A Pieve di Campo di Ponte San Giovanni si va avanti a rattoppi sulle strade

Esasperati dopo il contestato abbattimento del pino

A Pieve di Campo di Ponte San Giovanni si va avanti a rattoppi sulle strade

A Pieve di Campo di Ponte San Giovanni si va avanti a rattoppi sulle strade
da Gino Goti
PERUGIA – Ennesima presa in giro dei residenti di via Pieve di Campo. Da anni sono in attesa, e con loro tutto coloro che a piedi o con ogni mezzo transitano nel tratto di fronte all’ingresso della scuola e della fonte di San Francesco, che sia rifatto il manto stradale: 100/150 metri entrati nel Guiness dei primati per le numerose buche, i rattoppi, i pericolosi “riganelli” della traccia della banda larga e, fino a qualche giorno fa, per i dossi causati dalle radici di un pino.

Pino abbattuto, radici estirpate, sistemazione provvisoria con terra di riporto in attesa, speravano tutti, che il tratto di strada fosse completamente asfaltato e, come ha detto un assessore riferendosi alle strade in genere, ci si potesse giocare a biliardo.

E-mail da parte del comune a un residente che l’asfalto, come il messia, sarebbe arrivato molto presto. Infatti è arrivato molto presto, ma…molto poco: soltanto l’area bonificata dalle radici e il tratto corrispettivo dell’altra corsia.

La storia

I reclami iniziarono tre anni fa, dopo che con uno scavo largo e profondo per una nuova conduttura, danneggiò la carreggiata, lato a scendere verso via Stoppani. Reclami ripetuti agli organi comunali competenti e assicurazioni da parte loro che una volta assestato il catrame a copertura dello scavo, il tratto di strada (che i dirigenti comunali avevano onorato con due o tre sopralluoghi) sarebbe stato riasfaltato: metà a spese di Umbra Acque, metà a spese del comune.

Poi il discorso della radice del pino aveva bloccato tutto fino all’ok della soprintendenza ai beni culturali, ma ora si sperava in un intervento definitivo e completo per tutto il tratto di strada: ancora pericoloso non solo per auto e moto in transito.

Ma anche e soprattutto per le centinaia di bambini della scuola elementare che all’entrata e all’uscita devono superare, alla mano sicura di genitori e nonni, i dissesti della strada e i fiumi di acqua piovana sul tratto in uscita dalla scuola dove una griglia è perennemente chiusa da terriccio ed erbacce.

 

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