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FLI - FINI: "BERLUSCONI SI DIMETTA ED APRA LA CRISI"

 
07/11/2010 ore 11.20

di Repubblica.it (UJ.com) BASTIA UMBRA - "Nuova agenda e nuovo programma. Così non si va avanti, premier decida se tirare le cuoia o titare a campare. Se non lo fa Fli lascia il governo" dice il leader in conclusione del lungo discorso alla prima convention nazionale di Futuro e libertà in corso a Bastia Umbria. "Il nostro è un progetto ambizioso. Senza legalità non c'è libertà. Il Pdl partito più arretrato d'Europa su diritti civili e immigrazione". Poi attacca i "tagli indiscriminati" di Tremonti: "L'esecutivo galleggia, ha perso la rotta. Non c'è patto di legislatura se non si ha coraggio di cancellare una legge elettorale che è una vergogna". E ai giovani: "Siate intransigenti, mai estremisti". Prima del suo intervento gli esponenti Fli del governo Ronchi, Urso, Menia e Bonfiglio rimettono nelle sue mani il mandato da ministro e da sottosegretari ...

Tutti i passaggi del discorso di Fini:

Fini conclude l'intervento – "Le nostre responsabilità non ci spaventano, diamo ad altri l'onore di dimostrare se ha davvero a cuore l'interesse del Paese o vuole rimanere a palazzo Chigi in attesa che passi la bufera" dice Gianfranco Fini terminando l'intervento tra gli applausi e le note dell'Inno d'Italia

Fini: non vogliamo elezioni ma non ci spaventano – "Il problema per noi non è il gioco del cerino o chi stacca la spina" ha detto Gianfranco Fini. Se proseguiranno "le furbizie e i tatticismi saranno gli italiani che la staccheranno. Gli italiani staccheranno la spina perché sono stanchi di un governo che non governa. Non vogliamo le elezioni ma non ci spaventano"

Fini: Berlusconi si dimetta –Fini chiede a Berlusconi di aprire la crisi: "Abbia il coraggio di rassegnare le dimissioni e salire al Quirinale. Nuova agenda, nuovo programma", dice ancora il leader Fli che lo invita a evitare "logiche mercantili per le quali tutto si risolverebbe con l'Udc che accoglie l'appello ai moderati e si sostituisce chi se ne va con chi entra o si fa tutto insieme se nessuno se ne va e qualcun altro arriva". E Fini osserva che "se non arriverà questo colpo d'ala i nostri al governo non resteranno un minuto di più"

Fini: legge elettorale va cancellata, è una vergogna –"Non sarà accolto con soddisfazione quello che dico, ma se si dice che bisogna rispettare lo scettro nelle mani del popolo allora non c'è patto di legislatura se non si ha coraggio di cancellare una legge elettorale che è una vergogna", dice Fini rilanciando sul patto di legislatura

Fini: vantaggi fiscali per il Sud se Lega lo permette
–"Bisogna dare una fiscalità di vantaggio al meridione che non va contro il nord. Certo se la linea del governo la detta la Lega non credo che i nostri ministri possono dire che serve una inversione di tendenza" afferma Fini. "Chi viaggia sa che le imprese del nord delocalizzano fuori dai confini nazionali - aggiunge Fini - e non prendono in considerazione di investire al sud. Una fiscalità di vantaggio sarebbe utile anche al nord"

Fini: fondi Fas non sono bancomat Tremonti 50 –"I fondi Fas non possono essere il bancomat a cui Tremonti ricorre quando la Lega glielo chiede per tamponare le emergenze" afferma Gianfranco Fini, spiegando: "se c'è una prova del fatto che il Pdl è afono e che la linea gliela la da solo la Lega, quella prova si vede è quando Tremomti ha preso i soldi dai fondi Fas per tacitare gli allevatori delle quote latte"

Fini: chiedo un nuovo patto sociale 49 –"Chiedo un nuovo patto sociale, a partire per esempio dagli stati generali sull'economia e il lavoro nel Paese" dice Gianfranco Fini. "Mentre mancava il ministro dello Sviluppo e qualcuno pensava che non era necessario, 'tanto pensa a tutto lui', c'è stata una prima pagina di un nuovo patto sociale con il tavolo delle parti sociali su cinque punti d'intesa. Questo può essere un esempio"

