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UGL POLIZIA DI STATO: "IL CENTRO DI PERUGIA E' INVIVIBILE"
In due giorni un cittadino perugino è stato malmenato ed un extra comunitario ferito
(UJ.com) PERUGIA - In due giorni un cittadino perugino è stato malmenato ed un extra comunitario ferito. Sono troppi gli atti di violenza che si stanno commettendo nel centro storico di Perugia. Lo denuncia l’Ugl (Unione generale del lavoro) della Polizia di Stato perugina che, in un comunicato, afferma che “è giunta l’ora di assumersi la responsabilità di mettere in campo misure adeguate o, quanto meno, di chiederle ad altri organi/istituzioni che possano adottarle. Caso mai ci fosse bisogno di essere più chiari, ci riferiamo all’invivibilità che connota da diverso tempo, troppo tempo, una delle acropoli più belle e invidiate al mondo, il centro storico delle città di Perugia.
Dopo le numerose e pubbliche denunce gridate dall’U.G.L. Polizia di Stato, che tuttora invoca misure draconiane, la sera del 29 aprile scorso un gruppo di balordi criminali ha aggredito e malmenato un inerme cittadino perugino reo solo di aver chiesto “al branco selvaggio” di spostarsi dalle scalinate del suo esercizio pubblico per provvedere alla doverosa chiusura imposta da norme e regolamenti legittimamente emanati. La notizia è passata “in cavalleria”, ma il fatto, di gravità inaudita, resta, aggiungendosi allo stillicidio che da diversi mesi, anzi anni, connota il centro storico e che sono concausa dello spopolamento della città antica.
Ieri sera, invece, è accaduto un altro gravissimo fatto, il ferimento grave di un giovane extra comunitario ad opera di ignoti che, approfittando della situazione che si è consolidata nel centro storico, hanno premeditato e consumato una ritorsione che per mero miracolo non è volta al peggio. Non possiamo escludere che l’episodio sia maturato in ambienti avulsi dalla legalità, ma è indubbio che l’illegalità “sguazza e si diffonde come un cancro” in un retroterra che abiura la legalità e la civiltà.
L’U.G.L. Polizia di Stato ha preso atto delle decisioni assunte da taluni Enti/Organi in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ma, come abbiamo già detto, sono delle misure minime, a dir poco l’inizio di una seria politica per la prevenzione e la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Diamo atto al Sindaco, al Presidente della Provincia e al Questore di Perugia delle sinergie che hanno messo in campo (comunque poca cosa), siamo invece estremamente meravigliati per il totale silenzio del Prefetto di Perugia e del Presidente della Regione Umbria che, secondo questa O.S., dovrebbero assumersi l’onere di farsi portatori in primis di tali problematiche e promotori di misure/proposte adeguate a porvi rimedio.
Siamo amareggiati, tristi e sconfortati, ma certamente non rassegnati, per cui torniamo a richiedere ai rappresentanti delle Istituzioni, locali e nazionali, con rinnovato vigore, l’adozione di misure idonee ed efficaci che consentano a noi operatori della sicurezza di riconsegnare alla società civile quella parte di città che tutti i giorni viene violata e dissacrata da parte di frange inqualificabili, onde evitare che un domani la nostra O.S. si debba assurgere a Cassandra della situazione.
Noi, invece, nelle vesti di operatori della sicurezza e di cittadini, siamo dalla parte della città e avvertiamo, a differenza di altri, la forte richiesta di sicurezza che proviene da tutte le parti sociali.
Tale situazione non è certamente imputabile a un governo in particolare, ma è il frutto di della globalizzazione (intesa nella sua accezione negativa) unita a oltre vent’anni di mal governo o, più precisamente, di non governo, soprattutto a livello centrale. E’ giunto il momento di prenderne atto. Serve coraggio, senso di responsabilità e dello Stato. Noi siamo pronti, e pubblicamente dichiariamo di essere disponibili a confrontarci serenamente con le Istituzioni e le altre parte sociali per il raggiungimento del bene comune.
Dissentiamo dai rappresentanti delle istituzioni locali o associazioni che si dichiarano
contrari all’impiego del Reparto Mobile, motivando pretestuosamente tale legittima scelta, come una militarizzazione della città. Ebbene, sono contrari a tali misure, ma accettano in silenzio che bande di criminali continuino a controllare parti importanti della città. Forse in pochi lo sanno, ma il personale in servizio presso i Reparti Mobili della Polizia di Stato e i Battaglioni dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, sono altamente specializzati non solo per operazioni di Ordine e Sicurezza Pubblica ma anche nell’ambito di operazioni di prevenzione e controllo del territorio
Perché, a distanza di 30 anni, ancora non si costituisce concretamente una sala operativa comune fra tutte le Forze di Polizia presenti sul territorio, ed i Corpi di Polizia.?
Come mai non si istallano impianti di video sorveglianza in tutte le zone a rischio?
Siamo convinti che non ci sia nulla di male nel prendere atto di una determinata situazione e cercare di risolverla il più rapidamente possibile e nel migliore dei modi.
Sosteniamo, invece, che sia deleterio far finta che sia tutto a posto e permettere a questi fenomeni criminali di radicarsi sempre più nella società civile.
Noi siamo estremamente preoccupati, sia come cittadini (per noi e per i nostri cari che viviamo, o meglio, cerchiamo di vivere in sicurezza la città), sia come operatori di polizia (in talune circostanze siamo letteralmente mandati allo sbaraglio, affidati solo alle cure della Divina Provvidenza).
L’U.G.L. Polizia di Stato chiede con forza a tutte le Istituzioni coinvolte l’adozione di misure idonee ed efficaci che consentirebbero a noi operatori di polizia, lavorando in condizioni più sicure, di riconsegnare alla società civile quelle parti di città che tutti i giorni sono violate e dissacrate da frange inqualificabili e da sodalizi criminali.
L’U.G.L. Polizia di Stato ed altre Organizzazioni Sindacali di categoria si incontreranno nei prossimi giorni per elaborare possibili iniziative di proteste per sollecitare l’attenzione delle Istituzioni Centrali della P.S.”.





