TRASIMENO, “GOLETTA DEI LAGHI”, NEI LIMITI QUATTRO PUNTI MONITORATI

TRASIMENOTutti entro i limiti di legge i punti campionati dai tecnici di Legambiente nel Lago Trasimeno. Resta comunque aperta la partita della gestione sostenibile del territorio, con tante vertenze su cui impegnarsi con una programmazione puntuale e lungimirante. Questo il messaggio lanciato oggi dalla Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che da otto anni è in prima fila per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont.

Questa mattina a Perugia, nella Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia, a commentare i dati del monitoraggio realizzato dai tecnici della Goletta dei Laghi e a fare il punto sulla gestione del territorio che ospita il Lago Trasimeno sono intervenuti, Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria,Rita Rossetti, Console Regionale del Touring Club Italiano; Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico di Legambiente, Domenico De Marinis, Assessore della Provincia di Perugia e i sindaci dei Comuni del Trasimeno.

“E’ con soddisfazione che oggi presentiamo i dati del nostro monitoraggio – afferma Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente –. Con Goletta dei Laghi, il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri, ma al contempo, anche quello di mettere in luce le buone pratiche. Il Lago Trasimeno, che supera l’esame dei nostri tecnici, può, con gli opportuni interventi, diventare un avamposto di tutela ambientale, turismo sostenibile e bellezza. Occorre una politica integrata che parta sia dalla tutela della risorsa idrica, garantendone qualità e quantità, che dalla salvaguardia degli habitat naturali del lago e delle sue sponde. Un’azione corale che sostenga quei valori – continua Zampetti – che sono stati premiati dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club, che riteniamo essere la chiave di volta per valorizzare le risorse locali ed uscire dalla crisi economica”.

Il Lago Trasimeno infatti, con la sua particolare bellezza è stato protagonista della classifica della Guida Blu di Legambiente e Touring Club, nella sezione speciale riservata alle località lacustri. Il Comune di Tuoro sul Trasimeno, ricevendo le ambite cinque vele, si è distinto in maniera particolare aggiudicandosi il primo posto nella classifica, seguito a distanza di poche posizioni, dal Comune di Castiglione del lago, al quale sono state assegnate le 4 vele.

Ed ecco nel dettaglio i risultati delle analisi microbiologiche condotte nel Lago Trasimeno. Due dei quattro campioni analizzati sono stati prelevati nel territorio che ricade all’interno del Comune di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia. Il primo è stato esaminato presso la Foce del torrente Anguillara, il secondo, presso la Foce del torrente Paganico. Il verdetto è positivo per entrambi i prelievi: i valori batteriologici riscontrati rientrano nei limiti di legge.

Conformi a quanto imposto dalla normativa vigente anche i campioni osservati nel territorio del Comune di San Feliciano, presso la Darsena sul lungolago Alicata e nel Comune di Tuoro sul Trasimeno, presso il Fosso Venella.

Con il suo passaggio sul Lago Trasimeno, la Goletta dei Laghi, vuole rilanciare la scommessa alle istituzioni affinché il buono stato ecologico sia solo il primo passo per una gestione ambientale complessiva che sia dotata di strumenti di pianificazione e strategie condivise di salvaguardia. Non di minore importanza è puntare sulla collaborazione per costruire forme e strumenti per una governance territoriale che ne promuova in modo integrato la fruizione turistico ricreativa spostando così, verso la sostenibilità, lo sfruttamento delle risorse territoriali e ambientali.

“Le proposte di tutela e valorizzazione che oggi presentiamo sono in linea con quanto richiesto dall’Europa per completare l’iter della Rete Natura 2000, di cui il Trasimeno fa parte – dichiara Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria -. Ridurre il consumo di suolo a quota zero, riqualificando il patrimonio edilizio esistente, lavorare per ottimizzare il ciclo dei rifiuti, potenziando la raccolta differenziata e le buone pratiche in questo settore, dedicare progetti e risorse a favore della pesca sostenibile, in modo tale da riequilibrare la presenza di specie autoctone nel lago, limitando il numero di quello alloctone. Tutto questo – conclude Paciotto -, dovrebbe essere sistematizzato con l’adozione di un contratto di Lago che Legambiente richiede da tempo. Uno strumento che deve rappresentare un contesto reale di partecipazione attiva, come previsto anche dalla direttiva europea 2000/60, e in cui il ruolo delle comunità locali e di tutti i soggetti interessati diventi determinante per mettere in campo una buona politica di tutela delle acque e di tutto il territorio”.

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