Fini: c'è necessità di un'altra politica 48 –"Non ho problemi - dice Fini - nel dire che con la congiunturà che c'è, con alcune nubi che arrivano da altri Paesi europei di tutto c'è bisogno tranne che di una sfida tra Orazi e Curiazi o dell'ennesima campagna elettorale. Non ho esitazioni nel dire che è necessario valutare le condizioni per un patto di legislatura è che a mio vedere il patto è qualcosa in più del compitino dei 5 punti con scolaretti che devono votare altrimenti è lesa maestà". "C'è - spiega - la necessità di un'altra politica, di superare la fase o si sta di qua o di là. Non è possibile che ogni volta che si parli di cercare momenti condivisi il tutto viene bollato come sinonimo del peggiore inciucio o di truffa agli elettori. Il bipolarismo - aggiunge il presidente della Camera - è un valore, ma finita la campagna elettorale l'altra coalizione non può rimanere il nemico da combattere con un eccesso propaganda e deficit politica"

Fini: meriti di Maroni ma soprattutto delle forze dell'ordine 47 –Nel settore della sicurezza, "l'azione del ministro Maroni, ma soprattutto quella di polizia e carabinieri, hanno segnato qualche buon risultato" dice Fini. "Questo lo dico perché se si lamenta la carenza di mezzi non possiamo fare finta di non sentire, perché non è con più sacrifici di chi è in prima linea contro il crimine che si garantisce lealità e sicurezza"

Fini: spazzatura è anche nelle coscienze 46 –"Con laicità positiva cito il Papa che dice 'la spazzatura non è solo nelle strade ma nelle anime e nelle coscienze'. Questo è il decadimento che c'è e la politica non può lavarsi le mani dicendo che non c'entra. Deve dare l'esempio" dice Fini

Fini: sì a patto ma percorso nuovo 45 –Fini entra nel vivo e dice che "al nuovo patto di legislatura proposto da Berlusconi si può dire sì" ma con forti paletti. "Il patto, non si offenda, non può essere un compitino in cinque punti che gli scolaretti in Parlamento devono approvare a pena di lesa maestà". Al patto Fli può dire sì, scandisce Fini nel passagio centrale, "se si accompagna a una svolta chiara e la svolta richiede una nuova agenda e un nuovo percorso politico"

Fini: nostalgia della prima Repubblica 44 –"Ho rimpianto, e credo che anche gli italiani lo abbiamo, del rigore, dello stile, del comportamento come Moro, Berlinguer, Almirante, La Malfa: la prima Repubblica era anche in queste personalità che non si sarebbero mai permesse di trovare ridicole giustificazioni a ciò che non può essere giustificato" dice Gianfranco Fini e scatta la standing ovation della platea

Fini: personaggi pubblici siano esempio di rigore e decoro 43 –"C'è una sorta di decadimento morale. Sono temi scivolosi, credo che il moralismo sia una delle peggiori attitudini di tanti sepolcri imbiancati, pronti a far la predica e mai a guardare dentro di sè" afferma Fini. "Quel decadimento che c'è nella società italiana è conseguenza della progressiva perdita di decoro di quelli che sono i comportamenti di chi è chiamato a essere di esempio perché se si è personaggi pubblici si è obbligati a essere di esempio"

Fini, governo del far finta che tutti va bene 42 –"Si devono mettere in campo politiche di ripresa. Non si può liquidare tutto parlando di assurde congiure o che c'è il governo del fare. Mi sembra che a volte questo governo del fare sia il governo del fare finta che tutto vada bene senza tenere conto dei problemi della società" afferma Fini

Fini: riforma università giusta ma senza soldi meglio non farla 41 –"La riforma Gelmini dell'università è giusta. Innova, toglie di mezzo alcuni consolidati assetti non più idonei. Senza denari era meglio non farla" dice Gianfranco Fini e aggiunge "se si sono trovati i denari è certo perché Fli ha cominciato a valutare quanto accade in Parlamento sulla base delle sue convinzioni e non su un 'credere, obbedire e combattere' che appartiene davvero a un'altra epoca"

