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IN ALTO TEVERE SI APRONO NUOVE FRONTIERE DELLA CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA
Una nuova attività chirurgica ricostruttiva dedicata a patologie gravi e deformanti dei pazienti HIV positivi
(UJ.com) CITTA' DI CASTELLO - Il Presidio Ospedaliero dell’Alto Tevere ha inaugurato una nuova attività di chirurgia ricostruttiva specialistica, a ciclo breve, rivolta ai pazienti sieropositivi affetti da patologie collaterali gravi e deformanti come la lipodistrofia, che può essere corretta utilizzando la tecnica della liposuzione ultrasonica e del lipofilling. Prima ed unica esperienza nell’ambito della sanità pubblica del centro Italia, il servizio è attivo dallo scorso mese nell’ospedale di Umbertide ed è destinato a richiamare pazienti anche da fuori regione. La lipodistrofia è uno degli effetti collaterali più drammatici e frequenti delle cure cui si devono sottoporre i malati affetti da HIV, e consiste in un accumulo anomalo di grasso in alcune parti del corpo e il dimagrimento esagerato in altre parti che causa vere e proprie deformità estetiche, con gravi conseguenze anche dal punto di vista psicologico e sociale. Per poter curare questi pazienti occorre un macchinario per la liposuzione ad ultrasuoni e particolari cannule da autotrapianto del tessuto adiposo.
Le tecniche di liposuzione e di lipofilling insieme rappresentano un’importante arma per combattere le caratteristiche alterazioni della sfera fisica che i pazienti affetti da HIV presentano, per ridare un aspetto pressoché normale e di conseguenza facilitare il loro reintegro sociale ed il loro recupero psicologico. “Si tratta di una nuova attività settoriale nell’ambito della chirurgia ricostruttiva – spiega il direttore generale della ASL1 dell’Umbria Emilio Duca - che interessa un target particolare di cittadini, i malati di AIDS. Questi pazienti sono soggetti a patologie collaterali molto gravi che tuttavia ancora oggi trovano scarsa attenzione nell’ambito delle attività ospedaliere. Per questo, grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Onlus Spazio Bianco, che offre tutta una serie di servizi di assistenza e volontariato ai pazienti sieropositivi, abbiamo voluto sviluppare questo nuovo servizio all’Ospedale di Umbertide con l’acquisto di una apparecchiatura specifica (per una spesa complessiva di circa 45mila euro) e l’attivazione di una seduta operatoria settimanale. Nel percorso assistenziale, naturalmente, il servizio opera in stretta collaborazione con i reparti di malattie infettive della nostra regione e, come prima ed unica esperienza nata nell’ambito del servizio sanitario pubblico, raccoglierà pazienti da tutta l’Umbria e dalle regioni limitrofe”. “L’obiettivo del nostro servizio – spiega Marino Cordellini, direttore dell’unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva della ASL 1 dell’Umbria - è quello di trattare chirurgicamente la patologia lipodistrofica, andando ad aspirare il tessuto adiposo nelle aree corporee in cui si presenta in eccesso con delle apposite cannule, attraverso un meccanismo che sfrutta il principio della pressione negativa unitamente ad una fonte di ultrasuoni. Nei casi in cui si rende necessario riempire distretti anatomici in cui il tessuto adiposo è andato perso (volto, arti inferiori) si utilizza invece il lipofilling (eseguito secondo la tecnica di Coleman) che consiste in una sorta di autotrapianto di tessuto adiposo”. “In questi anni, da quello che ci risulta dalle informazioni veicolate da tutte le associazioni presenti sul territorio italiano e dalle testimonianze delle stesse persone sieropositive che chiamano al nostro numero verde - precisa Titina Ciccone, presidente dell’Associazione Onlus Spazio Bianco - nessuna struttura pubblica si è dotata di questa specifica attrezzatura, nonostante le pressanti richieste delle associazioni per la creazione di qualche centro clinico sul territorio nazionale che sia finalizzato alla cura e al trattamento chirurgico di questa patologia. Nel farci promotori della problematica di questi pazienti presso le istituzioni sanitarie umbre, qualche anno fa abbiamo avuto la fortuna di incontrare la sensibilità e la professionalità del dottor Marino Cordellini e della direzione aziendale, che hanno compreso l’importanza di questo servizio e accolto la nostra richiesta”. E’ importante ricordare che le attuali terapie utilizzate per i malati di AIDS, se da una lato hanno consentito un significativo incremento della sopravvivenza, dall’altro espongono la persona HIV positiva ad una serie di patologie non-infettive che necessitano di trattamenti specifici e valutazioni cliniche costanti. Queste patologie comprendono malattie cardiovascolari, renali, epatiche, metaboliche, ossee, neoplastiche e psichiatriche e lipodistrofiche. Anche se il trattamento chirurgico è il fulcro del servizio, durante la conferenza è stato inoltre spiegato che il raggiungimento di un obiettivo di salute volto ad una migliore qualità della vita non può prescindere da un approccio multidisciplinare che consenta di prevenire e trattare aspetti strettamente correlati tra loro. L’obiettivo del servizio è di definire un comune percorso di cura articolato in diversi trattamenti terapeutici, riabilitativi ed educativi tali da consentire un adeguato livello di benessere del paziente. Gli specialisti coinvolti sono: l’anestesista algologo per il trattamento del dolore postoperatorio, l’endocrinologo/internista per gestione delle malattie metaboliche, il fisiatra per la valutazione antropomorfica e il trattamento riabilitativo, lo psicologo per il supporto psichico perioperatorio. Le attività chirurgiche menzionate derivano da tecniche di base di chirurgia plastica che sono scientificamente consolidate da decenni ed applicabili anche su pazienti non sieropositivi che richiedono la manipolazione chirurgica di tessuto adiposo non patologico (obesità patologica, liposuzione, liposcultura).





