Foligno, Trevi e Sellano, contratto di paesaggio, riqualificazione e nuovo sviluppo

Territori montani
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(umbriajournal.com) PERUGIA – Far tornare vitale un’area di 6350 ettari che ha un vissuto di forte integrazione per caratteristiche paesaggistiche, culturali e storiche, ricompresa tra Trevi, Foligno e Sellano, riappropriandosi del territorio, delle sue memorie, degli usi sapienti e rispettosi di un tempo.

È la strada del Contratto di paesaggio, che vede protagoniste e partecipi le comunità locali, quella intrapresa dalla Regione Umbria, insieme ai Comuni di Foligno, Trevi e Sellano, alle Comunanze agrarie di Cancelli, Coste, Orsano e Ponze e alla Parrocchia di Sant’Eraclio – Cancellara, per definire con un approccio integrato e partecipato le strategie e le azioni per un nuovo sviluppo locale, legato alla difesa e riqualificazione dei luoghi.

L’esperienza sperimentale, avviata nel 2012, sta per concretizzarsi con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per la realizzazione del programma di sviluppo che, impedendo trasformazioni incongrue, sia paesaggisticamente sostenibile. Stamani, nella sede dell’Assessorato regionale all’Ambiente, si è fatto il punto sullo stato di avanzamento del progetto nel corso di un incontro al quale hanno preso parte rappresentanti dell’Assessorato, dei Servizi regionali e degli altri soggetti coinvolti. Il Contratto di paesaggio per i territori montani di Trevi, Foligno e Sellano, è stato ricordato, ha preso avvio da una scelta volontaria e partecipata delle quattro Comunanze agrarie, antiche forme di conduzione della proprietà collettiva legata alla residenza degli abitanti in determinate zone che gestiscono da secoli territori in uso civico, dei tre Comuni e della Parrocchia che hanno portato all’attenzione della Regione la realtà della montagna.

La Regione, hanno sottolineato i rappresentanti regionali, ha accolto la richiesta di individuare e coordinare un percorso per affrontare le criticità del territorio, colpito negli ultimi anni dallo spopolamento dei nuclei abitati e delle case sparse, dal deterioramento degli edifici presenti, dalla carenza di attività economiche e produttive, con la conseguente disgregazione progressiva sociale e del paesaggio storico tradizionale. È stato così istituito un Tavolo di lavoro interistituzionale, con il compito di proporre una strategia di sviluppo territoriale e di riqualificazione paesaggistica, a partire dalla storia dei luoghi, dalla qualità dei paesaggi, dall’utilizzo del patrimonio immobiliare, dall’interessante sentieristica dell’area, dalla tipicità dei prodotti del sottobosco e dell’agricoltura, dai progetti già attivati quale quello del “parco per l’arte” di Cancelli che fanno leva sugli elementi identitari del territorio.

Un percorso intrapreso con determinazione da tutti i soggetti coinvolti che ora, ha rilevato inoltre il rappresentante dell’Assessorato regionale, proseguirà con l’individuazione delle risorse finanziarie necessarie per concretizzare il progetto, anche attingendo ai fondi della nuova programmazione comunitaria. La strada da perseguire per lo sviluppo locale, ha aggiunto, è quella della riqualificazione del territorio e urbana, che nei prossimi anni sarà sempre più la parola d’ordine per la crescita qualitativa. Elemento qualificante del Contratto di paesaggio, ha rilevato la dirigente del Servizio del Servizio regionale Paesaggio, Territorio e geografia (struttura che affianca l’Assessorato nel coordinamento del Tavolo interistituzionale), Ambra Ciarapica, è la partecipazione delle comunità locali alla definizione della strategia e delle azioni di sviluppo, esplicata con numerosi incontri sul territorio e con un questionario.

È stato elaborato un Quadro conoscitivo delle criticità e dei valori ambientali, paesistici e territoriali, delle politiche e dei progetti locali su cui fondare la strategia di sviluppo montano locale per l’area delle Comunanze agrarie di Cancelli, Coste, Orsano e Ponze. Sono state elaborate delle Mappe di comunità: la comunità locale appartenente alle Comunanze è stata chiamata a definire la propria mappa di comunità; è stato così messo in evidenza il modo con cui viene visto, percepito e attribuito valore al territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come si vorrebbe che fosse in futuro. È stato poi condiviso uno Scenario strategico di riqualificazione territoriale e paesaggistica di media-lunga durata, strutturato in azioni, progetti e propedeuticità per l’area di studio. L’impegno è quello di portare a termine entro breve tutto il lavoro propedeutico per definire le relative coperture finanziarie nell’ambito della programmazione economica regionale e dare concretezza al Contratto.

Il lavoro è stato portato avanti con il supporto di due esperti, l’architetto Andrea Pochini – che ha ricordato che tutti i cittadini possono conoscere il Contratto di paesaggio attraverso il canale tematico regionale (www.territorio.regione.umbria.it) – e l’agronomo Ugo Giannantoni. Un progetto pilota, ha rilevato, che ha avuto una risposta molto positiva nel territorio e sta già facendosi apprezzare a livello nazionale, tanto da essere considerato come da replicare in altre parti d’Italia.

I rappresentanti delle amministrazioni comunali di Foligno, Trevi e Sellano, nel rimarcare il buon lavoro svolto dalla Regione, hanno rilevato la valenza del Contratto di paesaggio, strumento innovativo – hanno detto – che rende protagonisti i cittadini, li fanno riappropriare dei valori paesaggistici, danno nuova speranza agli abitanti delle zone montane colpite duramente dal terremoto. Un progetto, ha detto a sua volta Maurizio Cancelli, della Comunanza agraria della frazione folignate, che vede la città riappropriarsi di un territorio che ha tremila anni di storia, della qualità del suo vivere in armonia e con felicità. La Regione, ha sottolineato don Luigi Filippucci, compie una svolta importante: le istituzioni “salgono” per prime nei luoghi montani, mettendo in moto i meccanismi per riqualificarli e valorizzarli. Entusiasta del progetto si è detto anche Domenico Benedetti, della cooperativa “Arte del gregge”: si torna a valorizzare un territorio, ha ricordato, che fino agli anni Quaranta ha dato da vivere alla città, riscoprendone la qualità di vita e le produzioni tipiche.

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