, l’ufficio che si trova in piazza del Comune. Sono convinta, in sostanza, che siamo sulla buona strada. La visita di Papa Francesco, i grandi leader religiosi del mondo, il presidente Mattarella, sono tutte situazioni che hanno messo alla prova Assisi e la città si è ulteriormente innalzata, sia per la forza simbolica che hanno avuto questi eventi, sia per l’efficienza e la totale riuscita.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*