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Perdite d’acqua e caldo cocktail micidiale in Umbria

Acquedotti colabrodo risalenti al 1928, allarme per la presenza di tratti in cemento/amianto

Rete idrica con perdite d'acqua e caldo torrido, nemici micidiali dell'Umbria

Rete idrica con perdite d’acqua e caldo torrido, nemici micidiali dell’Umbria

da Sauro Presenzini, presidente WWF Perugia
Di fronte al caldo torrido, alla siccità, ai cambiamenti climatici, (concausa delle continue perdite e rotture degli acquedotti umbri), la risposta dei gestori dei pubblici acquedotti è totalmente inadeguata, al limite dell’inerzia. Manca una strategia di medio-lungo respiro. Quotidianamente, a fronte dei 100 litri prelevati alla sorgente, soltanto 60 litri giungono ai nostri rubinetti, gli altri 40 litri … vengono dispersi dalle tubazioni fatiscenti, che oggettivamente sono inadeguati, vecchi, vulnerabili e non sicuri! Emblematico il caso dell’acquedotto di Foligno, di cui alcuni importanti tratti ancora in esercizio, addirittura risalgono al 1928.

In moltissimi acquedotti sono poi presenti le fragilissime e famigerate condutture di cemento/amianto, non esattamente un materiale rassicurante in caso di rottura, con dispersione di frammenti, polverizzazione, abrasione o semplice cessione delle fibre per usura.

C’è un rischio reale in Italia, che viene fortemente sottovalutato ed è il rischio di inquinamento da amianto proveniente dalle tubazioni per la distribuzione dell’acqua potabile. Secondo una stima del 2013 dell’Arpa Lazio, uno dei problemi fondamentali è che si è spesso discusso del nesso tra rischio di dispersione e rischio di tumori per l’apparato gastroenterico. La presenza di tubazioni in cemento-amianto, comporta un rischio di ingestione e di inalazione.

Un rischio duplice legato a fenomeni di usura di queste tubazioni, dovute dalle escursioni termiche dai fenomeni sismici, e dalle continue rotture/riparazioni delle tubazioni. Un esempio emblematico è quella monitorata a Carpi, in Emilia Romgna: 160 mila fibre di amianto per litro d’acqua, ma attenzione, queste micro fibre sono state monitorate con un metodo di analisi che ne sottostima fortemente la presenza.

A Perugia ad esempio la situazione è drammatica, un solo dato che ben evidenzia lo stato pietoso delle nostre tubature: è guerra!!! 1550 riparazioni/interventi in appena 2 mesi per tamponare le perdite dagli acquedotti colabrodo …che fanno acqua da tutte le parti! Occorre una rivoluzione culturale da parte di chi gestisce ed amministra il bene pubblico e una risorsa naturale oggi preziosissima, pretesto per nuove guerre, in luogo del petrolio.

In tema di investimenti, di corretta gestione, abbiamo una situazione a piramide rovesciata, ovvero il 94% spese da parte dei gestori se ne và per riparazioni ed interventi vari e solo il 6% viene previsto, programmato e speso, per investimenti strutturali, ad esempio per la sostituzione dei vecchi acquedotti e tubature a cominciare dalla bonifica di quelle con la presenza d’amianto.

Oltre il 40% le perdite medie degli acquedotti italiani e l’Umbria non fa eccezione, maglia nera dello scandaloso spreco in Italia, è la Città di Frosinone (anno 2016), con il 75,4% disperso nel suolo. Nonostante l’autorità nazionale per i servizi, abbia imposto/raccomandato ai gestori di destinare il surplus dei profitti al miglioramento della qualità dei servizi idrici con investimenti strutturali, oggi stupisce come, attraverso un enfatico e garrulo comunicato stampa di autostima, la Vus Spa in controtendenza, abbia comunicato di aver destinato il 40% dei 2.400.000 euro di profitti raggiunti nel 2016 (pagati ovviamente dai cittadini), quali dividendi per gli azionisti, in luogo di un più saggio, opportuno ed urgente intervento strutturale di sostituzione della rete fatiscente, proprio cominciando dalla bonifica dell’amianto, così almeno crediamo, avrebbe dovuto fare il buon padre di famiglia. Spesso la vera notizia è quella non detta, quella non scritta, è la parte che si omette di riferire, sta a noi denunciare e sottolineare: migliaia di Km di tubazioni per l’acquedotto in Umbria, come nel resto d’Italia, sono ancora in amianto, …cosa si aspetta per bonificare questi tratti!?

Umbria, terra di manager improbabili, creati dal nulla con improvvisate investiture, da parte di quella politica “amica” che attraverso un pensiero debole, si inventa manager …per decreto, capaci in maniera direttamente proporzionale, di produrre certamente anche dividendi, ma soprattutto, …divisioni!!! Vere capacità …o capacità della politica?

Sauro Presenzini
Presidente WWF Perugia

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