Fini: a Lega non interessa quel che accade dal Po in giù – "Per troppo tempo si è sottovalutato quel pericolo strisciante che è il motore della Lega Nord: alla Lega non interessa nulla di quello che accade dal fiume Po in giù" dice Fini, e aggiunge che Il Pdl al Nord rappresenta la "copia sbiadita" della Lega

Fini: Pompei e Ruby hanno fatto giro del mondo, Italia non merita – "Che dolore leggere del crollo della 'domus dei gladiatori' a Pompei, e 'quell'altra notizia' dell'ultima settimana: danno all'estero della nostra Italia un'immagine che non è certo quella che gli italiani meritano" dice Gianfranco Fini

Fini: governo galleggia, ha perso la rotta – "Il governo Berlusconi non ha la percezione reale del Paese, non ne ha il polso, non è in presa diretta con la gente. Si potrebbe dire che governo galleggia, tampona emergenze ma ha perso di vista la rotta", dice Gianfranco Fini. Un esempio ancora più direttamente polemico: "La dice lunga che una priorità sia il ddl sulle intercettazioni, quando sono altre le esigenze del Paese"

Fini: tagli lineari modo per non scegliere – "A Tremonti contestiamo la politica dei tagli lineari", dice Fini che ritiene quella scelta "la migliore modalità per non scegliere dove tagliare e dove invece investire". Fini riconosce comunque "merito" al ministro dell'Economia "per la politica di contenimento della spesa"

Fini: non staremo di qua e di là per contare – "Accettiamo la sfida, abbiamo il dovere, oltre che il coraggio, di andare oltre ciò che è stato finora il Pdl, ma avrà tempo per ricredersi, se è intellettualmente onesto, chi pensa che staremo di qua o di là pur di essere determinanti" afferma Gianfranco Fini

Fini: Italia non è il paese dei balocchi che dipinge Berlusconi – "Il nostro è un progetto ambizioso, non un partitino per lucrare qualche posto, e rende necessario chiederci se ci riusciremo ma dobbiamo crederci e tornare a sentire il polso del Paese, dell'Italia silenziosa che ogni mattina lavora". Gianfranco Fini si richiama alla maggioranza silenziosa "che non si divide tra ultrà", un Paese che "non è il Paese dei balocchi che, mi spiace dirlo, Berlusconi ogni tanto dipinge come ha fatto anche nella ultima direzione Pdl"

Fini: meglio i giornali che i tg di veline – Fini riapre il fronte polemico con l'informazione di quei tg che accusa ispirati alle veline di palazzo. "Meglio leggerli i giornali - dice citando "chi dice di non leggerli i giornali", cioè Berlusconi - anche se non parlano bene di te. Meglio quelli che certi telegiornali che sembrano arrivare da epoche di regimi in cui giravano le veline". Risate in sala, ma Gianfranco Fini gioca sul duplice significato e chiarisce subito che sta parlando "non delle giovani signorine ma dei fogli d'ordine"

Fini: rivoluzione liberale no pensiero debole – "Il nostro progetto è ambizioso e si riassume nella volontà di far nascere davvero quel soggetto che era alla base dell'ambizione del Pdl. Noi dobbiamo dar vita alla rivoluzione liberale che era stata promessa e che non si è purtroppo realizzata se non in minima parte" afferma Fini. "Noi - aggiunge - vogliamo animare il liberalismo italiano, non conservando l'esistente, ma cambiando la società e ammodernando le istituzioni"

Fini: rispetto persona senza distinguere etero o omosessuali – "Rispettare la persona vuol dire che non si possono distinguere bianchi e neri, cristiani, musulmani e ebrei, uomini e donne, etero e omosessuali, cittadini italiani o stranieri. La persona è al centro dell'azione di qualsiasi cultura politica che voglia creare i presupposti per armonia" dice Fini

