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Bagno nudi nel Lago di Pilato, rischia Chirocefalo del Marchesoni, ma che è?

tutto in difesa delle uova di una specie, il Chirocefalo del Marchesoni

Bagno nudi nel Lago di Pilato, rischia Chirocefalo del Marchesoni, ma che è?

Il Lago di Pilato, una sorta di paradiso protetto in cui non ci si può bagnare neanche un dito, è stato profanato. Sì, non è una novità certo quella dei turisti che fanno il bagno nudi nelle acque del bacino lacustre dei Sibillini. La segnalazione, corredata di relative ed eloquenti foto, arriva da Alessandro Bugatti ed è stata rilanciata in rete da Il Camoscio dei Sibillini – Escursioni e Trekking.

S’è scatenato un mezzo inferno! E tutto in difesa delle uova di una specie endemica, il Chirocefalo del Marchesoni, la cui sopravvivenza è messa a rischio anche solo nell’avvicinarsi alle rive del lago, pena la messa a rischio della salvaguardia delle uova di questo minuscolo crostaceo.

La reazione del presidente del Parco dei Sibillini non si è fatta attendere e Oliviero Olivieri dice che il livello del lago è, in questo periodo, particolarmente basso, e rispettare il divieto e’ ancora piu’ importante: le uova del Chirocefalo sono presenti anche tra la ghiaia rimasta all’asciutto.

Impensabile, come scrive MeteoWeb, una forma di controllo totale affidata al reparto Carabinieri forestali del Parco, ”che pure verra’ intensificato”, come il monitoraggio delle Guide del Parco. Fra l’altro, dopo il terremoto l’accesso al Lago di Pilato non e’ ancora consentito da Foce, mentre e’ ”fortemente sconsigliato” da Forca Viola, in quanto il sentiero passa sotto a pareti di roccia presumibilmente instabili. La discesa dal rifugio Zilioli richiede invece esperienza di montagna e roccia. Forca di Presta poi attualmente e’ raggiungibile solo da Norcia.

 

Secondo la segnalazione, lunedì scorso un gruppo di circa 15 escursionisti provenienti dal Rifugio Zilioli è sceso al Lago di Pilato e lì alcuni di loro si sono fatti il bagno al lago di Pilato completamenti nudi.  Come detto, esiste il divieto assoluto di balneazione, segnalato con apposita segnaletica. Probabilmente, il gruppo era composto da stranieri che non hanno compreso il divieto, anche se di certo potevano comprendere che il Lago di Pilato non è un’oasi nudista.

Chirocefalo del Marchesoni
Il chirocefalo del Marchesoni
(Chirocephalus marchesonii Ruffo & Vesentini, 1957) è un crostaceo branchiopode della famiglia Chirocephalidae, endemico del Lago di Pilato, sito nel comune di Montemonaco (in provincia di Ascoli Piceno), all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Venne rinvenuto per la prima volta nel 1954 da Vittorio Marchesoni, direttore dell’Istituto di Botanica dell’Università di Camerino, durante una delle sue periodiche escursioni nei Monti Sibillini. Ulteriori campionamenti vennero effettuati successivamente da Ruffo e Vesentini (1957) che stabilirono che si trattava di una nuova specie. La nuova entità venne pertanto dedicata a Vittorio Marchesoni e denominata Chirocephalus marchesonii. La caratteristica più interessante degli anostraci consiste nel loro adattamento ad ambienti sottoposti a forti stress stagionali. Si tratta soprattutto di raccolte d’acqua temporanee e piccoli bacini astatici, caratterizzati da un periodo di completa assenza dell’acqua (prosciugamento/congelamento) e/o da fluttuazioni di livello e, di conseguenza, anche da oscillazioni dei parametri fisico-chimici, a volte notevoli. Per far fronte a tali difficoltà ambientali essi producono forme di resistenza dette cisti, all’interno delle quali l’embrione, il cui sviluppo è arrestato allo stadio di gastrula, è isolato da una parete protettiva che gli consente di conservare la vitalità fino a che non si ricreano le condizioni idonee alla schiusa.
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