Perugia, 23/05/2012 ore 06.42

Arte e cultura

TEATRO MANCINELLI - “LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE” OVVERO L’UMANO VIZIO DELLA MENZOGNA

 
19/10/2010 ore 10.44

post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) ORVIETO - “Negare, negare sempre! Anche l’evidenza! Il dubbio: bisogna saper creare il dubbio”, fa dichiarare Eduardo a uno dei suoi personaggi. Noi, invece, non possiamo certo mentire sulla superba interpretazione della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, che sabato 16 ottobre alle ore 21 (in replica domenica 17 alle 17) ha inaugurato la nuova Stagione del Mancinelli, portando in scena, in anteprima nazionale e in esclusiva per l’Umbria, l’opera di Eduardo De Filippo “Le bugie con le gambe lunghe”. La sera del debutto è stato lo stesso Luca De Filippo ad apparire a sorpresa in palcoscenico, prima dell’apertura del sipario, per introdurre brevemente il nuovo allestimento. Un contatto diretto apprezzato da quel pubblico che lo aveva già accolto ed applaudito in occasione della messinscena di altre due opere da lui dirette ed interpretate, allestite proprio al Mancinelli, “Filumena Marturano” e “Le Voci di dentro” (oltre a “Napoli milionaria”, con De Filippo come interprete e Francesco Rosi come regista). Scritto nel dicembre 1946, subito dopo il debutto a Napoli di “Filumena Marturano”, questo autentico “pezzo di teatro” appartiene al ciclo di commedie del dopoguerra.

 

Il testo si caratterizza soprattutto per una tematica di stampo pirandelliano, in cui emerge il sempre problematico rapporto tra essere ed apparire, tra vero e falso: i personaggi si muovono, così, tra la necessità di restar fedeli a un loro ruolo e l’esigenza, che in qualcuno talvolta emerge, di ritrovare barlumi di autenticità.  Ottima l’interpretazione di tutta la Compagnia, un vero cast d’eccezione: Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo De Matteo, Gioia Miale, Giuseppe Rispoli, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo, Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale. I ripetuti e calorosi applausi del pubblico, tra cui era presente anche il noto compositore Nicola Piovani, non hanno premiato solamente la bravura degli interpreti, ma anche il nuovo allestimento dello spettacolo, che si avvale di una scenografia davvero efficace: all’inizio del primo e del terzo atto, il sipario si apre su un enorme ammasso di palazzi da cui si ha quasi l’impressione di rimanere schiacciati. Siamo negli anni del boom economico e della speculazione edilizia. Un tema, purtroppo, tristemente attuale. Chissà che non sia stato tutto questo cemento, sembra volerci dire Luca De Filippo, a indurire le coscienze degli uomini. Chissà che non sia stata soltanto colpa della guerra, com’è solito ripetere, non senza ironia, Libero Incoronato: incorruttibile fino alla fine, sebbene ormai consapevole che gli uomini preferiscono celarsi dietro alle grandi bugie, piuttosto che ammettere le piccole verità.

 

Luca De Filippo è nato a Roma nel 1948. Esordisce a soli otto anni, nel 1956, nel ruolo di Peppeniello in “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta diretto dal padre Eduardo. Debutta a vent’anni in “Il figlio di Pulcinella” di Eduardo (regia di Gennaro Magliulo). Da questo momento inizia un’intensissima attività teatrale. Sotto la regia del padre appare in teatro e televisione in “Il contratto”, “Sabato, domenica, lunedì”, “Filumena Marturano”, “Non ti pago”, “Il Sindaco del rione Sanità”, “Napoli milionaria!”, “De Pretore Vincenzo”, “Le bugie con le gambe lunghe”, “Uomo e galantuomo”, “Natale in casa Cupiello”, “Gli esami non finiscono mai”, “Le voci di dentro”, “Sik-Sik l’artefice magico”, “Gennareniello”, “Dolore sotto chiave”, “Quei figuri di tanti anni fa”, “Ditegli sempre di sì”, “Chi è cchiù felice e me”, il pirandelliano “Berretto a sonagli”, un'opera di Gino Rocca “Scorzetta di limone”, “O' tuono 'e marzo” e “La donna è mobile” di Vincenzo Scarpetta ed alcune opere di Eduardo Scarpetta, “Cani e gatti”, “Lu curaggio de nu pumpiero napulitano”, “’Na santarella”, “Tre canzune fortunate” e “Nu turco napulitane”.

 

Numerose sono anche le sue apparizioni cinematografiche e televisive: è tra gli interpreti di “I giovani tigri” (1967), “Il negozio di piazza Navona”, (1969), “Petrosenella”, “Le scene di Napoli” (1982), “Naso di cane” (1985), “Il ricatto”, “Sabato, domenica e lunedì” (1990), “Uscita di emergenza” (1992), “Come te nessuno mai” (1999). Fonda nel 1981 una propria compagnia teatrale, con cui affronta buona parte delle commedie paterne e degli Scarpetta: dirige “Uomo e galantuomo”, “Non ti pago”, “Il contratto”, “Penziere mieje” (ripreso in una nuova edizione nell’estate del 2002) e “Ditegli sempre di sì”. Realizza anche un'opera di Pasquale Altavilla “'A fortuna e Pulicinella” e il “Don Giovanni” di Molière e nel 1990 dirige Umberto Orsini in “Il piacere dell'onestà” di Pirandello. Per la regia di Armando Pugliese interpreta “O’ scarfalietto”, “Ogni anno punto e daccapo” “Questi fantasmi” e “Tartufo” di Molière. Per la stagione 2000-2001 – 2001-2002 dirige ed interpreta “L’Arte della commedia” di Eduardo con Umberto Orsini.

 

Presta anche particolare attenzione al repertorio contemporaneo: nel 1990-91 è interprete di “La casa al mare” di Vincenzo Cerami, di cui cura anche la regia, nel 1992-93 di “Tuttosà e Chebestia” (regia di Benno Besson), nel 1993-94 di “L'esibizionista” (testo e regia di Lina Wertmuller), nel '97 di “L'amante” di Harold Pinter (con Anna Galiena, regia di Andrée Ruth Shammah), nel 99-2000 de "Il Suicida" (libero adattamento di Michele Serra da Nicolaj Erdman, regia di Armando Pugliese), nel 2001-02 di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett con la sua regia e, in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano, è regista di “Resisté ” di Indro Montanelli. Per la stagione teatrale 2002-03 interpreta “La palla al piede” di Georges Feydeau con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, regia di Armando Pugliese, curandone con Carolina Rosi, la traduzione e l’adattamento del testo.


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