Alta velocità in Umbria, Attilio Solinas, ne vogliamo parlare?

Le linee ferroviarie in grado di far viaggiare una Freccia (o un Italo) alla velocità "giusta", in Italia sono poche

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Alta velocità in Umbria, Attilio Solinas, ne vogliamo parlare?
PERUGIA – Ascolto e leggo di molte persone che , in queste ultime settimane, si esprimono legittimamente ma forse in modo non molto appropriato sul tema dell’alta velocità in Umbria.  Ho cercato di informarmi e ho acquisito qualche dato piuttosto nitido, comunque sempre passibile di discussione.

Il TAV Freccia (o altri TAV), di qualsiasi “colore” esso sia  è un treno costoso sia per l’azienda che lo acquista e lo deve gestire che per i cittadini che comprano il biglietto. Il TAV lo usano prevalentemente persone che hanno disponibilità economiche; non per questo ovviamente va messo in secondo piano, perché serve a potenziare collegamenti della regione con il Paese.

Per viaggiare ad alta velocità (attualmente 300km/ora circa) e ottenere cosi i reali benefici del servizio, cioè una maggiore rapidità nel raggiungere “la città meta” , la Freccia ha bisogno di poche e brevi fermate e di un’infrastruttura ferroviaria particolare e tecnicamente “dedicata”.

Le linee ferroviarie in grado di far viaggiare una Freccia (o un Italo) alla velocità “giusta”, in Italia sono poche.  La principale è quella che collega Napoli a Milano:  la cosiddetta direttissima. Una Freccia che viaggia a 300 all’ora deve iniziare a frenare circa 20 km prima della stazione dove deve sostare. Dovrebbe, in linea di principio, fermarsi solo pochi minuti e nelle stazioni delle città più grandi , altrimenti si inficiano i tempi di percorrenza e viene meno il principio dell’alta velocità.

Considerato il consistente impegno economico dell’investimento, la gestione e l’offerta dei treni ad alta velocità rispondono a logiche di mercato: devono quindi, innanzitutto, esistere una sufficiente domanda da parte degli utenti e un adeguato ritorno economico per coprire i costi.

Anche per questo motivo, ad esempio, è stata costruita, sulla “direttissima” Roma – Milano, la stazione Mediopadania, che raccoglie, con notevole successo, viaggiatori da città come Parma, Piacenza, Reggio Emilia, ecc. e e li trasporta rapidamente verso il Nord e il Sud del Paese.  Per lo stesso motivo, la commissione tecnica interregionale umbro-toscana ha definito l’opportunità di una futura stazione da costruire sulla stessa “direttissima” , che raccolga utenza  dall’Umbria (del nord in particolare) e dalle provincie di Arezzo e Siena. La Medioetruria.

Queste stazioni hanno senso perché sono situate lungo la direttissima e drenano utenza da territori ampi, collegati o da collegare, auspicabilmente, via strada e via ferrovia. Queste sono le considerazioni che mi hanno espresso i tecnici della Regione Umbria. Persone competenti, che conoscono le problematiche relative ai TAV e sono molto esperte in tema di trasporto ferroviario.

Ora mi chiedo: far passare una Freccia in una regione come l’Umbria, dove le distanze tra le città sono relativamente brevi e mancano di fatto i binari per l’alta velocità, ha senso?

Considerato che i tempi di percorrenza di una Freccia che colleghi, ad esempio, Terni con Spoleto, Foligno, Assisi e Perugia ( ma qualsiasi altra rotta regionale che sia al di fuori della “direttissima”) sarebbero di fatto più o meno quelli di  un  treno normale, mentre il costo del biglietto sarebbe molto superiore , far passare i TAV nel territorio umbro (a parte quelli che già vi transitano “di passaggio” e per i quali esiste evidentemente una logica ) sarebbe la scelta giusta? Ci sarebbe un’utenza adeguata?

Alcune Regioni pagano milioni di euro alcune fermate dell’alta velocità, senza che , da quanto risulta, ci siano numeri di utenza consistenti e vantaggi straordinari nei tempi di percorrenza, perché mancano i presupposti tencnici.

Non sarebbe meglio, in Umbria, investire prioritariamente e completare in tempi veloci l’ammodernamento delle linee ferroviarie esistenti, in particolare quelle che usano i pendolari,  e potenziare i collegamenti con le stazioni TAV più vicine, già presenti sulla direttissima, in attesa della costruzione della Medioetruria? 

L’immagine metaforica che mi è stata più volte rappresentata dagli esperti per descrivere un TAV costretto a viaggiare in una linea ferroviaria “normale” è quella di una Formula 1 che viene fatta “correre” su di una strada di campagna.

Ne vogliamo parlare?

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1 Commento su Alta velocità in Umbria, Attilio Solinas, ne vogliamo parlare?

  1. gentile consigliere Solinas già che ha ritenuto opportuno sentire degli esperti, le costava tanto chiedere anche a noi che abbiamo appena tenuto un convegno con tanto d’esperti nazionali e internazionali? Il sale della democrazia -specie quando si è rappresentanti popolari- è di ascoltare almeno più campane, lei pare fidarsi ciecamente dei tecnici regionali, io la avviso semplicemente che a detta di uno di costoro i treni Alta Velocità “non possono transitare sulla nostra linea” e un tale sproposito l’ha ripetuto pure un blasonato universitario. Ovviamente è vero il contrario e i treni Frecciarossa e Frecciargento sono già passati sulla nostra Orte-Terni-Spoleto-Foligno-Perugia-Arezzo tutte le volte che è stato necessario, altro che “non vi possono transitare”. Non confonda l’alta responsabilità oggettiva dei funzionari pubblici con una loro presunta automatica autorevolezza, i noti difetti del clientelismo partitico dovrebbero indurla quanto meno a prudenza. Entrando nel merito le chiedo: le piacerebbe arrivare a Milano Centrale da Fontivegge in sole tre ore senza avere mai cambiato? Se mi chiama al 339.1089814 le offro il cd con le diverse relazioni tecniche, ferroviarie ed economiche. Comunque siamo sempre pronti ad un confronto ovviamente anche insieme ai suoi tecnici di fiducia. Luigi arch. Fressoia presidente sezione perugina di “Italia Nostra” organizzatrice del convegno del 25 marzo 2017 alla Sala dei Notari “FONTIVEGGE-MILANO IN TRE ORE – treni Alta Velocità attraverso l’Umbria”.

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