CASTELLUCCIO DI NORCIA, SOPRALLUOGO DI VINTI ALL’IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE

Visita impianto Castelluccio
Visita impianto Castelluccio
Visita impianto Castelluccio

(umbriajournal.com) CASTELLUCCIO DI NORCIA – “L’impianto di fitodepurazione che la Regione dell’Umbria ha realizzato a Castelluccio di Norcia si basa su un sistema particolarmente innovativo per il panorama italiano, visto che non produce prodotti di scarto e bene si inserisce dunque in un contesto ambientale prezioso come quello del Parco nazionale dei Monti Sibillini”.

L’assessore regionale alle opere pubbliche Stefano Vinti questa mattina, venerdì 14 marzo, ha compiuto un sopralluogo a Castelluccio, insieme all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Norcia, Maurizio Bertoni, del presidente della Vus, Maurizio Salari e del presidente del Parco dei Monti Sibillini, Oliviero Olivieri, proprio per verificare il sistema di funzionamento del nuovo depuratore, entrato in funzione da alcuni mesi, gestito dalla Valle Umbra Servizi.

“L’impianto, ha sottolineato Vinti, inserito dalla Regione tra gli interventi prioritari nella riqualificazione e valorizzazione degli ambienti naturali è in linea con i principi comunitari per le aree di grande valenza ambientale e paesaggistica, e la scelta di un sistema di trattamento di tipo naturale (fitodepurazione), garantisce un alto livello depurativo, semplicità di gestione e quindi costi di gestione notevolmente ridotti rispetto agli impianti tradizionali e ovviamente il rispetto della naturalità dell’ambiente e del paesaggio.

Per migliorare ancora l’impatto, già comunque ridotto, sul paesaggio circostante, ha affermato l’assessore, a fine mese, con l’avvio della buona stagione, interverremo anche con lavori di mitigazione ambientale, che permetteranno di avere un inserimento naturalistico adeguato dell’impianto. Tra l’altro, per migliorare sensibilmente l’inserimento ambientale, intorno al sistema di fitodepurazione sono stati realizzati, su richiesta dell’Ente Parco nazionale dei Sibillini, due sistemi umidi in cui si è ricreato l’ habitat idoneo per la fauna selvatica, in particolare quella anfibia”.

L’impianto, la cui realizzazione è costata complessivamente 480mila euro, consente un carico di depurazione per circa mille abitanti ed è impostato in due fasi fisicamente distinte: la prima, di pretrattamenti è realizzata in alto in una zona a margine della strada facilmente raggiungibile per controlli e manutenzioni e la seconda, di fitodepurazione, è invece posizionata a valle così da poter essere alimentata per gravità. Il funzionamento è previsto interamente a flusso sommerso, il che evita la proliferazione di insetti o la formazione di aerosols e cattivi odori.

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