Cronaca
FP-CGIL PERUGIA SUI NUMERO DELLO SCIOPERO
Fabrizio Ricci (uff stampa)
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJcom) PERUGIA - Non ci meraviglia affatto che ancora una volta, come del resto è sempre successo, all’indomani di uno sciopero della nostra organizzazione, che CISL e UIL si affrettino a “sparare” i numeri sulle adesioni da parte dei dipendenti pubblici. Non solo, ma come al solito, torna la solita cantilena dello sciopero politico contro un Governo di centro destra a loro tanto caro, come se i contenuti della legge Brunetta prima e quelli della manovra economica ora, fossero una invenzione strumentale della CGIL. Come ben sanno i colleghi di CISL e UIL, visto che anch’essi sono dipendenti pubblici, per la verifica dei dati sull’adesione allo sciopero, nella pubblica amministrazione, a differenza del privato, occorre qualche giorno, come è possibile che loro ne siano già in possesso?
Naturalmente prendiamo atto del dono della veggenza. Sappiamo benissimo che lo sciopero costa e soprattutto in questi tempi è un sacrificio enorme per le famiglie, ma è ancora l’unica arma per dimostrare nettamente la contrarietà a scelte che ancora una volta ricadono solo sulle spalle dei più deboli. E’ anche vero che nel Pubblico Impiego la percentuale delle adesioni è stata storicamente, ma è successo anche nei scioperi unitari, inferiore a quella del privato, ma i colleghi di CISL e UIL si dimenticano di dire che nel pubblico vige una Legge, che guarda caso loro avrebbero voluto ancora più restrittiva, che obbliga alla garanzia dei servizi minimi che per esempio, in sanità significa precettare intorno al 70% dei dipendenti, così anche negli Enti Locali e in tutti gli altri servizi pubblici.
Cari amici di CISL e UIL, al di la del rispetto che ci è dovuto e che invece ci continuate a negare, basta con le dichiarazioni tanto per salvarvi la faccia di fronte ai lavoratori! Se davvero siete contro i contenuti di questa manovra, siate coerenti e dimostratelo con i fatti! Anche perché non ci risulta, e i lavoratori lo sanno benissimo, che i vostri dirigenti nazionali, ormai asserviti al potere come dimostra anche la vicenda di Pomigliano, stiano come voi dite contrastando i contenuti di questo decreto. Se davvero siete contrari, condividiamo insieme le iniziative “Serie” da mettere in campo. Noi siamo pronti, come eravamo pronti nei confronti del decreto Brunetta, ma la verità è che mentre noi lo abbiamo contrastato e continuiamo a farlo, voi continuate a sostenere che è un opportunità per i lavoratori…. E’ questa la differenza.





