Anziana uccisa a Perugia, faccia a faccia con il magistrato

Sarà l’autopsia di martedì a spiegare molte cose, ad iniziare dalle diverse ferite alla testa

Anziana uccisa a Perugia, faccia a faccia con il magistrato

Renate Kette, la 53 albanese accusata dell’omicidio di Danielle Claudine Chatelain, ha parlato questa mattina davanti al Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia, Lidia Brutti, nell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto in carcere a Capanne. La donna, quindi, ha ammesso le sue responsabilità. Due ore davanti al Gip e davanti ai sostituti procuratori della Repubblica,  Anna Maria Greco e Giuseppe Petrazzini, assistita dalla sua legale, Saschia Soli. L’albanese è accusata di omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà, dai futili motivi e dall’età avanzata della vittima.

Al magistrato ha raccontato dei suoi rapporti con Danielle Claudine Chatelain e con la figlia della vittima morta nel febbraio scorso, con la quale aveva convissuto nella casa di via Oberdan negli ultimi tre anni. L’omicidio sarebbe maturato dopo una discussione e poi la spinta che ha fatto cadere dalle scale la vittima. Al termine dell’interrogatorio il giudice si è riservato la decisione.  La donna ha chiarito la propria posizione “in base ai suoi ricordi che non sono nitidissimi” ha detto il suo difensore, l’avvocato Saschia Soli. E’ apparsa molto provata – ha aggiunto – e ha pianto per tutto l’interrogatorio nel corso del quale ha risposto a quasi tutte le domande e fatto dichiarazioni”.

Le due donne si conoscevano da 20 anni (la fermata è amica della figlia della vittima, morta da qualche tempo) e convivevano da quattro. Tra loro – in base a quanto emerso oggi – ci sarebbe stata una discussione nei giorni precedenti all’omicidio e quindi la decisione dell’anziana di allontanare la cinquantatreenne da casa. Quindi, venerdì, la lite terminata con la spinta che ha fatto cadere l’anziana, di 73 anni, provocandone la morte. La fermata è accusata di omicidio volontario aggravato da sevizie, crudeltà e dall’età della vittima. La procura non ha invece contestato la premeditazione come era stato ipotizzato inizialmente.

Anziana uccisa

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