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Lele ha ricostruito i movimenti al pc
Ha impiegato due ore per ricostruirne i tempi e le modalità di utilizzo la notte dell'omicidio di Mez
24/01/2009 ore 15.08
(UJ.com) PERUGIA - Raffaele Sollecito la notte dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese trovata morta nel suo appartamento in via della Pergola la mattina del due novembre 2007, era davanti al suo computer. E' questa la tesi che sosterranno i suoi legali - Marco Brusco, Luca Maori e Giulia Bongiorno - nel corso del processo davanti alla Corte d'assise di Perugia che riprenderà il 6 febbraio prossimo. Proprio per portare avanti questa linea di difesa questa mattina Brusco, insieme al consulente informatico della difesa, Michele Gigli, si è recato a Terni, presso il carcere dove è rinchiuso il giovane pugliese, con un computer dalle caratteristiche simili a a quello che gli fu sequestrato dalla polizia dopo l'arresto e contenente tutti i dati clonati da quest'ultimo. Sollecito, che ha sempre sostenuto che quella sera era davanti al pc a guardare il film "Il favoloso mondo di Amelie", ha impiegato due ore per ricostruire, con esattezza, i tempi e le modalità di utilizzo.
Lo scopo della difesa era quello di ricostruire i movimenti al computer che il giovane fece quella sera e quindi dimostrare che il loro assistito non poteva trovarsi nel casolare di via della Pergola quando la studentessa inglese fu uccisa. Sollecito, infatti, imputato nell'omicidio insieme all'ex fidanzata americana Amanda Knox, si è sempre proclamato innocente, respingendo ogni accusa. I risultati dell'incontro di oggi sono stati definiti dall'avvocato Marco Brusco "molto proficui e soddisfacenti".





