8 marzo, Emanuela Mori: “Ogni giorno dovrebbe essere la nostra festa”

Emanuele

Oggi è l’8 marzo e come ogni anno si festeggia la festa della donna e tra mimose ed auguri ci dimenticheremo che ogni giorno dovrebbe essere la nostra festa, in nome del rispetto e della dignità.

Ieri purtroppo un altro episodio di violenza ha colpito una ragazza a Città di Castello, uccisa per mano del marito poi suicida. E’ inaccettabile che si continui con tali forme di violenza, vittime le donne e sempre più spesso entro le mura domestiche, laddove si pensa di essere al sicuro da ogni pericolo, mentre, da un po’ di tempo ormai, si corre il rischio maggiore.

Bisogna dire basta ad ogni forma di violenza, fisica o psicologica, in casa o sul lavoro, troppo spesso rivolta alle donne. La violenza domestica non è mai un fatto privato e chi colpisce una donna colpisce tutti!
Si parla di parità di genere e di pari opportunità, si scomodano i padri costituenti e la Costituzione, ma la strada da fare e’ ancora lunga.

Ma non è un mondo per donne. Non almeno questo in cui viviamo, dove all’affermazione professionale femminile corrisponde per contrappasso un’impennata della violenza in generale.

Senza poi parlare di abusi quotidiani, stupri di gruppo, discriminazioni che avvengono ancora in molto paesi, gli aborti selettivi in Cina ed in India, le spose minori di 15 anni denunciati dall’Unicef e l’infanzia violata (femminile e non solo), oltre al sequestro delle ragazzine per farne schiave, mogli coatte o kamikaze.

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