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SANITA' - PRESIDENTE MARINI ASSUME DELEGHE RIOMMI
Giunta chiede ad assessore di riconsiderare decisioni
post C. Pappone UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - La Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha informato quest’oggi la Giunta regionale della decisione dell’assessore regionale alla sanità, Vincenzo Riommi, di rassegnare le dimissioni, comunicatale nella giornata di venerdì scorso. Una decisione, quella dell’assessore, giunta a seguito delle indiscrezioni di stampa secondo le quali egli stesso sarebbe stato raggiunto da informazione di garanzia, con il risultato evidente di delegittimare il suo operato e quello della Giunta regionale in un momento politico molto delicato, soprattutto per le vicende legate al sistema sanitario regionale. Già nella giornata di venerdì la presidente Marini, nel corso di un lungo colloquio con l’assessore Riommi, aveva avuto modo di invitare lo stesso a riflettere e soprassedere alla decisione in considerazione del fatto che nei suoi confronti non risultava alcun provvedimento da parte delle autorità giudiziarie, circa l’inchiesta che riguarda la ASL n.3 di Foligno.
Fatto poi formalmente confermato nella giornata di sabato da una nota della Procura della Repubblica di Perugia con la quale si precisava che l’assessore Riommi non risultava indagato. Inoltre la presidente ha riferito alla Giunta le motivazioni addotte dall’assessore, e cioè la sua ferma intenzione di voler mettere al riparo l’azione del governo regionale e salvaguardare la trasparenza che ha sempre caratterizzato il suo operato. Sin da subito la Presidente ha apprezzato lo stile e la sensibilità istituzionale dell’assessore Riommi. La stessa Giunta, dopo aver ascoltato la presidente, ha all’unanimità riconfermato all’assessore Riommi piena fiducia. L’esecutivo ha ribadito come le dimissioni dell’assessore rappresentano un atto non dovuto, ed alla luce delle formali precisazioni da parte della Procura della Repubblica, un gesto di grande sensibilità, correttezza politica, attenzione e rispetto per le istituzioni e per i cittadini. Un comportamento – quello di Riommi – davvero raro in un Paese dove in determinate circostanze nemmeno formali richieste di arresto per reati gravissimi inducono personaggi politici che rivestono ruoli istituzionali a dimettersi.
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