Morti in Valnestore e documento Usl, avvocato Biscotti vuol vederci chiaro

un documento di “sei paginette” del Dipartimento di Prevenzione della USL Umbria 1

Morti in Valnestore e documento Usl, avvocato Biscotti vuol vederci chiaro

Morti in Valnestore e documento Usl, avvocato Biscotti vuol vederci chiaro

Si è tenuta oggi presso lo studio dell’Avv. Valter Biscotti una conferenza stampa per rendere noto all’opinione pubblica alcuni fatti di cui i mezzi di informazione hanno dato in questi giorni ampio risalto. Sulla base di un documento di “sei paginette” del Dipartimento di Prevenzione della USL Umbria 1 si è arrivati a sostenere che “non si” rendono evidenti elementi epidemiologici direttamente correlabili ad una ’esposizione della popolazione agli inquinanti prodotti dell’attività dell’ex centrale di Pietrafitta“.

Queste conclusioni non solo sono sorprendenti, ma la tempestività di questo rapporto lascia aperti alcuni dubbi:

1) chi ha commissionato questo rapporto?

2) qual è lo scopo della divulgazione di questo rapporto?

3) qual è affidabilità e la scientificità di questo rapporto?

Appare quantomeno singolare, ma non sorprendente, la circostanza che la USL, che nel corso degli anni aveva tra i suoi compiti principali quello di Vigilare e prevenire, potesse giungere ad una conclusione diversa, poiché un esplicito riconoscimento di un’altissima rilevabilità di malati e/o morti nei soli borghi di Panicale e Piegaro avrebbe di fatto costituito una vera e propria ammissione di colpa.

E’ altrettanto sorprendente la circostanza che in questo rapporto si citano soltanto 3+5 casi di morte per tumore.

L’attività difensiva senza tanti “riferimenti scientificiha raccolto almeno un centinaio di casi di morti ed altrettanti di malati (stiamo parlando di coloro che hanno deciso di sottoscrivere l’esposto, poiché moltissimi ritengono di “non esporsi”).

In ragione di questo la difesa di queste famiglie chiederà alla Procura della Repubblica di disporre una consulenza per accertare direttamente (e non sulla base di dati statistici a nostro giudizio poco attendibili) le  cause delle malattie e delle persone decedute e se questi eventi in qualche modo possono essere stati prodotti dall’attività della vecchia Centrale.

Questo in quanto ormai tutta la letteratura scientifica mondiale non nutre più dubbi sulla relazione tra le attività delle centrali a carbone e l’incidenza di malattie e di morte sia dei lavoratori delle stesse sia degli abitanti delle zone limitrofe.


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