MENO TRAFFICO E PIÙ ZONE PEDONALI

PEODNI(UJ.com3.0) PERUGIA – Secondo un’indagine del Comune di Perugia e dell’Università il 65% degli automobilisti perugini intervistati ha dichiarato che vorrebbe viaggiare in maniera più rispettosa dell’ambiente, mentre il 65% che sceglie la zona in cui vivere sulla base dei trasporti pubblici. Molto significativo è il dato per il quale le questioni ambientali sono importanti per il 74% degli automobilisti intervistati. Insieme ai risultati dell’indagine diffusi nei giorni scorsi, il Comune di Perugia ha lanciato una campagna informativa per sensibilizzare i cittadini all’uso del mezzo pubblico. Non si conosce il costo di tale campagna pubblicitaria che è finanziata con fondi comunitari, ma, visti i dati riportati, è legittimo chiedersi se sia necessario pubblicizzare qualcosa che molti danno per scontato.

I dati dell’indagine ci dicono infatti che la città non sopporta più il traffico da metropoli che attanaglia Perugia e che è in gran parte frutto di politiche della mobilità sbagliate. Un esempio è la recente riduzione delle corse degli autobus dopo la chiusura delle scuole, oppure la riapertura del centro storico alle auto, con il cambiamento di orario e lo stratagemma del solo transito in Piazza Italia, che non potrà che alimentarne il livello di inquinamento atmosferico e acustico (non va dimenticato che Perugia ha un elevato tasso di inquinamento dell’aria che è causa di malattie polmonari e cardiovascolari).

C’è quindi da chiedersi se l’incremento del traffico automobilistico che si sposta anche nelle zoine semicentrali e nella prima periferia del Comune di Perugia, sia coerente, da un lato, con i progetti di mobilità alternativa ai quali partecipa lo stesso Comune e, dall’altro, se sia questo il modo per rivitalizzare un centro storico in agonia, visto che non risulta vi siano altri esempi al mondo di città con politiche di riduzione delle zone e degli orari di pedonalizzazione dei centri storici.

Italia Nostra di Perugia, Legambiente di Perugia e WWF Umbria nel prendere atto con soddisfazione dei risultati dell’indagine diffusi dal Comune di Perugia, chiedono che sulla mobilità si faccia meno marketing e più politiche concrete, magari spendendo soldi per rivedere l’inadeguato e superato Piano urbano della mobilità (PUM) e per ampliare le zone pedonali della città. Un segnale potrebbe essere quello di prendere in seria considerazione la richiesta dei residenti di via Fabretti che, avendo verificato in concreto i vantaggi di una via senza l’infernale traffico che normalmente la assedia, chiedono che alla fine dei lavori non venga riaperta al traffico ma pedonalizzata. Con l’ulteriore e non secondaria conseguenza di collegare in modo degno le due università, ovvero le due istituzioni culturali più importanti della nostra regione. E per una città che si è candidata a Capitale Europea della Cultura sarebbe veramente un’occasione da non perdere per manifestare che alle tante parole segue poi qualche fatto concreto.

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