GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE: DATI MONITARAGGIO LAGO PIEDILUCO

GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE_CONFERENZA DI PRESENTAZIONE MONITORAGGIO PIEDILUCO_RELATORI_(umbriajournal.com) PERUGIA – Quattro sono i punti campionati dai tecnici di Legambiente nel Lago Piediluco, di questi, 1 è risultato in-quinato mentre gli altri sono rientrati nei limiti di legge. Restano alcune criticità ma significativi passi in avanti sono stati fatti nella qualità delle acque anche grazie all’impegno profuso in questi anni da Legambiente e dalla Goletta dei Laghi, la campagna realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont.

Quest’oggi a Terni, nella Saletta della Presidenza del Palazzo della Provincia, ad illustrare luci ed ombre dello stato di salute del Lago di Piediluco sono intervenuti, Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria, Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico di Legambiente e Fabrizio Bellini, assessore all’Ambiente della Provincia di Terni.

“Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – spiega Giorgio Zampetti, respon-sabile scientifico di Legambiente -. Un monitoraggio, quello di Goletta dei laghi, che individua le situazioni ancora irrisolte e offre gli elementi e i dati per avviare un costruttivo confronto con le amministrazioni e gli enti preposti, approfondirne la cause e valutare le possibili soluzioni.”

Ed ecco nel dettaglio i risultati delle analisi microbiologiche condotte nel lago Piediluco. Tutti i campioni sono stati prelevati nel territorio che ricade all’interno del Comune di Terni, in località Piediluco. A destare maggiori preoccupazioni il prelievo effettuato presso Braccio Ponticelli, nel canale a sinistra del Rio Medio Nera. Dalle analisi dei tecnici di Legambiente infatti, le acque qui campionate sono risultate inquinate. Buoni invece i risultati delle analisi condotte sempre presso Braccio Ponticelli, ma prelevate nell’area sotto il cimitero vecchio: i livelli micro batteriologici del campione sono conformi alla normativa vigente. Segnali positivi emergono anche dall’esame delle acque campionate presso il Braccio di Ara Marina, di fronte al Centro Na-zionale Remiero che hanno evidenziato risultati entro i limiti di legge.

Anche il campione prelevato presso all’estremità sud del Braccio Cornello, supera l’esame dei biologi di Le-gambiente: in questo punto sono stati riportati infatti valori batteriologici nella norma. Tuttavia, quest’analisi merita un discorso a parte, in quanto, SOS goletta, il servizio a disposizione dei cittadini per collaborare al lavo-ro di monitoraggio delle Golette, ha ricevuto delle segnalazioni relative a queste zone. In particolare, si eviden-ziano delle criticità ancora da risolvere rispetto al depuratore di Labro. Non solo monitoraggio microbiologico, la Goletta dei Laghi, con il suo passaggio odierno a Terni ha voluto sot-tolineare l’importanza dell’integrità dell’ecosistema lacustre del Piediluco ed evidenziare le varie problematiche che ancora pesano su questo lago.

Il Lago di Piediluco, Sito di interesse Comunitario, è di fatto è un lago ad uso idroelettrico, viene cioè utilizzato come bacino per l’accumulo di acqua per alimentare una serie di centrali idroelettriche. Il principale affluente è il canale del medio Nera, un canale artificiale lungo 42 km che parte da Triponzo arriva al lago di Piediluco captando il 75% delle acque del Nera. Le cause principali dell’eutrofizzazione di Piediluco sono appunto l’ap-porto di materia organica che arriva dal canale del Medio Nera, per la presenza delle numerose troticolture della Valnerina e l’agricoltura del reatino. Queste vertenze sono tutt’oggi aperte e Legambiente da tempo richiede che tutta l’area venga gestita in maniera pianificata con azioni coordinate e concordate in maniera strutturata.

“Guardando allo stato di salute del lago di Piediluco e ai risultati che presentiamo oggi – dichiara Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria – possiamo affermare che occorre ancora intervenire in modo efficace sui carichi inquinanti soprattutto quelli provenienti dal canale del Medio Nera e dal reatino, per renderli compatibili con le capacità di autodepurazione del lago. In mancanza di interventi efficaci rimane alto il rischio di compromettere irreversibilmente la vita acquatica. E questo è un problema per la perdita di biodiversità e per tutta l’economia locale, per la pesca professionale che andrebbe invece rilanciata incentivando l’ingresso di giovani pescatori e per il turismo che deve essere ripensato per portare benefici diffusi a tutti gli operatori grandi e piccoli. In questo senso- conclude Paciotto – crediamo che solo attraverso la messa a sistema del patrimonio di tutte le risorse idriche presenti nel territorio e la costituzione di una Rete delle aree protette e dei parchi, ovvero di un grande parco interregionale delle acque, sia possibile ripensare un vero progetto di riqualificazione e rilancio di tutta l’area”.

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO SCIENTIFICO DEI BIOLOGI DI GOLETTA DEI LAGHI NEL LAGO PIEDILUCO
Lago Pv Comune Punto Giudizio
Goletta dei Laghi
2013
Piediluco TR Terni Braccio Ponticelli, canale a sinistra del Rio Medio Nera Inquinato
Piediluco TR Terni Braccio Ponticelli, sotto il cimitero vecchio Entro i limiti di Legge
Piediluco TR Terni Braccio di Ara Marina – di fronte al Centro Nazionale Remiero Entro i limiti di Legge
Piediluco TR Terni all’estremità sud del
Braccio Cornello Entro i limiti di Legge
Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità). Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri:
– INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 ufc/100ml
– FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml

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