Legambiente Umbria: l’eolico fatto bene sii può fare

images(UJ.com3.0) PERUGIA – “Bene ha fatto Ermete Realacci a presentare un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e per i Beni e le Attività Culturali – si legge in una nota di Legambiente Umbria – per chiedere quali iniziative urgenti intendano poi mettere in campo per scongiurare il deturpamento di uno dei paesaggio di maggior pregio dell’Umbria. Impianti eolici come quello del Monte Peglia non danneggiano solo l’ambiente e impoveriscono il paesaggio, ma arrecano un grave danno anche alle tante rinnovabili fatte bene e che permettono al nostro Paese di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”.

“Con il 28% dei consumi elettrici italiani del 2012 coperti da fonti rinnovabili, si evince che l’energia pulita rappresenti una risorsa per il Paese. Al pari del nostro strarodinario paesaggio e di quell’inimitabile intreccio di bellezza, natura e cultura che rende unica l’Italia nel mondo. Anche per questo non basta fare il bene, ma bisogna anche farlo bene” commenta Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd e presidente onorario di Legambiente.

“Il modello di eolico che auspichiamo per l’Umbria è quello del piccolo comune abruzzese di Tocco da Casauria – conclude la nota di Legambiente Umbria – che è finito sulla prima pagina del New York Times per aver meritato il premio “Comuni rinnovabili 2010” di Legambiente. Grazie al suo impianto eolico costituito da quattro aerogeneratori, che riesce a produrre 7200 MWh, il Comune ha acquistato il castello ducale, simbolo del paese e avviato i lavori di ristrutturazione. Ha istallato pannelli fotovoltaici per l’illuminazione del cimitero e del centro sportivo, iniziativa seguita privatamente da molte famiglie ed è riuscito ad attivare un’efficace gestione della raccolta differenziata, da cui sono sgravati i cittadini. Inoltre sotto le pale eoliche di Tocco da Casauria è stata impiantata una coltivazione biologica di olivi. Questa è la dimostrazione che l’eolico può essere fatto, senza alcun danno per il paesaggio e l’identità dei territori e a beneficio di un’intera comunità.”

Su http://www.ermeterealacci.it/2013/04/19/interrogazione_per_la_tutela_d.html l’interrogazione di Ermete Realacci.

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