PERUGIA, INQUINAMENTO FIUMI, CONTROLLI E PREVENZIONE

Inquinamento Teverone
Inquinamento Teverone
Inquinamento Teverone

(umbriajournal.com) PERUGIA – Con 17 voti favorevoli e nessun contrario è stato approvato all’unanimità, nell’ultima seduta del Consiglio provinciale di Perugia, l’ordine del giorno urgente riguardo l’inquinamento dei fiumi Marroggia, Clitunno, Timia e Teverone, presentato da Massimiliano Capitani (PD).

L’ordine del giorno condivide le impostazioni di fondo delle precedenti mozioni presentate dai consiglieri Luigi Andreani (Pdl) ed Enrico Bastioli (Socialisti Riformisti) rispettivamente sulla “Situazione fiume Clitunno” e “Moria di pesci nel fiume Beverone e Contratto di fiume del Clitunno”.

Con il documento licenziato dall’assemblea si impegna il presidente della Provincia e la Giunta a “mettere in atto le iniziative atte a risolvere l’ormai annoso problema dell’inquinamento dei corsi d’acqua dei fiumi indicati e di collaborare con le altre istituzioni e il ‘Comitato per la difesa dell’acqua e dell’aria’ (costituito a Bevagna nel 2013) allo scopo di definire azioni mirate in tempi certi; attivare un percorso di prevenzione a carico degli enti competenti (Province, Regioni, Comuni) e controlli tramite il Corpo della polizia provinciale con un coordinamento con tutti i soggetti deputati ai controlli; rafforzare nelle modalità più opportune l’azione della polizia provinciale rispetto ai reati ambientali; riferire alla Commissione competente e quindi al Consiglio sullo stato dell’arte delle iniziative intraprese per risolvere i problemi in questione e sul cronoprogramma dei lavori che nel protocollo sopraccitato veniva indicato”.

Nel corso del dibattito in Consiglio Piero Sorcini (Forza Italia) ha ribadito che “anche quando l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) ha sottoposto i disagi ambientali, a distanza di anni non è cambiato nulla. Non è un problema solo di controlli – ha sottolineato il consigliere – ma la politica ambientale, a tutti i livelli, non ha funzionato e non solamente in Umbria, visto che gli smottamenti sono all’ordine del giorno”.

Per Sorcini “manca il presupposto fondamentale della prevenzione” e a tal riguardo ha fatto inserire nel dispositivo del documento approvato un emendamento. Luigi Andreani (Ncd) ha ricordato i dati emersi da uno studio del 2009 dell’Arpa sullo stato delle acque del Clitunno in cui si “evidenziava che più della metà dei campioni presentava un incremento della concentrazione di alcuni metalli pesanti soprattutto in prossimità degli scarichi; sono stati rilevati oltre 124 scarichi di varia natura che hanno messo in evidenza l’impatto negativo sull’ecosistema fluviale a cui si aggiunge la dimostrazione dell’inquinamento di origine fecale”. Franco Asciutti (Ncd) sottolinea come siano note le responsabilità di chi inquina.

A proposito si pone la domanda se “la Provincia poteva denunciare i sindaci inadempienti”. Ricordiamo che l’ordine del giorno prima di approdare in Consiglio ha avuto un passaggio nella I Commissione permanente consiliare in cui il consigliere Bastioli ha ricordato come la questione sia cominciata nel 2002, con il reperimento delle risorse necessarie per la messa in sicurezza dei depuratori e con l’inizio della collaborazione tra diverse Istituzioni che oggi ha portato all’avvio delle bonifiche dei territori inquinati nella zona di Bevagna. Il consigliere ha concluso il proprio intervento ribadendo “le responsabilità dell’ARPA nello svolgere il suo compito di controllo e mantenimento del corretto funzionamento dei depuratori”.

Il capogruppo PRC, Luca Baldelli ha rimarcato come il suo operato, insieme a quello dell’assessore all’ambiente Roberto Bertini e il consigliere Capitani, sia riuscito ad ottenere il monitoraggio dei fiumi in analisi e, di conseguenza, il miglioramento delle loro condizioni anche se, ha continuato il capogruppo, il processo di risanamento non è ancora completato. Infine si è dichiarato fortemente favorevole alla voce presente nel documento in oggetto in cui si parla della creazione di un tavolo operativo locale, parallelo al tavolo per il Contratto di Fiume, che sarebbe in grado di garantire un controllo ed un’operatività, in zona, maggiori rispetto a quest’ultimo.

Il consigliere Franco Granocchia (IdV) ha ribadito l’importanza che ha per l’agricoltura e, di riflesso, per la salute di tutti i cittadini, il mantenimento in salute dei filtri, compito che l’ARPA deve svolgere nel migliore dei modi. Critico nei confronti dell’operato dell’Agenzia regionale è il consigliere Giampiero Panfili (Fi) che ha anche sottolineato la necessità che la polizia provinciale torni a dare priorità alle sue funzioni di controllo del territorio rispetto a tutte le altre mansioni che le sono state attribuite nel corso del tempo.

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