Cronaca
L'UMBRIA HA LA “MAGLIA NERA” NEL CENTRO ITALIA PER IL LAVORO IRREGOLARE
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - L'Umbria ha la “maglia nera” nel Centro Italia per il lavoro irregolare. E' quanto è emerso venerdì a Spoleto nel corso dell'incontro-dibattito “I Due Mondi del Lavoro” organizzato sotto l'ègida dell'Udc e della Fondazione Liberal. Con oltre il 12 per cento la nostra regione supera Toscana (8,6) e Marche (10). Hanno preso parte all'incontro – introdotto dal presidente Udc di Spoleto, Stocchi e moderato dal giornalista Vincenzo Bacarani, l'assessore al Lavoro del Comune di Spoleto Lezi che ha annunciato una serie di iniziative per contrastare il fenomeno in ambito locale: “Abbiamo costituito – ha detto – un budget a disposizione delle imprese che intendono assumere persone a tempo indeterminato o con contratto di almeno 5 anni e questo in collaborazione con la Banca Popolare di Spoleto. Inoltre, organizzeremo un osservatorio del lavoro per monitorare la situazione”.
“Il lavoro nero – ha aggiunto Fiorucci dell'Uilta-Uil regionale – è un fenomeno pervasivo e le sanzioni da sole non bastano, occorre una cultura diversa”. Per Bravi, segretario generale della Cgil, “il riferimento essenziale rimane il contratto. Certamente la crisi attuale tende purtroppo ad allargare il fenomeno”. Per Perosino, direttore Confapi Umbria “le imprese sono soffocate dalla burocrazia e dalla disorganizzazione. L'Umbria, per quanto riguarda il lavoro sommerso, costituisce un “buco nero” nel centro dell'Italia”. Arata di Confindustria, ha spiegato che le grandi aziende non sono molto interessate dal fenomeno in quanto “hanno necessità di trasparenza di bilancio”. Infine per l’on Ronconi, “è necessario, per affrontare e limitare il problema, coinvolgere la scuola e l'università. In Umbria c'è una superframmentazione di responsabilità in questo settore, ma scuola e università non possono chiamarsi fuori da questo processo”. L’On Paola Binetti, non potendo essere presente, ha mandato una nota.
“Ci sono tanti modi di interpretare l'espressione "Due mondi" nella città del Festival. L’incontro -i due mondi del lavoro: quello sommerso e quello regolare - intende attivare una riflessione che ancora una volta va oltre quelle forme di contrapposizione bipolare, che minacciano di intrappolare il nostro Paese fino a soffocarlo. La recente vicenda di Pomigliano ce ne ha dato un ampio spaccato: non si possono mai contrapporre i diritti dei lavoratori alle logiche aziendali e tanto meno lo si può fare in tempi di crisi, quando oltre il 60% delle persone è la piena consapevolezza che l'unico lusso che non può permettersi è quello del non-lavoro. Pomigliano ci ha ricordato come occorra sempre e comunque individuare una terza via nel confronto democratico, nella ricerca di senso degli eventi che minacciano di rivoltarsi contro tutti noi e contro le nostre famiglie. Forse non sarà la migliore in assoluto, ma spesso è l'unica possibile in un determinato momento storico e in un determinato territorio.
Con gli operai di Pomigliano tutti gli operai delle tante aziende in crisi hanno detto: vogliamo lavorare, magari in condizioni più difficili, ma sempre in modo chiaro e regolare, per sottrarsi a quelle forme di sfruttamento a cui espone sempre il lavoro sommerso e sottratto al controllo della legge. L'UDC è da molto tempo impegnato in questa riflessione che caratterizza profondamente la sua anima politica ed esprime meglio di qualsiasi altra metafora come occorra andare oltre un approccio mercatista spinto fino a umiliare i diritti di chi nel lavoro vuole partecipare ai processi decisionali che riguardano l'organizzazione del suo lavoro, e le rigidezze procedurali di certi sindacati ancora intrise di vecchie ideologie, e incapace di cogliere il cambiamento grave e denso di conseguenze che sta toccando la società occidentale.
Cercare una terza via che integri responsabilità sociale e creatività industriale, diritti individuali e logiche globali, che assuma la sfida di offrire modelli nuovi per garantire lavoro a tutti, è uno dei cardini della riflessione che nell'UDC si sta facendo mentre a passi spediti si va verso il nuovo grande partito della nazione. Bacarani è uno degli interpreti autorevoli di questo dibattito in Umbria, uno dei promotori di una riflessione avanzata nell'analisi di questi problemi, anche con l'aiuto di Liberal, dove ha una sua seguitissima rubrica proprio sul mondo del lavoro. L'iniziativa di Spoleto rientra in una serie di seminari che su questo tema specifico stiamo promuovendo in tutto il Paese, con una attenzione concreta agli specifici problemi di ogni territorio, per essere un punto di ignizione di cambiamento costruttivo e coesivo.”





