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IL MONDO DELLA SCUOLA SI MOBILITA CONTRO I TAGLI
(UJ.com) PERUGIA - “È tempo che i genitori conoscano le difficoltà con cui si svolge l’attività didattica dopo la ‘razionalizzazione delle risorse’ nella scuola primaria e secondaria”. La protesta degli insegnanti di ogni grado ed ordine contro i tagli del Governo che riducono la qualità dell’offerta formativa sta montando anche a Perugia e provincia. Il “Coordinamento docenti per la scuola pubblica” ha organizzato per giovedì 4 novembre alle ore 16 alla sala della partecipazione di palazzo Cesaroni a Perugia un’assemblea pubblica per fare il punto sulla situazione di disagio del corpo docente e sulle modalità di mobilitazione. L’iniziativa, nata in parte spontaneamente e in parte guidata dai sindacati, “vuole comunicare alla stampa e all’opinione pubblica l’adozione di nuove forme di astensione dal servizio”.
Il Coordinamento è composto di insegnanti di tutte le scuole di Perugia e dintorni: dai licei agli istituti tecnici, dalle scuole primarie a quelle dell’infanzia. Punto di contatto e raccordo è la piattaforma www.docentiscuolapubblica.blogspot.com. Il movimento vede attive al suo interno quasi tutte le componenti sindacali dell’insegnamento. “Continueremo a garantire il regolare svolgimento dei compiti connessi ai doveri contrattuali (lezioni, attività collegiali, azioni connesse alla realizzazione dell’offerta formativa) – spiegano gli organizzatori – ma ci asterremo da tutte le altre attività non obbligatorie, come sostituzioni, prestazioni eccedenti e, con profondo rammarico, anche dal programmare viaggi di istruzione, visto che è stata cancellata la diaria (ben 4 euro al giorno!) per gli insegnanti accompagnatori, a fronte di una vigilanza, dovuta e necessaria, di 24 ore su 24”. Il Coordinamento sottolinea come la protesta non sia legata solamente a rivendicazioni di tipo sindacale.
“Ciò che ci preme di più – spiegano – è richiamare l’attenzione sul pericolo che corre la scuola: l’aumento del numero degli alunni nelle prime classi (27-31) che rende precaria la sicurezza e danneggia l'attività didattica; la soppressione dei corsi sperimentali che dequalifica e impoverisce l'offerta formativa; il taglio delle risorse per le attività di sostegno e recupero che priva gli alunni più deboli dei necessari interventi personalizzati; la riduzione dei fondi per le supplenze e la saturazione delle cattedre a 18 ore che riduce la disponibilità di personale per le sostituzioni e produce una diminuzione del numero di ore e di giorni di lezione effettivi per gli studenti. L’Assemblea del 4 novembre – concludono – sarà occasione per riaprire un dialogo con le famiglie, le istituzioni locali, le forze politiche sul ruolo della scuola pubblica nella società di oggi”.





