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PISELLI, SERVE SUBITO UN CAMBIO DI ROTTA O SARÀ FALLIMENTO
I sindacati: “Moretti gioca con i numeri. Lunedì serve una proposta seria o si ferma tutto”
di Fabrizio Ricci post il Dir @ (UJ.com) PIERANTONIO (Perugia) - “Abbiamo ormai la certezza che nella vertenza Piselli si sta giocando sulla pelle di 300 lavoratori e delle loro famiglie. Pertanto, se non ci sarà immediatamente un cambiamento radicale del modo in cui si sta portando avanti la trattativa, lunedì gli impianti di Pierantonio si fermeranno e l'azienda andrà inesorabilmente verso il fallimento”. Lo hanno dichiarato stamattina nel corso di una conferenza stampa convocata di urgenza i sindacati Cgil e Cisl dell'Umbra, insieme alle rispettive categorie Flai e Fai e alla presenza della Rsu Piselli. Al tavolo sedevano il segretario generale della Cgil dell'Umbria Mario Bravi, quello provinciale Vincenzo Sgalla, Sara Palazzoli per la Flai Cgil e Angelo Manzotti per la Fai Cisl. I sindacati hanno riferito alla stampa gli eventi succedutesi nella giornata di ieri, giovedì 21 ottobre. Prima il tavolo in Confindustria nel quale il soggetto interessato all'acquisto (il signor Felice Moretti, che ancora non si è però mai presentato di persona) ha posto ai sindacati un aut aut: o accettare “lo pseudo piano industriale”, che prevede il taglio di circa 180 posti di lavoro su 300, o andare al fallimento. I sindacati hanno naturalmente rigettato questo “ricatto”. Successivamente, si è svolta un'accesissima assemblea dei lavoratori a Pierantonio, alla quale hanno preso parte praticamente tutti i dipendenti dell'azienda.
Qui, pur nella drammaticità della situazione, i sindacati hanno deciso di proseguire sulla linea della responsabilità e di non interrompere dunque la produzione che infatti è tutt'ora in corso. Ma al termine dell'assemblea – hanno riferito ancora i sindacati – la famiglia Piselli ha chiesto un incontro urgente ai rappresentanti dei lavoratori, incontro nel quale la proprietà uscente ha illustrato lo stato della situazione, paventando una perdita di commesse in caso di fermo della produzione. I sindacati hanno considerato questo atteggiamento, “sconcertante”, visto che la stessa famiglia Piselli ha condotto l'azienda alla drammatica situazione attuale. In ogni caso, in seguito, la stessa vecchia proprietà ha illustrato ai sindacati i numeri previsti nell'accordo sottoscritto con l'acquirente Moretti, numeri che si sono rivelati totalmente diversi da quelli portati in trattativa a Confindustria. L'accordo tra gli imprenditori prevedeva infatti la riassunzione di 180 lavoratori e non di 120.
“E' evidente che ci stanno prendendo in giro – hanno accusato ancora Cgil e Cisl – ma il fatto inaccettabile è che stanno prendendo in giro centinaia di lavoratrici e lavoratori”. A fronte di questi elementi di novità la situazione precipita. “Pretendiamo serietà e rispetto – hanno affermato ancora i sindacati – pertanto deve essere chiaro che se lunedì al tavolo con la Regione (ore 11 presso l'assessorato alle Attività produttive, in piazza del Bacio) non troveremo un unico interlocutore che porti una proposta industriale seria e di prospettiva, la produzione si fermerà e l'azienda andrà inesorabilmente al fallimento”. Lunedì dunque sarà la giornata decisiva. E i lavoratori saranno presenti in massa davanti alla sede della Regione per far sentire la propria voce ai soggetti seduti al tavolo. “E c'è un soggetto in particolare che – hanno concluso i sindacati - deve giocare un ruolo decisivo in questa fase. Questo soggetto è la Confindustria di Perugia, che in una fase di confusione come questa in cui non si capisce di chi sia la titolarità a trattare, deve assumere su di sé la responsabilità del ruolo, per costruire relazioni industriali serie e impedire che si continui a giocare con i numeri, perché dietro a quei numeri ci sono persone in carne ed ossa”.
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