Lavoro
UMBRIA: PRC, FIOM NON ISOLATA DA SOCIETA'. ADERIAMO A SCIOPERO
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - ''Ieri i lavoratori della Merloni hanno riproposto la questione che riguarda la vertenza sulla loro azienda, mentre a Roma gli studenti manifestavano contro la riforma universitaria. Domani un milione di persone sono attese all'appuntamento principale della protesta, a testimonianza che, al di la' del dibattito politico ufficiale, il lavoro e' la prima priorita' per gli italiani e la Fiom e' isolata dalle istituzioni ma non nella societa'. Noi siamo con l'Italia che non si piega''. Cosi' il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale dell'Umbria, Damiano Stufara, ha annunciato l'adesione allo sciopero del 16 ottobre, indetto dalla Fiom. ''L'adesione allo sciopero da parte del nostro gruppo consiliare e' totale - ha detto Stufara - perche' c'e' la necessita' di costruire una opposizione sociale alle politiche del Governo. Per contrastare la logica di Marchionne e di chi lo emula nello smantellare il contratto collettivo nazionale di lavoro con la contrattazione individualizzata, dove l'unico soggetto che detta le condizioni e' l'impresa e gli altri soccombono''.
''Noi - ha spiegato - vogliamo fare come in Germania, dove una grande azienda come la Siemens, con centinaia di migliaia di occupati, rispetta il patto con il quale si impegna a licenziare solo in accordo con le organizzazioni sindacali. Oggi, in Italia, la questione sociale, quindi le problematiche legate al lavoro, e la questione democratica, vale a dire il rispetto della Costituzione, sono due facce della stessa medaglia''. ''Siamo indignati con il ministro dell'interno - ha aggiunto - che riesuma la strategia della tensione paventando possibili pericoli mentre dovrebbe garantire ordine pubblico e liberta' di manifestare il proprio pensiero. Ci auguriamo che non accada come a Genova per la partita della nazionale di calcio''. Per quanto riguarda l'Umbria, Stufara ha concluso ''chiediamo che si lavori velocemente per costruire un Piano regionale per il lavoro, che tenga conto di donne e giovani, stretti nella morsa della precarieta'. Inoltre c'e' bisogno di una normativa regionale che contrasti i processi di delocalizzazione delle attivita' produttive e favorisca l'insediamento di nuove iniziative industriali per dare lavoro sicuro e stabile''.





