Economia
MERCATO COPERTO DI PERUGIA, LA PAROLA D'ORDINE E' INTEGRAZIONE
(UJ.com) PERUGIA - “Riqualificazione, integrazione dell’offerta commerciale, sostenibilità economica, tempistica adeguata”: sono queste le parole d’ordine che lancia Confcommercio di Perugia e comprensorio, intervenendo nel dibattito sul futuro del Mercato Coperto. Un dibattito, che periodicamente, come nei giorni scorsi, si accende anche di toni accesi. “Il destino di spazi urbani di così notevole importanza per la città – sostiene Confcommercio - non può non coinvolgere e appassionare. Ma bisogna partire da un punto fermo: la riqualificazione del Mercato Coperto è un intervento che deve essere effettuato. Si tratta di una occasione imperdibile per operare una svolta decisiva: non si può lasciare quest’area della città nelle condizioni di totale degrado in cui ora è, e ha poco senso anche un recupero puramente conservativo del Mercato Coperto.
Noi siamo convinti che il progetto per il nuovo Mercato Coperto possa rafforzare la polarità commerciale del centro storico, a patto che con questo si integri profondamente. E’ evidente che non si dovrà realizzare una replica di Corso Vannucci o un copia dei centri commerciali delle periferie. Il nodo da sciogliere e, allo stesso tempo, la parola d’ordine, dovrà essere integrazione - nelle dimensioni e nell’assortimento merceologico – dell’offerta che già oggi il centro propone, in un’ottica di rinnovamento e privilegiando tipologie commerciali di qualità. La possibilità di rimettere in moto un’area e ripensarla è una grande opportunità.
Certo, bisogna mettere i giusti “paletti” perché il ritorno sia tutto spendibile in positivo, massimizzando gli elementi che lo meritano, per gestire e risolvere i problemi che dovessero sorgere. Sempre all’insegna dell’integrazione e mai della conflittualità, perché solo lavorando secondo questo principio si può rendere il recupero del Mercato Coperto un “tassello” fondamentale nel più ampio quadro del rilancio del territorio nel suo complesso”. Due ulteriori elementi sono da tenere sotto controllo, secondo Confcommercio: la sostenibilità economica del progetto imprenditoriale, poiché è chiaro che deve essere in grado di reggersi sulle proprie gambe e remunerare le forze economiche che sono disposte ad investire e rischiare su di esso, e i tempi di realizzazione, che devono essere certi e più possibile brevi, per non disperdere risorse e interrompere al più presto il processo di degrado.





