BIODIVERSITÀ: G.R. ADOTTA NUOVO DISEGNO DI LEGGE ED INIZIA LA PARTECIPAZIONE

biodiversita(umbriajournal.com) PERUGIA – “Il disegno di legge sulla biodiversità, redatto ovviamente in applicazione delle direttive comunitarie e nazionali, nasce soprattutto dall’esigenza di avere, in Umbria, una norma quadro di riferimento che riunisca al suo interno l’intero corpo della materia biodiversità, attualmente frammentato in leggi regionali e atti di giunta, seppur di collaudata efficacia”, afferma l’assessore regionale alle politiche agricole Fernanda Cecchini, commentando l’adozione da parte della Giunta regionale del disegno di legge in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità che, dopo essere stato presentato al Tavolo verde inizia ora il suo percorso di partecipazione.

“Quello della biodiversità è un tema sul quale l’Umbria ha lavorato moltissimo, ha affermato l’assessore, perchè costituisce uno degli aspetti caratterizzanti dell’ambiente e del patrimonio naturale e culturale della nostra regione. Per questo, le politiche regionali attribuiscono un ruolo primario alla conservazione, alla cura, al miglioramento e al ripristino della biodiversità, tenendo conto sempre delle esigenze economiche, sociali e culturali, sia regionali che locali, e nel rispetto del principio dello sviluppo sostenibile. Al tempo stesso, continua l’assessore, il disegno di legge ridisegna le competenze e individua i soggetti gestori delle aree di pregio, ricche di biodiversità, che al momento sono assegnate interamente alla struttura regionale. In tal senso sono ridefinite le funzioni regionali che in particolare riguardano la partecipazione alla costituzione della rete Natura 2000 e alla definizione dei criteri e indirizzi per il governo di tali aree”.

Nello stesso atto, la Giunta regionale rappresenta la biodiversità come la varietà della vita in tutte le sue forme, livelli e combinazioni, inclusa la diversità degli ecosistemi, delle specie e la variabilità genetica , che comprende la biodiversità naturale intesa come l’insieme delle specie vegetali e animali, selvatiche e spontanee allo stato di naturale libertà e la biodiversità colturale intesa come l’insieme delle specie vegetali e animali, domestiche e coltivate, sottoposte a selezione, allevamento e cura da parte dell’uomo. Il provvedimento regionale prevede la conservazione in situ: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare in modo soddisfacente gli habitat naturali o seminaturali e le popolazioni di flora e di fauna selvatiche, nonché il mantenimento e la ricostituzione delle popolazioni vitali di specie nel loro ambiente naturale e nel caso di specie addomesticate e coltivate, nell’ambiente in cui hanno sviluppato le loro proprietà caratteristiche; la conservazione ex situ: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare in modo soddisfacente le popolazioni di flora e di fauna selvatiche, ma attuate al di fuori del loro ambiente naturale.

Sono definiti habitat naturali di interesse regionale gli ambienti terrestri o acquatici che si distinguono per le loro caratteristiche geografiche, biotiche o abiotiche, interamente naturali o seminaturali, che rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale, oppure che hanno un’area di distribuzione ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente ristretta o infine che costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche del territorio regionale. La Giunta ha poi elencato tutte le specie vegetali di interesse regionale. In sostanza la materia biodiversità, nell’articolato del disegno di legge, è suddivisa per grandi temi che sono riconducibili principalmente alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), alla Rete Ecologica Regionale dell’Umbria (RERU), alla gestione delle rete dei siti Natura 2000, dotati di Piani di Gestione, all’Osservatorio regionale per il monitoraggio della biodiversità, il paesaggio rurale e lo sviluppo sostenibile.
“Nel frattempo, sottolinea l’assessore Cecchini, si sta concludendo la fase di approvazione dei Piani di Gestione dei siti Natura 2000 umbri (98 approvati su un totale di 104).

Questo percorso procedurale prevede ora la trasformazione dei Siti di Importanza Comunitaria in Zone Speciali di Conservazione mediante apposito decreto che dovrà essere emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, siglato d’intesa con la Regione. Questa trasformazione, oltre alle misure di conservazione contenute nei Piani di gestione, rappresenta il presupposto essenziale per l’utilizzo mirato dei fondi comunitari FEASR e FESR 2014 – 2020, utili per finanziare azioni di tutela e conservazione della biodiversità nelle aree Natura 2000”. Il disegno di legge individua il soggetto gestore, a seconda della collocazione territoriale del sito Natura 2000 interessato, nell’Unione Speciale dei Comuni, nella Regione o nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Infine viene istituito e vengono delineate le funzioni dell’Osservatorio regionale per il monitoraggio della biodiversità, il paesaggio rurale e lo sviluppo sostenibile, costituito ed operativo da oltre tre anni sulla base di un Accordo siglato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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