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UGL: NO AI CENTRI DI ACCOGLIENZA E TOLLERANZA ZERO CONTRO LO SPACCIO
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - Spacciatori e criminali purtroppo non vanno in ferie come i nostri rappresentanti politici. Da troppo tempo Perugia è sporcata dalla droga – denuncia il segretario regionale confederale dell’Ugl dell’Umbria, Enzo Gaudiosi - Basta spacciatori che vendono la droga, soprattutto la notte, all’uscita della stazione e nelle vie che portano al centro storico. I quartieri del capoluogo umbro sono da troppo tempo abbandonati e in preda alla criminalità e questo non perché mancano i controlli della Polizia di Stato che opera con impegno e dedizione nonostante le scarse risorse a disposizione. L’ultimo episodio che ha coinvolto due colleghi della mobile, uno dei quali è rimasto ferito, è gravissimo e spinge ad una riflessione che non può più lasciare indifferente chi ha il potere di intervenire. Chi arriva a Perugia senza un regolare permesso di soggiorno deve subito capire che la situazione è sotto controllo – continua Gaudiosi - Serve un forte segnale di tolleranza zero nella principale porta d’accesso alla regione. Serve un’operazione attorno alle principali aree di spaccio perugine costante, programmata e di grande rilevanza per il numero di uomini e di mezzi da impiegare. E ciò è possibile sono garantendo maggiori risorse alle Forze dell’ordine.
L’impegno nei prossimi mesi deve essere costante per smantellare prima e per evitare poi che si ricreino quelle sacche di degrado e illegalità che purtroppo spesso connotano gli scali ferroviari delle province italiane. La stazione di Fontivegge e l’acropoli sono la vetrina, purtroppo oggi sporca, della città. Per troppo tempo queste e altre aree sono state abbandonate ai criminali. Le cosche e la criminalità organizzata continuano ad arricchirsi col traffico di droga e di armi e le Istituzioni giorno dopo giorno scontano una inquietante impotenza e difficoltà ad adottare provvedimenti efficaci. Questi “poveri” spacciatori, su cui qualche sindacato autonomo di Polizia piange lacrime di coccodrillo, non sono i migranti sfruttati dalla criminalità organizzata. Non si tratta di donne, bambini e uomini costretti a ore e ore di duro lavoro per un pezzo di pane da mangiare alla sera in spazi angusti, di fortuna. Non sono persone che fuggono dalla fame e dalla miseria. Questi spacciatori, qualsiasi colore abbiano e da qualsiasi latitudine provengano, sono delinquenti che invadono le nostre strade in cui si rischia di subire borseggi o aggressioni quando si esce persino nelle ore diurne.
La repressione dunque è necessaria ma non sufficiente. Affrontando il problema soltanto dal punto di vista dell’ordine pubblico si rischia di provocare una pericolosa ondata di razzismo dietro al quale si nasconde la paura di una società individualista e povera di giustizia sociale, dove l'altro è sempre più concorrente, nemico, minaccia. Si rischia un accanimento contro chi è più indifeso. Le misure politiche adottate finora cavalcano l’insicurezza e non ci permettono di superarla. Siamo convinti che legalità e democrazia non si escludono - conclude il segretario regionale dell’Ugl dell’Umbria - Oltre a garantire l’ordine, è indispensabile un’azione sociale e culturale a cui va affiancato il superamento dei limiti di un sistema economico che accentua anziché ridurre le distanze fra ricchezza e povertà. La soluzione ad un fenomeno così complesso non è certo l’istituzione di un Centro di Identificazione ed espulsione nella nostra regione. I Cie sono polveriere a rischio per le cattive condizioni di vita allungate dai nuovi tempi di permanenza (fino a sei mesi). Sono strutture costosissime che non risolvono il problema. La realtà è che a tutt’oggi si tratta di vere e proprie aree di parcheggio per centinaia di stranieri irregolari in attesa di espulsione o in attesa di finire in carcere. Infine, ma non per ordine di importanza, sono serbatoi che alimentano lo spaccio e il lavoro irregolare.