Fini: mai subalterni alla sinistra – "Futuro e libertà non sarà mai subalterno alla cultura politica dei nostri avversari, non saremo mai subalterni alla sinistra" dice Fini. "Fli non sarà mai subalterna - spiega - a una cultura politica della sinistra che rispettiamo ma che non ci può insegnare assolutamente nulla. E' risibile che con il travaglio che c'è nella sinistra ci sia ancora chi dica che ci sono i comunisti. C'è qualcosa di più complesso. Se Berlusconi ha necessità di argomenti dialettici ne trovi qualcun altro" dice Fini

Fini: colmare divario tra famiglie di fatto-tradizionali – In Italia "dobbiamo colmare il divario e allinearci agli standard europei" sulla tutela tra le famiglie di fatto e quelle tradizionali, dice Fini e definisce la famiglia in Italia come "un ammortizzatore sociale. Se non fosse per la famiglia - spiega - tradizionale o di fatto, quel disagio sociale che nel Paese c'è sarebbe ancor maggiore"

Fini: il nostro progetto va oltre Pdl e Berlusconi – "Un progetto che non è contro il Pdl, nessuna polemica, comprendiamo il loro disagio. Non sono i nostri avversari e per certi aspetti non siamo contro Berlusconi. Ambiziosamente siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi perché quella pagina si è chiusa o si sta chiudendo" dice Fini

Fini: legalità non è solo pacchetto sicurezza
– "Nel nostro manifesto ci sono dei valori, c'è la legalità. La legalità non è soltanto il pacchetto sicurezza, è un abito mentale, è insegnare ai nostri figli che prima ancora di rivendicare i diritti si hanno dei doveri, è il rispetto delle istituzioni, il senso dello Stato. E' la precondizione perché ci sia la libertà, senza legalità non c'è libertà" afferma Gianfranco Fini

Fini: su immigrazione nessuno arretrato come Pdl-Lega
– Affondo di Fini sui temi dell'integrazione, contro la Lega e il Pdl "arretrato" al traino del Carroccio. "E' triste constatare l'arretratezza del mondo politico su cosa fare con chi arriva nel nostro Paese e mette al mondo figli che considerano l'Italia la loro terra, anche se non è quella dei loro padri. E non posso credere - incalza Fini - che tutto questo si risolva in un centrodestra che dice che i clandestini si cacciano, due cose che non c'entrano niente con chi è in regola e accetta la nostra cultura, le nostre regole e la nostra tradizione". "In Europa - scandisce tra gli applausi della sala - non c'è un movimento politico come il Pdl che sui diritti civili è così arretrato culturalmente a rimorchio, anche qui, della peggior cultura leghista"

Fini: saremo sintesi che era alla base di Pdl – "Noi ci candidiamo a realizzare il disegno di sintesi che era alla base del Pdl, nel nome del valore supremo dell'interesse generale" dice Fini

Fini: Fli non accoglierà naufraghi e straccioni – "Non saremo una An in piccolo ma nemmeno saremo una zattera della Medusa che accoglie tutti. Non raccoglieremo naufraghi e straccioni" ribadisce Fini parlando degli obiettivi che mette davanti a Fli. "Porte aperte a tutti esclusi affaristi e carrieristi"

Fini: nessun rancore personale – "Altro che rancore personale. La nostra sfida nasce da una coraggiosa assunzione di responsabilità, del desiderio di voltare pagina, della stanchezza del popolo di centrodestra e della voglia di tornare ad essere artefici del proprio destino" dice Fini che non cita Silvio Berlusconi ma di fatto riprende punto per punto le critiche piovute su Fli dal leader Pdl, e le smonta rivendicando l'azione di chi "non vichiederà mai di cantare per fortuna che Fini c'è"

Fini: "Noi determinanti per sorti governo e Patria" – "Senza alcuna presunzione e a bassa voce lo posso dire che se ci guardiamo intorno e volgiamo lo sguardo indietro possiamo davvero dire che abbiamo davvero tutto il diritto di dire che siamo molto soddisfatti" ha detto Gianfranco Fini. "C'era chi con una certa presunzione ci aveva liquidato dicendo 'sono quattro gatti' e dicendo che 'non ha senso quell'avventura'. E invece a poche settimane da Mirabello siamo qui in una manifestazione che non ha precedenti. In poche settimane non siamo marginali, ma siamo politicamente determinanti per le sorti del governo per le sorti del governo e l'avvenire della nostra Patria"

