Gesenu, Cgil: “Che servizio si offre ai cittadini tagliando i servizi?”

PERUGIA – Abbiamo appreso dagli organi di stampa locali dell’accordo raggiunto tra Amministrazione Comunale di Perugia e GESENU SpA. Presa di per sé, la notizia del taglio della spesa dei servizi di igiene urbana non può che essere salutata come una “grande conquista”, ma ci sono alcune questioni a cui vorremmo sia data una risposta chiara e urgente . La raccolta differenziata è stimata al 65% in rispetto del dettato della normativa vigente, tagliare i servizi (le frequenze di raccolta su plastica, vetro e cartone) come può non avere una ricaduta negativa su tale risultato?

Che servizio si intende offrire ai cittadini tagliando i servizi accessori? Non pulire le caditoie, per esempio, potrebbe voler dire vedere allagate le strade di Perugia in occasione della stagione delle piogge (quest’anno praticamente tutto l’anno). E’ questo un obiettivo da raggiungere? E’ questo un salto di qualità nell’efficientizzazione del sistema?

Si è considerato che, qualora venisse meno il risultato della raccolta differenziata al 65%, il Comune di Perugia (ovvero i cittadini) sarebbe soggetto a sanzioni amministrative da parte della Comunità Europea? Tagliare i servizi che ripercussione ha sui livelli occupazionali attuali?

Quali conseguenze si determinerebbero per la sostenibilità di GESENU in quanto impresa, per la quale ad oggi prestano servizio circa 500 lavoratrici/lavoratori e circa 200 lavoratrici/lavoratori dell’indotto?

Gesenu SpA (di cui il Comune di Perugia detiene il 45% delle azioni) è un’azienda di cui non è dato conoscere il piano industriale (se mai ci fosse), di cui non abbiamo altro che annunci su importanti investimenti.

Abbiamo già da tempo evidenziato alcune preoccupazioni e criticità su GESENU, problematiche sulle quali abbiamo chiesto un confronto, unitariamente a FIT CISL, UILTrasporti ed RSU aziendale, al Sindaco Romizi. La risposta è stata quella di rimandare ad un incontro non appena fossero stati definiti i nuovi assetti societari, ma l’urgenza di affrontare i problemi, non può essere dilazionata, né tanto meno, a nostro avviso, si può andare avanti in maniera unilaterale e pensare che assisteremo passivamente a tanto spettacolo.

Si inizi davvero ad agire in modo nuovo con chi il cambiamento lo determina, ovvero con le lavoratrici ed i lavoratori che “fanno” la qualità dei servizi. La partecipazione, il confronto, sono il sale della democrazia e determinano scelte sicuramente più oculate perché impongono agli attori non tanto di recitare una parte, ma di mettersi in discussione per il bene della collettività (e la politica è/dovrebbe essere la scienza pratica che si pone il problema del bene per la collettività).

Il Coordinatore CGIL GESENU La Segretaria Generale FP regionale
Fabrizio Cecchini Vanda Scarpelli

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