Bettona, allevamenti, Frascarelli: «Il Comune ha fatto la sua parte»

Stefano Frascarelli, sindaco BettonaBETTONA – «È vero che l’amministrazione comunale ha detto “no” agli allevamenti intensivi ma a quelli che sono autorizzati non può opporsi». È quanto afferma Stefano Frascarelli, sindaco del Comune di Bettona, replicando alle affermazioni del Comitato popolare per l’ambiente di Bettona che nei giorni scorsi aveva diramato un volantino dal titolo “Un ritorno al passato? È quello che temiamo”. Nel documento l’organizzazione dichiarava di essere preoccupata del reinstallo di nuovi allevamenti di bovini ed accusava l’amministrazione comunale di «non opposizione» alla recente autorizzazione rilasciata dalla Regione Umbria.

«Noi – prosegue Frascarelli – abbiamo chiesto tutte le garanzie nelle procedure ed abbiamo fatto la nostra parte. Ma alla fine è la Regione a rilasciare l’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Una certificazione a cui concorrono diversi soggetti come l’Arpa e l’Usl. Il Comune di Bettona doveva solo controllare la sussistenza degli atti abilitativi delle stalle per l’aspetto urbanistico e la regolarità dei pozzi dichiarati per l’attingimento dell’acqua. Tutte le altri voci interessate spettavano agli altri enti coinvolti e l’approvazione finale dipendeva dalla Regione Umbria».

L’allevatore privato che ha fatto richiesta di dare vita ad un nuovo allevamento disponeva già di una precedente autorizzazione rilasciata nel 1978.

«Il Comune di Bettona – sottolinea ancora il Sindaco – ha fatto anche un passo in più verificando la regolarità degli allevamenti autorizzati, che dispongono dell’atto formale. A tale fine sono stati già incaricati il legale del nostro Comune, Matteo Frenguelli, e lo studio legale Mariani – Marini, che ci ha già seguito nell’arco di questi ultimi venti anni in merito al regolamento di igiene del nostro territorio assistendo il Comune in numerosi ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato con numerose decisioni a favore del Comune e della tutela dell’ambiente. Riteniamo offensivo – conclude Stefano Frascarelli – quanto scritto nei riguardi dell’impegno e della correttezza dell’amministrazione comunale perché, a differenza di chi lo ha asserito, la regolarità degli allevamenti è stata puntualmente smentita dalle sentenze».

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