Fini: grazie ai giovani – "Grazie ai giovani che sono il motore di Futuro e libertà, siate intransigenti e mai estremisti. Ringraziamento ai tanti che non hanno esperienze politiche precedenti, i tanti italiani del volontariato, e a coloro che hanno alle spalle una gloriosa militanza politica della nostra destra e a chi ha alle spalle altre esperienze politiche"


ore 12:29 Esponenti governo Fli rimettono mandato nelle mani di Fini – Prima dell'intervento di Fini tutti gli esponenti di governo di Fli, Andrea Ronchi, Adolfo Urso, Roberto Menia e Antonio Bonfiglio, sono saliti su palco per dire che rimettono il loro mandato nelle mani di Gianfranco Fini.

ore 12:26 Fini sul palco – Fini è salito sul palco tra gli applausi e le note di Ennio Morricone mentre si ascolta la voce di Luca Barbareschi che legge il Manifesto per l'Italia

Ronchi a Fini: il mio mandato di ministro nelle tue mani – Andrea Ronchi comincia il suo intervento con un "fatto personale": nato a Perugia e vissuto a lungo in Umbria, racconta, si commuove ricordando il padre e il suo primo incontro con Fini proprio in Umbria. Si rivolge a Fini chiamandolo "Gianfranco mio" e gli dice: "Il mio mandato di ministro è a tua disposizione per costruire l'Italia di domani"

Della Vedova: Silvio è finito il tempo delle tribù – "Caro Silvio non è più tempo delle tribù, è tempo della competizione e delle idee" afferma Benedetto Della Vedova, vicepresidente dei deputati di Fli, dal palco della convention. "Berlusconi ha inventato il centro destra, è un merito storico - aggiunge - ma riconoscerlo non significa farlo coincidere con lui. Quando è nato il Pdl molti hanno scommesso che fosse qualcosa di nuovo. Senza di voi il Pdl è una stella morta. Sta a noi mantenere la promessa di un centro-destra europeo"

Briguglio, premier non ci rappresenta – "Questo governo non ha più il consenso del suo blocco sociale come gli imprenditori, i professionisti e l'Italia che lavora ogni giorno. Che ci stiamo fare in un governo il cui premier non ci rappresenta più nel mondo?" dice il deputato di Fli, Carmelo Briguglio, parlando dal palco della convention e aggiunge "Che ci stiamo a fare ancora in un governo che ha perso ogni credibilità, che ha perso la fiducia delle cancellerie dei Paesi occidentali e degli imprenditori?"

Menia: mi sentivo esule ora mi sento a cas
a – "Mi sentivo esule, fra gli spottini del mulino bianco e di Apicella. Ora mi sento a casa" dice Roberto Menia, sottosegretario all'Ambiente e deputato di Fli, parlando alla convention. "Non dobbiamo immaginare scenari ribaltonistici o 'terpolistici', da partitino, ma costruire un grande centrodestra, che sia libero, plurale, moderno e patriottico" conclude

Granata: da noi chi è discusso non entra – "Se non avessimo impedito l'approvazione del processo breve che avrebbe cancellato centinaia di processi solo per salvare uno, immaginate cosa sarebbe dell'Italia. Noi non abbiamo paura di essere intercettati anche quando organizziamo le nostre feste" afferma Fabio Granata dal palco. Granata ha concluso il suo intervento dicendo "chi è discusso da noi non entrerà mai" e nel nuovo partito "non ci interessa avere gente che magari porta voti, ma è incapace o collusa con interessi poco chiari"

Moroni: Berlusconi ci ha portato in libero stato bunga bunga – "Giustizia e libertà sono due temi importanti e la storia socialista è fatta di grandi battaglie su questi temi" dice Chiara Moroni dal palco, e agiunge che "per questo motivo, questa è casa mia e lo è per tutti quelli che si sentono socialisti e riformisti". Poi critica la passata militanza nel Pdl: "Sedici anni dopo, possiamo dire che la rivoluzione liberale di Berlusconi nella quale tutti abbiamo creduto è stata tradita e oggi ci ritroviamo nel libero Stato di Bunga Bunga", uscita che scatena gli applausi della platea

