Terni, Italia Nostra, L’impegno delle associazioni a tutela della salute

wwf&italianostraterniRiceviamo da Italia Nostra Terni e pubblichiamo

TERNI, 11 aprile – Evitando altrui cadute di stile, riguardanti la memoria di fatti tragici evocati ieri con toni forse umanamente comprensibili, ma non del tutto appropriati, illustriamo qui sinteticamente la cronistoria dei rapporti Italia Nostra/WWF con AST.

Italia Nostra e WWF avviarono nel marzo 2013 una nuova interlocuzione con AST, quando era nelle mani di Outukumpu. Più o meno un anno fa.

In aprile segnalammo poi per iscritto una quantità abnorme di emissioni sistematicamente e tuttora non captate, che dunque sfuggono a ogni monitoraggio in situ, flussi di polveri pericolose ben oltre la soglia di tollerabilità, ad avviso dei sottoscritti.

Proprio in considerazione della delicata transizione proprietaria di allora, il dialogo coi dirigenti AST è comunque andato avanti –si perdoni l’ossimoro- in silenzio, tramite incontri informali e diverse e-mail riservate. Tenemmo dunque in alto riguardo quelle circostanze eccezionali.

Il 24 settembre 2013 fu inoltrata una diffida ai suddetti interlocutori, con precedente prova fotografica delle emissioni non captate. Tale atto terminava in questo modo: “…qualora proseguissero le suddette emissioni e non si provvedesse pertanto con adeguati mezzi di contenimento entro un termine di gg. 60 dalla ricezione di tale segnalazione, i sottoscritti, nell’esercizio delle proprie funzioni, saranno loro malgrado costretti ad allertare formalmente le Autorità ambientali e sanitarie competenti, nonché la Procura della Repubblica, senza ulteriore indugio”.

Nel dicembre 2013, dopo nove mesi di ‘parole’, dopo una diffida che giudicammo senza fattivo esito, definita finalmente la transizione proprietaria ed emersi i gravissimi dati ARPA relativi alle concentrazioni di nichel, cromo e arsenico nei suoli, abbiamo deciso di parlare chiaramente dei rischi sanitari esistenti.

Rischi che riteniamo non debbano essere più sottaciuti. Così come non possiamo stare zitti dinanzi all’inquinamento delle falde acquifere nella zona delle discariche, contaminazione certificata da numerosi studi, fra cui una perizia idrogeologica commissionata dalla stessa AST.

Italia Nostra e WWF altresì credono, con indicazioni oggettive, che gli omessi o limitati o inefficaci investimenti ambientali stiano minando non tanto l’economia del territorio, quanto un intero ecosistema: il nostro.

Si precisa altresì che il WWF ed Italia Nostra agiscono, come da propri statuti, esclusivamente a tutela di interessi comuni, in questo caso della salute pubblica, interessi mai svenduti per carriere o posti di lavoro, testimonianza anche fortemente etica di una corrente di pensiero tesa alla migliore ecosostenibilità delle produzioni, dottrina forse minoritaria a Terni, ma che, nel mondo occidentale, trova ampia cittadinanza: essa rappresenta la sfida anche e soprattutto per ThyssenKrupp Italia. Sfida legata alla qualità della vita di chi qui vive e lavora, a partire proprio da coloro che operano dentro lo stabilimento.

L’impressione è che invece pian piano tutto sfiorisca laddove si sclerotizza un malcelato groviglio di interessi – qui sì – particolari che poi, divenuti inestricabili, finiscono ineluttabilmente per mandare in pezzi i fasti di un glorioso passato, compromettendo le scelte presenti e future, trattandosi spesso, piuttosto, di mancate scelte: questa situazione, nel perdurare di un simile attacco al Creato, dovrebbe indurre ogni apicale a valutare l’opportunità di un passo indietro.

Andrea Liberati Giuseppe Rinaldi

Italia Nostra Terni WWF Umbria

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