Cronaca
PERUGINA: CLIMA DA CASERMA IN FABBRICA
Elena Ballarani
(UJ.com) PERUGIA - All’interno della fabbrica della Perugina di San Sisto alle porte di Perugia si respirerebbe “un’aria da caserma”. Il tutto ben nascosto da una facciata apparentemente caratterizzata da positività, dinamismo e slancio. La pesante denuncia arriva dalla Flai Cigil, che ha diramato un comunicato nel quale si legge che alla Perugina si respira in questi giorni “un’aria strana, tra meraviglia e stupore”. Cosa è successo all’interno dello stabilimento umbro del cioccolato? Il sindacato fa riferimento, anche se non esplicitamente, al nuovo gruppo che, ormai da un paio d’anni, dirige il sito perugino. La situazione infatti – spiegano – era già stata denunciata a suo tempo, ma senza ottenere risultati.
La Flai Cgil dipinge una realtà a due facce: da una parte i traguardi importanti in termini di sviluppo, raggiunti dalla stessa Perugina, risultati che le hanno permesso di conquistarsi il ruolo di leader in Europa tra le fabbriche Nestlè. Di recente, infatti, c’è stata l’ assunzione a tempo indeterminato di un numero importante di precari, il passaggio a full time di una decina di part-time, e il raggiungimento di notevoli risultati sulla sicurezza, l’arrivo di nuovi volumi di produzione e di nuovi impianti; il tutto contornato da accordi sul lavoro domenicale e sulle flessibilità. Ma, dietro questa facciata – denuncia la Cgil, c’è un comportamento manageriale assolutamente inadeguato e non all’altezza. Il sindacato non usa mezzi termini e va giù pesante: si parla di “ripetute vessazioni”, di “angherie e intenti persecutori, che mirano a mettere in difficoltà anche il più pacato tra i lavoratori”. “Minacce nei confronti di chi osa alzare lo sguardo, con un lavoro certosino che punta a scovare il marcio laddove non c’è”. La Flai giudica non più ammissibile un simile atteggiamento e chiede di ritornare a relazioni industriali serie e responsabili, perché in gioco c’è il lavoro di circa mille dipendenti.





