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TEATRO - A GUBBIO VA IN SCENA "IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHE"
(UJ.com) GUBBIO - Prosegue con un notevole apprezzamento di pubblico, registrando il tutto esaurito ad ogni spettacolo, la Stagione Teatrale al Comune, promossa e organizzata da Comune di Gubbio e Teatro Stabile dell’Umbria. Appuntamento, giovedì 25 febbraio alle 21, con Filippo Timi ne “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche”, un ritorno a grande richiesta sui palcoscenici dell’Umbria dopo il successo travolgente della scorsa stagione. Il divertente spettacolo, prodotto da Santo Rocco e Garrincha insieme al Teatro Stabile dell’Umbria, si ispira all'Amleto di Shakespeare e vede in scena insieme a Timi, acclamato attore che cura anche la regia insieme a Stefania De Santis, Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco e Paola Fresa. Luci suoni e scenotecnica Luca De Marinis. Una commedia, tra potere, oblio, frivolezze e pazzia. Scrive Rodolfo di Gianamrco di Repubblica: “La tragedia ci prende in prestito, tuona Filippo Timi che fa (alla grande) un Amleto dello sberleffo e della frivolezza. Corpetto di maglia metallica e aria farneticante come un Carmelo Bene devastatore (culminando in una filastrocca alla Petrolini), Timi denuncia la trappola del padre buono, della madre puttana, dello zio maiale e di un’Ofelia alla Olivia De Havilland cui dà corpo Paola Fresa, missando Piaf, Strass, Battisti. Fa essere-o-non-essere, esalta i numeri di Marina Rocco alias ghiotta Marilyn Monroe e quelli di Lucia Mascino e Luca Pignaroli. Dice di voler dare spettacolo, e lo fa, con un superbo istinto”. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n. 075 57542222. E’ possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.
Trama: Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente RE, un RE quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere?
Un ragazzino viziato… che probabilmente se avesse mai sbirciato nella camera dei genitori, li avrebbe trovati a fare le orge con le fattucchiere di corte e i soldati in divisa… un ragazzino viziato che d’improvviso si sveglia nella notte… inizia a ridere e demolire il mondo… esasperando i meccanismi di potere, desiderio… e brama…. che regolano la natura violenta dell’uomo.
Lui, il delfino del re, dalla vetta della piramide, come un giullare, pezzo per pezzo, comincia a smontare, mattone su mattone, la piramide stessa… crollando con essa…
“Ed ecco che una notte un’immagine m’arriva furente al cuore.
Se io avessi coscienza del mondo… la netta percezione che tutto quello che accade è solo un’eterna ripetizione… mi verrebbe da ridere, amare con la stessa leggerezza di chi calpesta un fiore… uccidere con la stessa frivolezza… violentare con la medesima noncuranza… ma… gli effetti delle azioni si imprimono nella memoria del cuore e nella carne dell’anima… ed ecco che l’abisso arriva alla gola.”
Di fronte alla realtà, di fronte a certi irrimediabili eventi, la morte, la perdita di un amore… il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto.
Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia? Ridere il pianto. Ridere la morte.
Ridere l’abbandono. Ridere il tradimento. Ridere la follia. Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti! Ogni vita è lo specchio della vita. Guardati, disse un giorno Amleto ad Ofelia, guardati in me… come fai a non ridere di te?
Insomma, una commedia. Tra potere, oblio, frivolezze e pazzia.
BIOGRAFIA - Filippo Timi (Perugia, 25 giugno 1974) è uno scrittore e attore italiano di teatro e cinema.
Ha lavorato, al Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera, con Dario Marconcini, in "Paolo di Tarso", con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca di Cesena in “Fuoco Centrale”; con Robert Wilson in "G.A. Story" ed ha partecipato allo studio preparatorio condotto da Pippo Del Bono per lo spettacolo “La Rabbia”. Nel 1996 inizia la collaborazione con Giorgio Barberio Corsetti nella sua Compagnia Teatrale.
Nel 2004 ha vinto il Premio Ubu come miglior attore dell’anno under-30 per le interpretazioni dei suoi ultimi spettacoli, fra cui "Metafisco Cabaret".
Nel 2006 è uscito il suo primo romanzo, Tuttalpiù muoio, da cui ha tratto e interpretato l’adattamento teatrale "La vita Bestia" , diretto da Corsetti, che ha debuttato al Teatro India di Roma.
Nel 2009 ha ricevuto il premio "Francesco Pasinetti", assegnato dal Sindacato Naz.le Giornalisti Cinematografici Italiano (SNGCI), come miglior attore per la sua intepretazione nel film La doppia ora di Giuseppe Capotondi.
A teatro ha interpretato Orfeo, Danton, Perceval, Satana, Odino, Woyzeck, Amleto.
Nel 2009 è autore con Stefania De Santis de Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche, prosa teatrale nella quale interpreta la parte di Amleto.





