Salute
INTERVENTO “TRIDIMENSIONALE PER ENDOPROTESI AORTICA
di Mario Mariano (Uff stampa) (UJ.com) PERUGIA - Grazie all’esperienza maturata, alle professionalità esistenti -una equipe integrata tra Chirurghi Vascolari, Radiologi interventisti, anestesisti ed infermieri tecnici specializzati- ed alla tecnologia presente al S. Maria della Misericordia di Perugia (TAC ad alta definizione, sala operatoria della chirurgia vascolare dotata di un angiografo fisso rotazionale e di un sistema computerizzato “Leonardo” con possibilità di ricostruzione tridimensionale delle immagini), è possibile disegnare ed impiantare endoprotesi “fatte su misura” per singoli pazienti che presentando una dilatazione (aneurisma) dell’aorta che coinvolge l’origine delle arterie renali e delle arterie viscerali. Pazienti che non possono essere sottoposti a intervento di chirurgia convenzionale per trattare una patologia ch inevitabilmente porta alla rottura dell’arteria ed alla morte.(l’esempio più significativo a tal proposito è quello del grande Einstein , deceduto per la rottura di un aneurisma dell’aorta.)
Di come competenza dei professionisti ed eccellenza si coniughino presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia, ecco un ulteriore straordinario intervento, eseguito nella giornata di ieri per un aneurisma dell’aorta para-renale in un paziente di 87 anni utilizzando una endoprotesi particolare “fenestrata” , costruita cioè su misura, e caratterizzata dalla presenza di buchi lungo le pareti che garantiscono l’irrorazione di organi importanti, quali i reni e l’intestino. L’intervento è stato eseguito da un’equipe integrata e composta dai Dottori Fabio Verzini, Gianbattista Parlani e Pietro Pozzilli, sotto la direzione del Dottor Giuseppe Giordano, ed in stretta collaborazione con l’anestesista Dr Andrea Spaccatini. In circa due ore è stata posizionata una endoprotesi fenestrata con
due branchette per le arterie renali e una svasatura per la arteria per l’intestino, così da escludere completamente dal circolo l’aneurisma preservando il flusso arterioso all’intestino e ai reni. Il paziente ha potuto evitare così un intervento di ben più ampia invasività ed evitare il periodo di degenza in Rianimazione riservato ai pazienti dopo l’intervento ad addome aperto. A distanza di 24 ore il paziente è stato in grado di camminare, di alimentarsi autonomamente ed è privo di drenaggi e di terapie endovenose. Interventi di cosi elevato livello sono iniziati cinque anni fa presso la Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, eseguiti dal Prof. Piergiorgio Cao , che per la prima volta in Italia provvide a sostituire la aorta toraco-addominale in un paziente che non era in grado di affrontare l’intervento aperto e che oggi, a 3 anni di distanza, gode di buona salute.
Da allora, e con l’ultimo di ieri sono cinquanta i casi trattati all’Ospedale S.Maria della Misericordia presso la Struttura di Chirurgia Vascolare e di questi il 40 per cento riguarda pazienti provenienti da fuori Regione. “La tecnica adottata - precisa il Dottor Giordano- utilizza protesi particolari, costruite tutte su misura in Australia , ma è necessario adottare indicazioni precise e può essere adottata in alcuni casi specifici , quando cioè non è possibile né l’approccio di chirurgia aperta perché troppo rischiosa che quello endovascolare per le caratteristiche anatomiche dell’aneurisma .
La nostra Clinica -prosegue Giordano- è un punto di riferimento di livello nazionale, che vanta in questo settore specifico una grande esperienza e viene considerato un dei primi 5-6 centri con maggiore casistica europea". L'aneurisma aortico è l'abnorme dilatazione di un tratto dell'arteria aortica, dovuta al cedimento della parete vasale la cui componente elastica è stata indebolita da fenomeni degenerativi (aterosclerosi), infiammatori, o traumatici. A causa delle leggi fisiche dei fluidi, la tensione che si produce sulla parete di un'arteria ad ogni gettito cardiaco è proporzionale al diametro del vaso oltre che alla pressione. Avendo l'aorta un grosso calibro, l'ipertensione è deleteria in modo particolare su una parete vasale resa anelastica e più soggetta allo sfiancamento. All'assottigliamento dovuto ai processi sopra accennati, si aggiunge infatti l'esito dei meccanismi riparativi spontanei, che cercano di rimpiazzare le fibre elastiche danneggiate ad esempio dai depositi di grassi(aterosclerosi), con del nuovo materiale che però è fibroso, rigido(arteriosclerosi). e perciò insufficiente per ammortizzare il carico pressorio.
Le altre malattie causa di aneurisma aortico possono essere la sifilide, molto meno frequente che in passato, la tubercolosi, le infezioni batteriche, l'artrite reumatoide. Infine esistono gli aneurismi congeniti, associati a malattie delle valvole cardiache. Gli aneurismi aortici da arteriosclerosi aterosclerotica, si formano prevalentemente nel tratto addominale a valle delle arterie renali. L'aneurisma aortico può essere evidenziato radiologicamente se nel suo contesto è presente del calcio che permette la visualizzazione del contorno dell'aneurisma stesso. Bisogna tuttavia ricordare che molti aneurismi non mostrano calcificazioni, pertanto la presenza dell'aneurisma sfugge all'esame radiologico diretto dell'addome. L'ecografia permette di visualizzare accuratamente l'aneurisma ed identificare l'eventuale presenza di un trombo adeso alla parete, lo stesso esame permette di seguire l'evoluzione dell'aneurisma stesso, la sua eventuale progressiva dilatazione, permettendo un approccio chirurgico tempestivo, non con caratteristiche di urgenza e quindi con elevata sopravvivenza post intervento.
L'aortografia è una tecnica diagnostica invasiva che spesso si esegue in previsione di un intervento chirurgico. Altre tecniche non invasive per la diagnosi sono la TC e la MRI. Il trattamento chirurgico o per via endovascolare (EVAR) è riservato a tutti gli aneurismi sintomatici cioè che provocano dolore, mentre si riserva a tutti gli aneurismi aortici asintomatici ma con diametro, alla TC, maggiore di 5,5 cm. La prognosi del paziente deve tenere conto delle malattie spesso associate ad un aneurisma aortico, come la coronaropatia, il diabete,lo scompenso cardiaco, la vasculopatia cerebrale. È importante ricordare che la dimensione dell'aneurisma aortico è direttamente associata con il rischio di rottura dello stesso aneurisma.