Granata: "Bondi distrugge cultura, si dimetta" – "Non è possibile che Pompei, ovvero il più straordinario patrimonio culturale e mondiale, venga distrutto in questa maniera. Per quello che è successo il ministro Bondi deve dimettersi" dice Fabio Granata parlando dal palco. Per Granata "Bondi sta distruggendo la cultura italiana e la sua unica attenzione è nel 'non disturbare il manovratore'"

Polverini: "Fini dirà andiamo avanti"
– "Io penso che oggi Gianfranco Fini dirà 'andiamo avanti' e credo che si andrà avanti" ha detto il governatore della Regione Lazio Renata Polverini a proposito del discorso che Fini farà oggi. Secondo Polverini "non ci si può assumere la responsabilità di lasciare il Paese senza una guida: una crisi di governo sarebbe un problema di enormi dimensioni" e per questo "speriamo che oggi Fini voglia cogliere l'apertura arrivata da Berlusconi"

Barbareschi: "Feltri e Belpietro servi sciocchi" – "Feltri e Belpietro sono diventati due servi sciocchi, ed è un peccato perché il giornalismo ha bisogno di trasparenza. Gli articoli di oggi de 'Il Giornale' e di 'Libero' sono vergognosi" dice Luca Barbareschi dal palco, e aggiunge: "Noi dobbiamo puntare sui giornalisti che fanno vera informazione"

Paglia: "Disposti a sacrificarsi fino alla morte per Fini"
– "Io lancio un messaggio a quei signori che continuano a puntare il dito contro il nostro Sud: un Mezzogiorno che ha dato tanto al Paese e alle forze armate. Al Sud ci sono uomini e donne che credono negli ideali, nell'amor di Patria e nel sacrificio. Questi signori non hanno capito che quando i nostri soldati vanno in Afghanistan o vanno a spalare il fango per loro non fa differenza perché sono lì a rappresentare l'Italia che è una. Unita"dice il deputato di Fli, Gianfranco Paglia, dal palco della convention di Bastia Umbra. Quindi Paglia, interrotto più volto da gli applausi della platea, ha concluso rivolgendosi a Fini: "Io non sono più in condizione di sacrificarmi, ma qui ci sono uomini e donne che sono pronti a seguirti e a sacrificarsi fino alla morte per quello che fai e per come lo fai. Grazie per il coraggio che trasmetti ad ognuno di noi. Vai avanti così e non sarai mai solo"


Mariniello: "No ai bunga bunga, no lodo Alfano" – "Noi amiamo gli italiani e vogliamo una politica nuova. Una politica che vada oltre Silvio Berlusconi e le sue battute, che sono molto film anni 60, i vecchi B movie che ci hanno fatto ridere, ma che oggi non guardiamo più perché ci sembrano reperti archeologici" dice Gianmario Mariniello, parlando alla convention. Mariniello, che ieri sera è stato eletto coordinatore di Generazione Giovani, aveva chiosato: "Non ci interessano le frequentazioni ambigue. Non ci interessa il bunga il bunga, non ci interessano le leggi ad personam e i vari lodi Alfano"

Ex modella africana interviene sul palco e conquista platea – Prende la parola e la platea dell'Umbriafiere resta colpita dalla sua bellezza. Aminata Fofana, ex modella e ora scrittrice, spiega il perché del suo impegno politico con Fli: "Quando un cuore parla, un altro cuore risponde. E Fini parla con il cuore", dice ai cronisti. Nata in Guinea, da circa 15 anni in Italia con un passato da modella, ha deciso di impegnarsi con Fli. Aminata ha già provato a sfondare con la politica: nel 2006 ci provò con i Verdi di Pecoraro Scanio ma non ce la fece. Da allora l'impegno come scrittrice e una rubrica sul magazine online della fondazione finiana FareFuturo

Rotorndi: se si apre crisi ci sono le elezioni – "Se si apre la crisi la via d'uscita sono le elezioni. L'accordo con l'Udc e' giusto e naturale, ma nelI'Italia bipolare i cambiamenti sono fatti dagli elettori e non dagli eletti" ha detto il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, sulle parole di Fini.


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