Perugia, 23/05/2012 ore 11.17

cronaca HP

«SANT’ERCOLANO, FULCRO DELL’IDENTITA’ PERUGINA»

Riccardo Liguori
05/11/2010 ore 11.04

(UJ.com) PERUGIA - Si aprono oggi pomeriggio (5 novembre), a partire dalle ore 17, nello storico e suggestivo quartiere perugino delle “scalette” di Sant’Ercolano, le celebrazioni in onore del Santo Patrono della città e dell’Università degli Studi, Ercolano vescovo e martire, defensor civitatis, con la visita guidata alla chiesa a lui dedicata a cura della dott.ssa Annie Cottrau e successivamente, nella piazzetta antistante, con una festa popolare animata dall’associazione “Borgobello”.

 

Sabato 6 e domenica 7, giorno del dies natalis del vescovo e martire, le celebrazioni entrano nel vivo. Alle ore 18 del 6 novembre, nella cattedrale di San Lorenzo, l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti presiederà la solenne celebrazione eucaristica alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni civili della città e del mondo accademico. Al termine, mons. Bassetti guiderà la “luminaria”, la processione con le torce risalente al XIV secolo, dalla cattedrale alla chiesa di Sant’Ercolano, che attraverserà le vie principali del centro storico e più frequentate dagli studenti universitari.

 

Questi, insieme alle autorità accademiche, in Sant’Ercolano si raccoglieranno in preghiera e doneranno al Patrono un cero in segno di omaggio. Domenica 7 si terranno due celebrazioni eucaristiche nella chiesa di Sant’Ercolano, una al mattino (ore 10.30), presieduta dal rettore mons. Elio Bromuri, l’altra nel pomeriggio (ore 18), presieduta dall’arcivescovo mons. Bassetti, animata dal Coro di Sant’Ercolano. Molto interessante è quanto scrive sul settimanale cattolico umbro «La Voce», in edicola oggi (venerdì 5) la medioevalista Giovanna Casagrande: «Sant’Ercolano, fulcro dell’identità perugina». La sua breve ma significativa rievocazione storica del Patrono Ercolano offre una riflessione che attualizza non poco la figura e la vicenda del Santo martirizzato dai Goti di Totila intorno al 547-548 per aver difeso la libertà perugina.

 

La professoressa Casagrande scrive di sant’Ercolano facendo riferimento all’opera celeberrima dei Dialoghi di Gregorio Magno, pontefice dal 590 al 604, «volti a dare un quadro della santità tra tardo Antico e primo Medioevo. Eremiti. Monaci, vescovi, laici ecc. sono gli “eroi” della fede che Gregorio propone. Come la vita di san Benedetto ci è nota solo attraverso i Dialoghi di Gregorio, così solo attraverso di essi conosciamo la vicenda del nostro vescovo Ercolano». «Sulla base del racconto gregoriano – aggiunge la prof.ssa Casagrande – è credibile che un vescovo Ercolano, di possibile estrazione monastica, a Perugia vi sia veramente stato; che abbia condiviso le sorti della città al tempo dell’assedio di Totila (545-548/549), identificandosi con gli assediati».

 

Ma la medioevalista non si limita a tracciare i passaggi più salienti della figura di Ercolano, dà una spiegazione alla presenza-venerazione a Perugia di tre Santi Patroni, quasi da rendere questa città originale ed unica sotto questo aspetto. Oltre ad Ercolano, abbiamo san Lorenzo, diacono e martire, titolare della chiesa cattedrale, e san Costanzo, vescovo e martire, Patrono della città e dell’Archidiocesi. Ma cosa scrive al riguardo la storica Casagrande? «Era quasi naturale, diciamo così, che questo vescovo che aveva condiviso le sorti della città (defensor civitatis) divenisse al tempo della città-stato, il Comune, il patrono incontestato di essa: fulcro dell’aggregazione dell’identità cittadina.

 

Molto più di san Costanzo, santo itinerante, che si muove sul territorio, più diocesano…». «Le tre statue poste sopra il portale d’ingresso del palazzo dei Priori, nella prima metà del ‘300 – fa notare la ricercatrice Casagrande –, danno il tono di una “trilogia” patronale definita ed assestata. Ma in realtà, se Lorenzo, titolare della cattedrale, permane come una sorta di punto fermo, tra i presuli Costanzo ed Ercolano sembrerebbe esserci stata una specie di “concorrenza” che ebbe “termine”, in un certo senso, nel 1644, quando all’ordine pontificio di festeggiare ufficialmente un solo protettore, il Consiglio comunale dell’epoca rispose scegliendo Costanzo; ciò è stato interpretato come segno conclusivo di un percorso che vide Perugia perdere la sua identità politica di vera e propria città-stato.

 

Se Ercolano è rimasto come emblema della “città”, Costanzo è divenuto emblema dell’intero territorio diocesano». «Storia e tradizione legate alla figura di sant’Ercolano – ricorda mons. Elio Bromuri, direttore de «La Voce» e rettore della chiesa dedicata al Patrono – sono simbolo del legame tra la Perugia civile e laica e quella religiosa. Non è un caso che l’effige di Ercolano è ritratta fin dal XIV secolo nel gonfalone del Comune e nello stemma dell'Università degli Studi. Per questo legame il nostro Patrono è di tutti i perugini e a tutti loro sono rivolte le celebrazioni in onore di sant’Ercolano e tutti sono invitati a partecipare!».

 

- RELIGIONE - “EDUCARE INSIEME” E RIAPERTURA OPERA SEGNO DIOCESANA


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